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Vittoria! 70 beagle della Marshall salvati dalla vivisezione in India

Una buona notizia, alla vigilia di Natale, ci vuole. E la buona notizia in questione arriva dall’India dove, qualche giorno fa, 70 beagle destinati alla sperimentazione scientifica sono stati portati in salvo.

Secondo Care2, i piccoli erano destinati a fare da cavia per la vivisezione e ad essere successivamente eutanasizzati.

Invece, in un fortuito ribaltamento degli eventi, sono stati tutti adottati da famiglie amorevoli.

I beagle erano stati allevati in Cina, presso la Beijing Marshall BioResource, filiale cinese della famigerata “fabbrica di animali” americana.

Gli attivisti per i diritti animali erano da qualche tempo informati del fatto che i cuccioli prodotti sarebbero stati inviati in India per essere sottoposti ai soliti test di tossicità. Quello che però non sapevano era come avrebbero raggiunto la destinazione, dal momento che sempre più compagnie aeree si rifiutano di trasportare animali per la vivisezione.

Lo scorso novembre, gli attivisti hanno scoperto che la documentazione che accompagnava i cani li descriveva falsamente come “animali da compagnia” da parte della società di destinazione, la Advinus.

Un attivista PETA era intanto riuscito a scattare fotografie delle 70 gabbie che contenevano i cuccioli appena dopo il loro arrivo a Chennai, in India, dopo aver viaggiato su un aereo della Cathai Pacific.

Cathai Pacific, però, non trasporta animali per la vivisezione. Pertanto, gli attivisti non hanno dovuto fare altro che mostrare le foto appena scattate alla dirigenza aziendale, oltre ad un video che li mostrava in quarantena a Chennai.

La Cathai Pacific si è dichiarata indignata che qualcuno avesse falsificato la documentazione per trasportare animali da vivisezione, pratica alla quale si dichiarano eticamente contrari. Ancora peggiore è stata la constatazione di aver avuto Advinus come cliente dal 2006 – e quindi, presumibilmente, di aver trasportato numerose volte, e sempre inconsapevolmente, cuccioli destinati alla sperimentazione scientifica.

Nel 2011, a proposito di questo, la Beijing Marshall BioResource aveva anche dichiarato pubblicamente che i beagle venivano esportati per “motivi di riproduzione” e che “non sarebbero stati utilizzati o uccisi come animali da laboratorio”.

Una menzogna lunga sei anni, soprattutto perché Advinus non offre servizi di allevamento quanto piuttosto test di tossicità e successiva eutanasia delle cavie.

La decisione del governo indiano è stata quindi notevole: cosciente dell’inganno e dell’eco mediatica della vicenda, ha provveduto a liberare i beagle una volta terminato il periodo di quarantena. I cuccioli sono stati sequestrati alla Advinus e ridistribuiti a due associazioni per i diritti animali di Chennai, Blue Cross e People for Animals.

Secondo il Times of India, Blue Cross ha già ricevuto oltre cento proposte di adozione per i beagle.

Ciascuno di loro, quindi, ha già trovato casa.

A Marshall BioResources, invece, toccherà ora fornire molte, molte spiegazioni.

Nella foto: due dei beagle portati in salvo (fonte Nature.com).

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2 Commenti

  1. Bellissima notizia, speriamo si scateni l’inferno per questi assassini adesso!

    Qua invece si va avanti per archiviazioni, ricorsi e sequestri fittizi.
    E non cambia mai nulla.
    D’altra parte, in un paese abbandonato e senza governo da più di 20 anni dove vanno avanti criminali, puttane e incapaci…

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