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I brutti dettagli sul cane ucciso a martellate a Bergamo

Cominciano a trapelare alcuni agghiaccianti dettagli relativi alla morte a colpi di martello del cane ritrovato a Parre, nella bergamasca.

Della vicenda avevamo già parlato in questo articolo.

L’animale, una femmina di meticcio di circa 3 anni di età, è stata ritrovata senza vita in un dirupo nel quale era stata gettata dopo che l’aguzzino le aveva spaccato la testa a colpi di martello.

È stata Geapress, nelle scorse ore, ad aggiungere ulteriori particolari alla già odiosa vicenda.

È confermato innanzitutto che siano stati i Forestali ad accorgersi della presenza dei resti dell’animale, durante un normale pattugliamento del territorio.

I fatti sarebbero avvenuti prima di Natale, ossia lo scorso 18 dicembre, ma la notizia sarebbe trapelata soltanto in queste ore dopo la conferma dei sospetti degli inquirenti da parte dei veterinari dell’Istituto Zooprofilattico di Bergamo. Nella fattispecie, la constatazione che la cagnolina fosse morta di morte violenta.

Dopo l’avvistamento dei resti da parte dei Forestali, ad analizzare la scena del crimine sarebbe arrivato anche il personale del Comando Stazione, il Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale, e persino il NIRDA (Nucleo Investigativo per i Reati a Danno agli Animali).

Le tracce di sangue ritrovate sulla neve avrebbero condotto gli inquirenti nei pressi di un traliccio ENEL inutilizzato. Da quel punto in poi, il sangue si mescolava ad orme umane, guidando le forze dell’ordine fino ad un casolare distante poco meno di cento metri.

Nella stalla adiacente venivano ritrovati un mulo, due cani e alcune pecore, ma soprattutto il corpo senza vita e dilaniato di un agnello. A poca distanza c’era quella che sarebbe stata successivamente confermata come arma del delitto: un grosso martello ancora sporco di sangue e materia cerebrale.

Nel casolare sono comparsi, poco dopo, un uomo e sua moglie.

La versione della coppia, che ha ammesso di prendersi cura della cagnolina uccisa dopo che il suo proprietario, un pastore, si era trasferito all’estero, è stata che l’animale fosse rimasto ucciso dai calci del mulo.

Una testimonianza che, chiaramente, non ha convinto gli investigatori i quali propendono invece per l’idea che il cane sia stato ucciso a martellate dopo aver dilaniato l’agnello. Con tutta probabilità e considerati i segni sul corpo, la cagnetta sarebbe stata dapprima legata al traliccio dell’ENEL e successivamente massacrata a martellate in testa. Dopo la morte, il suo corpo sarebbe stato gettato nel dirupo.

Sul cadavere del cane ucciso non è in effetti presente alcun segno che faccia pensare ai calci di un mulo.

L’uomo accusato dell’uccisione della cagna (reato penale 544/bis) si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere.

Nella foto: il corpo senza vita della cagnolina.

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4 Commenti

  1. ma come riescono a far certe cose? come fanno a riuscirci?? solo al pensiero mi sento già male..veramente inconcebile!

  2. I luridi colpevoli siano stramaledetti da qui all’eternità!!!!!!!

  3. Perchè siamo in ytaglia?

  4. E perché ora che si sa chi è il colpevole non si procede con una bella denuncia per maltrattamenti e occultamento di cadavere? Perché non gli hanno sequestrato tutti gli animali? Se davvero la cagnetta ha dilaniato un agnello e’ stato senz’altro per la fame e questo non giustifica affatto questi signori! Quando si comincerà, al di la delle denunce a piede libero, a far pagare questi esseri ignobili con la galera e il vile denaro forse non si arriverebbe a questi livelli!!

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