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Cassazione: offendere l’uomo dandogli dell’animale è reato

Dovrebbe essere il contrario, eppure la Cassazione ha stabilito che definire le persone con epiteti evocativi di animali è un reato.

La Cassazione sottolinea come “dare dell’animale ad un uomo” abbia “una valenza denigratoria in quanto, assimilando un essere umano ad un animale, si nega qualunque dignità in un processo di reificazione e di assimilazione ad una ‘res’ comunemente ritenuta disgustosa o comunque di disumanizzazione”.

Si tratta della sentenza numero 44966 che, di fatto, ha condannato per ingiuria un 50enne di Castrovillari che aveva definito un conoscente “babbuino” e “barbagianni”.

Al di là delle considerazioni sulla sentenza in questione, la motivazione generale lascia quantomeno perplessi, soprattutto in un particolare termine utilizzato: “disgustosa”.

“Disgustoso” è, per chi si occupa di diritti animali, un termine che difficilmente si accosta agli animali non umani. “Disumanizzazione”, invece, viene riferito più facilmente agli aguzzini che, privi di compassione, pietà ed empatia, riversano la loro rabbia e frustrazione sulle creature più indifese che esistano: gli animali, appunto.

Nella fattispecie, infine, viene da chiedersi cosa vi sia di realmente offensivo nei termini “barbagianni” o “babbuino”.

Il primo è uno splendido rapace crepuscolare e notturno, caratterizzato da uno splendido volo oscillante quando si avvicina al terreno di caccia, piume bellissime e molto chiare, e un’utilità notevole come predatore naturale.

Il secondo è un eccezionale arrampicatore, che vive in un contesto sociale fortemente regolato e gerarchico, comunica in maniera complessa tanto da un punto di vista vocale che gestuale e si prende cura non soltanto dei propri cuccioli, ma anche di quelli altrui.

Nulla di offensivo, dunque.

Tanto quanto non c’è, in realtà, nulla di offensivo nel dare a qualcuno dell’asino (animale intelligente, paziente, fisicamente possente e molto sensibile) o della vacca (caratterizzata da un istinto materno pari a quello umano), e persino del maiale (tra gli animali con l’intelletto più sviluppato di tutto il creato, e superiore persino ai cani).

Chiaramente, in una società fortemente antropocentrica tutto ciò che non è uomo viene ritenuto inferiore, nonché spesso denigrato in quanto tale. E definire qualcuno un animale diventa un’offesa quando, il più delle volte, dovrebbe essere soltanto un complimento.

Foto: repertorio (fonte Martin Pettitt-Flickr).

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2 Commenti

  1. Ma mi facciano il piacere, direbbe qualcuno! Ma come si può sprecare del tempo prezioso, che potrebbe essere impiegato ben diversamente, per emettere queste cazzute sentenze?

  2. Come si vede che sta gente non ha nulla cui pensare!
    Ma sono pure strapagati per fare queste cose?

    L’altra volta ho dato del politico ad un cagnolino che conosco.
    Sono stato condannato a leggere le sentenze della Cassazione. Per sempre…!

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