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Capodanno: ordinanza anti-botti non funziona, animali nel panico ovunque

Nonostante l’ordinanza anti-botti emessa da numerosissimi Comuni italiani, che invitavano ad evitare di sparare petardi nella notte di Capodanno per evitare danni a persone e animali, a San Silvestro sembrava di essere in guerriglia un po’ ovunque.

Da Geapress arriva la notizia che a Bressanone, in provincia di Bolzano, due cigni residenti nel fossato d’acqua del Giardino Vescovile sarebbero stati, loro malgrado, sottoposti alla violenza sonora e psicologica di raudi e petardi. La mattina del primo dell’anno, gli animali sono stati ritrovati in stato di shock, nascosti sotto il ponte. Sulla superficie ghiacciata del laghetto, resti di fuochi d’artificio.

E poi c’è la questione dell’orso di San Vito di Cadore, nel bellunese, addirittura svegliato dal letargo a causa del frastuono. L’animale, terrorizzato, è uscito dalla sua tana e sono state trovate tracce di un continuo andirivieni. Secondo i Forestali, l’orso è addirittura arrivato a percorrere la pista da sci “Antelao”, disorientato e spaventato. Non solo orme, ma anche peli e feci: sempre i Forestali sostengono che l’orso sia stato così turbato da sentirsi costretto ad abbandonare la tana e fuggire lontano dal frastuono. Frastuono reso ancora più assordante dall’effetto “amplificatore” dato dalle valli. L’augurio, ora, è che si sia successivamente tranquillizzato e che sia tornato a dormire, come Natura vuole in questo periodo dell’anno.

E ancora, ci sono le dichiarazioni di Francesco Emilio Borrelli, commissario regionale dei Verdi Ecologisti, riferite alla Campania. Si parla di notte infernale, che si è conclusa col triste bilancio di due morti e centinaia di feriti.

Borrelli commenta: “Durante la nottata abbiamo ricevuto decine di segnalazioni di cumuli dati alle fiamme tra Napoli e provincia, animali uccisi o terrorizzati, appartamenti andati a fuoco e stamattina le strade erano luride e piene di fuochi gettati a terra, qualche volta anche inesplosi”.

I botti inesplosi, tra l’altro, sono pericolosissimi e non passa anno che non si legga di persone che perdono un dito o un occhio per averli raccolti da terra.

Quantificare i morti animali a causa della guerriglia urbana della notte di Capodanno non è cosa facile e al di là delle facili e forse troppo tempestive stime numeriche, le singole storie che piano piano vengono rese note sono tutte drammatiche. Dai cani perduti e non ancora ritrovati agli animali d’allevamento in stato di shock, dagli uccelli spariti chissà dove e mai più tornati ai gatti di colonia e randagi, fortemente traumatizzati o addirittura uccisi, come nel terrificante caso che arriva da Pisa (qui l’immagine, attenzione, è molto esplicita), fino alla fauna selvatica disorientata e costretta a fuggire chissà dove, chissà come.

Se questi sono i buoni auspici per l’anno nuovo, non cominciamo affatto bene.

Foto: repertorio (fonte Shandchem-Flickr).

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4 Commenti

  1. Mariuccia Fornasari

    Ci arriveremo a questo grado di civiltà? Lo spero tanto

  2. La stessa cosa è successa nella mia città.

    Ma fare un’ordinanza antibotti solo per darsi visibilità politica non serve a nulla. Mi ricorda il tipico modus pilatiano (Ponzio Pilato), ipocrita e stupido modo di fare.

    Ne sarebbe dovuta essere vietata la vendita in maniera preventiva e con un’ordinanza ben definita avrebbero dovuto attuare un serio programma di controllo tramite gli organi appositamente preposti a tali mansioni.

    Che cazzo li paghiamo a fare?

  3. Ho guardato adesso quell’orrore che hanno fatto a Pisa a quel povero micio: davvero mostruoso, possiamo solo augurare con tutto il cuore all’assassino che lo ha compiuto che tutto gli ritorni con gli interessi!

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