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Tanzania: il leone che ha vissuto tre anni con la trappola al collo

Ha dell’incredibile la vicenda che vede per protagonista un giovane leone che, per tre lunghi anni, ha vissuto con il collo intrappolato in un laccio dei bracconieri.

La storia, che arriva dalla Tanzania, è stata riportata in queste ore dall’associazione iberica Schnauzi.

Il giovane leone, rimasto con il collo imprigionato in una trappola piazzata dai bracconieri quando era solo un cucciolo, è riuscito a sopravvivere fino a che, con il naturale aumento della stazza dovuto alla crescita, il laccio non ha iniziato a strangolarlo.

E, in un secondo, incredibile rovescio di fortuna, è stato a quel punto notato e soccorso da una squadra di attivisti.

Il laccio d’acciaio gli si era stretto attorno al collo al punto tale da impedirgli di cacciare e costringerlo ad uno stato di sofferenza cronica difficile da immaginare. La pelle attorno al collo si era lacerata e infettata.

Se non fosse stato per le guardie del Parco Nazionale di Mikumi, sarebbe sicuramente morto di lì a poco.

Il giovane esemplare è stato sedato, dopodiché i veterinari hanno provveduto alla non facile rimozione del laccio.

L’animale era già stato notato nel 2009, ma a causa della vastità del territorio era stato fino ad ora impossibile catturarlo, nonostante numerosi tentativi.

Per soccorrerlo è intervenuto un team di ben 77 ranger, oltre ad un veterinario che ha sparato il dardo anestetico.

“Si trattava di un momento molto pericoloso perché gli altri cinque leoni del suo branco cercavano di difenderlo mentre era sedato”, spiegano i ranger.

“La quantità di tranquillante utilizzato era cruciale perché avrebbe potuto svegliarsi in anticipo, uccidendo i soccorritori, oppure non svegliarsi mai più”, commenta il comandante delle guardie.

I ranger non hanno potuto fare altro che spaventare gli altri leoni del branco per allontanarli dal loro compagno ferito, che in questo modo ha potuto essere immediatamente soccorso.

Nelle foto: i momenti dell’intervento (fonte Schnauzi).

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