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Busto Arsizio: la pellicceria fa omaggi alla scuola. Alla preside piace, agli studenti no

Sono stati gli studenti del Liceo classico e linguistico Daniele Crespi di Busto Arsizio a rendere nota la vicenda della sponsorizzazione dell’istituto da parte di una pellicceria/pelletteria.

Secondo VareseNews, lo avrebbero fatto contattando direttamente l’associazione antispecista Oltre La Specie, e mettendo in chiaro di disapprovare la leggerezza con cui il consiglio scolastico avrebbe affrontato la tematica della sofferenza degli animali per produrre (inutili) capi di vestiario.

Conviene tuttavia fare un passo indietro.

VareseNews spiega che il consiglio d’istituto del Crespi aveva, lo scorso settembre, dato il proprio nulla osta alla decisione della pelletteria di regalare alla scuola tre giacche di pelle da mettere in palio per una lotteria scolastica. Il consigli d’istituto aveva quindi incaricato gli stessi studenti di organizzare l’evento.

Tuttavia, i rappresentanti degli studenti avrebbero bocciato in toto l’iniziativa e probabilmente si esprimeranno con una nota ufficiale nei prossimi giorni.

La pellicceria ha comunque distribuito all’interno della scuola i suoi “omaggi”, ossia dei portagettoni per supermercato fatti in pelliccia o pelle. L’idea non è piaciuta alla gran parte dei ragazzi, che hanno quindi deciso di esprimere chiaramente il proprio dissenso almeno all’iniziativa della lotteria.

Le ragioni degli studenti sono chiarissime: non approvano non solo l’indifferenza dedicata dal consiglio d’istituto alle sofferenze patite dagli animali destinati a diventare cuoio e pelliccia per inutili orpelli, né tantomeno il fatto che il loro istituto addirittura sponsorizzi tali ammennicoli tra le mura scolastiche.

La preside del Crespi, Cristina Boracchi, difende la sua decisione e riferisce che gli omaggi sono “solo scarti di lavorazione”, come se questo non implicasse una vita di miseria e di sofferenza e una morte atroce per esseri senzienti incolpevoli.

Oltre La Specie, invece, si è espressa sulla vicenda con il seguente comunicato stampa destinato proprio alla Boracchi: “Gent.ma. dott.ssa Cristina Boracchi,

la nostra associazione è venuta a conoscenza del fatto che, presso la scuola che lei dirige, una pelletteria/pellicceria di Busto Arsizio abbia trovato modo di farsi pubblicità.

I cittadini sensibili e soprattutto i giovani, in questi ultimi anni stanno iniziando a prendere coscienza delle gravissime sofferenze a cui sono sottoposti gli animali per soddisfare le esigenze umane. Si sa che gli allevamenti sono luoghi in cui gli animali vengono detenuti in condizioni ignobili per poi venire uccisi al fabbisogno.

Crediamo che accettare doni fatti con il corpo e la sofferenza degli animali sia un oltraggio non solo (e soprattutto) alla vita già oltraggiata di esseri senzienti ma anche alla sensibilità crescente di una larga fetta di popolazione che inizia a rifiutare di concepire gli animali come beni strumentali.

Nella speranza che lei vorrà pubblicamente rifiutare eventuali altri doni e la collaborazione con la pelletteria Coralba ed evitare in futuro altre situazioni altrettanto spiacevoli, cogliamo l’occasione per donarle un piccolo opuscolo per rendersi conto di cosa sia l’attuale inferno in cui obblighiamo miliardi di animali non umani.

Cordiali saluti

Oltre la specie”.

Il nostro plauso va naturalmente non solo all’associazione, come sempre in prima linea nella difesa dei più deboli tra i deboli, ma anche agli studenti del Crespi che hanno mostrato una compassione ed una sensibilità innata di fronte ad un’indifferenza che avrebbe forse voluto essere insegnata.

Foto: il dolore di un animale da pelliccia (fonte Oikeutta Elaimille-Flickr).

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7 Commenti

  1. Le scuole italiane ormai sono dei barboni con la mano allungata in cerca dell’ultimo spicciolo. Un paese così è destinato alla distruzione.

  2. Sono felice di sapere che questi giovanissimi studenti siano già consapevoli di queste brutali realtà, un grande plauso a loro, bravissimi.
    La vergogna invece va a chi dovrebbe dare l’esempio.
    Ma cosa potrebbero mai insegnare persone del genere?
    A sfruttare il prossimo che è più debole?

    Affermare che tali manufatti in pelliccia siano scarti di lavorazione, è disinformazione in assoluta malafede.

    P.S.: Le raccolte di fondi per qualunque genere di solidarietà non si fa certo favorendo la pubblicità a pelletterie e pelliccerie, è il principio etico nella sua intierezza che anima a fare qualcosa di buono, non di certo la convenienza di chissà quale succulento tornaconto.

  3. credo in questa generazione quasi ogni giorno ne ho conferma molto piu’ attenta e informata di quelle precedenti che o erano insensibili o ignoranti

  4. Bravi i ragazzi, e alla preside le auguro di essere assalita dalle zecche!!!!!
    Gli “scarti di lavorazione” come li chiama questa persona rozza erano Animali VIVI!!!!!! 🙁

  5. Abbiamo ancora una piccola speranza sulle nuove generazioni …… Bravi ragazzi, sono fiera di voi.

  6. Marilena Albiero

    Bravi davvero gli studenti. Un grazie di cuore a loro perchè non è facile trovare giovani che “sentono” la sofferenza degli animali! Quanto alla preside che dire? Somma indifferenza come gran parte degli “umani” che vedono gli animali come esseri da sfruttare e basta. Io spero sempre nel prossimo 21 dicembre…

  7. Complimenti ai ragazzi per aver dato segno di sensibilità e maturità a differenza delle prof che invece la loro “preoccupazione maggiore” è stata la vanità di indossare i capi in regalo.

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