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[VIDEO] Favole di Natale: storia di Clydes, da oggetto a creatura felice

La storia di Clydes inizia come tante, troppe storie di cani abusati e dimenticati. Legato ad una catena, circondato da detriti e rifiuti, Clydes era “proprietà” di un uomo che non considerava la sua vita di minimo valore.

Per quell’uomo, Clydes era una “cosa”. Una cosa che non provava dolore, o affetto, o paura, invece di una creatura in grado di amare, che meritava di essere trattata con rispetto e dedizione.

Quando un soccorritore venne chiamato a controllare le condizioni di detenzione del “cane da guardia”, a seguito della telefonata di un vicino di casa, il proprietario gli riferì che Clydes sarebbe presto stato dato via.

“Dare via”, per l’uomo, significava mettere il cane a disposizione dei combattimenti clandestini.

In qualche modo, non molto tempo dopo il sopralluogo, Clydes riuscì miracolosamente a liberarsi della catena che lo teneva legato e fuggì di casa. Quel cane ignorato, maltrattato e mai tenuto in considerazione attrasse, altrettanto fortunosamente, l’attenzione del co-fondatore dell’associazione animalista The Mutt Scouts.

Esattamente in quel momento ebbe inizio la sua nuova vita.

Le sue condizioni di salute erano tutt’altro che buone – il suo corpo era ricoperto di piaghe, e le zampe posteriori cedevano sotto il peso delle passeggiate mai fatte e del freddo patito per anni. Ulteriori esami diagnosticarono che, ad un certo punto della sua vita, Clydes aveva subito una grave frattura del bacino, probabilmente a causa di violente percosse.

Commenta il suo salvatore: “Poco tempo prima del salvataggio, quand’era ancora legato a catena, qualcuno gli aveva distrutto il bacino e in qualche modo il suo temperamento era rimasto felice”.

Nonostante la sofferenza patita, il carattere di Clydes si era mantenuto puro, intatto. Il cane era affettuoso, docile, perfettamente equilibrato. Enorme nella stazza, non si faceva un singolo nemico: voleva bene a tutti.

Il suo temperamento gentile vinse il cuore del co-fondatore di The Mutt Scouts, Jf.

Due mesi fa, il dolore cronico che Clyde provava alle zampe posteriori, fino a quel momento tenuto a bada da antinfiammatori e antidolorifici, peggiorò al punto da renderlo incapace di caricare il peso su una delle gambe.

Una corsa dal veterinario portò alla scoperta che quella zampa era troppo danneggiata per essere salvata e anche che, a causa della struttura fisica e del peso del cane, l’amputazione non era una delle opzioni possibili.

Il veterinario, per Clyde, propose l’eutanasia.

Il nuovo proprietario del cane, però, non era disposto ad accettare la possibilità che quel cane appena rinato dovesse morire e decise di prendersi del tempo per pensare al da farsi.

Come in un segno del destino, mentre Clyde e il suo nuovo umano Jf tornavano a casa, incapparono in un furgone la cui targa recitava: “DOLEGS” (“Fai Gambe”). Jr rimase di sasso e, una volta tornato a casa, si informò presso tutti gli specialisti che ebbe modo di contattare.

Operare le zampe posteriori di Clydes e inserire in ciascuna degli impianti permanenti erano interventi costosi, e così Jf vendette la sua auto per poterli pagare.

Clydes venne operato.

Dopo l’intervento, però, una delle zampe cominciò a gonfiarsi. Nuovi esami dal veterinario diedero un responso da spezzare il cuore: cancro alle ossa.

“Sono corso all’ospedale veterinario per vedere il mio bambino”, scrive Jf sul blog in cui aggiorna i lettori sulle condizioni del cane. “Mi sono sdraiato sul pavimento vicino a lui e gli ho ricordato che quel posto non era casa sua, e che doveva tornare a casa, per sempre. Lui tenne sollevata da terra la sua zampa malata, e insieme le dicemmo che non avevamo più bisogno di lei”.

Il giorno dopo, Clydes venne operato di nuovo, e stavolta la zampa “velenosa” venne amputata.

“Questa non è la storia che mi aspettavo”, scrive Jf, “Ma è quella che lui ha deciso di raccontarmi. Clydes è da settimane all’ambulatorio. Ha subito due interventi, e intanto io cerco soluzioni. Grazie alla dottoressa Cathy Klein, Clydes avrà presto una protesi, una sorta di gamba bionica”.

La storia di Clydes è tutta in evoluzione, e Jf promette di aggiornare sulle condizioni del cane.

“Io amo questi sopravvissuti, li amo tutti. Alcuni si portano addosso cicatrici, ad altri mancano pezzi di corpo, altri ancora sono stati emotivamente violati da quegli esseri umani che avrebbero dovuto trattarli diversamente. Il fatto che questi animali abbiano ancora fiducia in noi è quasi imbarazzante. Chino la testa nella vergogna, nel dolore, quando li incontro. Mi scuso con loro per quello che gli è capitato prima, per chi gli è capitato prima, e gli prometto che d’ora in poi andrà meglio”.

Forza Clydes.

Nelle foto: la storia di Clydes (fonte The Mutt Scouts).


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3 Commenti

  1. storia commovente incredibile, tutta la mia ammirazione al nuovo padrone che ha fatto di tutto per salvare questa creatura…

  2. Deve guarire questa creatura meravigliosa e tanto buona!
    Dai ciccio, rimettiti, sei la bontà che cammina tu! 🙂

  3. Dai, dai Clydes bellissimo!!!! Siamo tutti con te, guarisci presto!

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