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Storia di Dori, un bravo cane maltrattato per sei anni

Chi si trova a ragionare e ad agire per i diritti animali si trova spesso di fronte a storie non solo dolorose, ma che mettono in dubbio i valori della società umana odierna, e la sua cultura.

Storie che fanno riflettere sul concetto di pietà, compassione e rispetto dei deboli e che molto raramente trovano risposte positive.

Di certo, in una storia come quella di Dori i concetti di gentilezza, empatia e generosità nei confronti delle altre creature si trasformano bruscamente in egoismo, indifferenza e crudeltà.

Dori è venuta al mondo, come tutti i cuccioli di tutte le specie, piena di meraviglia, curiosità e fiducia.

Ma una vita che prometteva di essere ricca e piena d’amore, felicità e cura per lei si è trasformata rapidamente in un incubo fatto di abuso e indifferenza.

Per sei lunghi anni Dori ha vissuto la sua vita in un microscopico vicolo, legata ad una catena, nutrita con scarti occasionali di cibo e acqua fetida. Per dormire, un telo di plastica sottile.

La sua storia arriva dallo Stato americano del Michigan.

Per sei anni Dori non ha mai dormito su qualcosa di morbido e non è mai stata accarezzata. Non è mai stata portata a fare un giro al parco o sulla spiaggia. Non è mai stata abbracciata e nessuno le ha mai detto che era “un bravo cane”.

Per il suo proprietario, Dori non era nulla di più che un oggetto da sfruttare per produrre cuccioli che venivano successivamente venduti o, diversamente, fatti sopprimere quando non erano più in quell’età in cui tutti i cani sono teneri e carini.

Quella di Dori è stata una vita di assoluta miseria fino a che non è stata notata da un volontario della Humane Society and Animal Rescue di Muskegon County.

Una volta che la direttrice del rifugio Heidi Yates e il suo staff sono stati messi al corrente delle condizioni in cui sopravviveva il cane, hanno immediatamente mandato qualcuno dal suo proprietario. Quello che i volontari hanno trovato è stato un uomo che non aveva il benché minimo interesse a prendersi le sue responsabilità.

Le sue uniche parole sono state: “Tenetevela. Ne ho abbastanza di lei”.

Senza esitazione le volontarie Cindy e Nikki hanno liberato Dori dalla catena che la teneva legata da sei anni e l’hanno caricata in auto per quello che sarebbe stato il suo primo vero viaggio. Un viaggio che l’avrebbe portata lontano, lontanissimo da tutto ciò che fino a quel momento aveva definito la sua esistenza e verso la possibilità di una vita migliore che le era sempre stata negata.

Dori è arrivata al rifugio ricoperta di piaghe causate da troppe notti trascorse a dormire sul cemento del vicolo. Aveva i denti rotti e marci, parassiti intestinali e una brutta ferita attorno al collo, dove la catena la teneva legata.

Dori, per la prima volta, si è anche trovata circondata da un amore che non aveva mai conosciuto. Ha scoperto cosa sono la compassione e la pietà, e ha risposto scodinzolando e baciando chiunque le capitasse a tiro.

Una degli attivisti, Andrea Bruce, commenta: “La vita è stata dura con Dori, ma lei non si è lasciata spezzare”.

Dopo una settimana al rifugio Dori ha cominciato a migliorare. È una cagnolina molto amichevole con gli esseri umani. Le piace molto essere abbracciata e presa in braccio.

L’emergenza, al momento, riguarda le sue condizioni di salute, rese assai precarie a causa delle condizioni in cui era detenuta. Ma quando starà meglio, per lei si cercherà una casa dove qualcuno le permetterà di dormire finalmente al caldo, su una cuccia morbida, e le farà una carezza.

Basterà quello, a Dori, per raddrizzare tutto ciò che finora è andato storto nella sua vita.

Sebbene la storia di Dori sia una delle tante, è un eccellente esempio di quello che accade a tanti animali in ogni angolo del mondo, tutti i giorni. Nonostante gli immensi sforzi che da anni si fanno per educare le persone ad un trattamento più dignitoso degli animali, gli episodi di crudeltà e indifferenza continuano a capitare.

La maggior parte dei rappresentanti della specie umana rimane moralmente indegna nei confronti di quelle creature che ci fanno da amiche, compagne e aiutanti. Si continua quindi a lottare nella speranza che tanti animali come Dori possano vivere quella vita dignitosa che meritano più di tutto.

Foto: Dori (fonte Examiner).

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5 Commenti

  1. Ma il cambiamento che doveva avvenire oggi 21/12 non poteva essere la “strage dei dementi”, così ci levavamo dalle palle gentaglia inutile e dannosa e il mondo, sì, che sarebbe diventato un posto meraviglioso. Non ci si può più fidare neppure delle antiche civiltà…

  2. Sei bellissima Dori, bella ed unica…
    Fa tanto male e tanta rabbia sapere quali pene hai dovuto subire e quanto sia stata dura la tua vita. Ti auguro dal più profondo del cuore una vita bella, al caldo, protetta ed amata come meriti.

  3. Marilena Albiero

    Buon Natale Dori, tante coccole a te che nonostante le torture che quell’essere spregevole ti ha inflitto sei ancora capace di lasciarti coccolare e baci tutti gli umani che ti stanno attorno. Quello che mi rende triste è che esseri che si dicono “umani” riescano a trattare in modo così crudele un essere che è mille volte superiore a noi che siamo capaci di simili nefandezze!

  4. Caro Babbo Natale, quest’anno un regalo te lo farei io:
    Ti donerei un M4 e una cassa di 5,56 JHP.
    E ti pregherei di sparare in testa a tutti quelli che abusano dei più deboli, tu che giri tutto il mondo, casa per casa.
    Ne abbiamo le palle piene dei soprusi e dei prepotenti.

    Questa cagnolina, Dori, è bellissima e meravigliosa, e chi ha fatto una cosa del genere non merita la vita.

    P.S.: Mi auguro che l’individuo disgustoso che ha commesso tutto ciò sia stato incriminato per maltrattamento e abusi sugli animali e venga condannato ad una pena esemplare.

  5. E’ proprio vero che i deficienti non mancano mai, in nessuna parte del mondo, purtroppo! Ma, dico io, possibile che nessuno, proprio nessuno in tutti quegli anni, abbia mai pensato di aiutare quella povera cagnolona???? Ma che gente cazzuta vive da quelle parti? Sei anni di sofferenze sono davvero tanti, troppi…..Speriamo che riesca a riprendersi ed a trovare una bella adozione!

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