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[VIDEO] L’UK cerca le due donne che hanno abbandonato un cane scheletrico

Le due donne che hanno abbandonato un rottweiler ridotto a pelle ossa a poca distanza di un albergo sono state riprese da alcune telecamere di sorveglianza.

Il video, di circa un minuto e riportato in chiusura di articolo, mostra le due donne (una delle quali sembrerebbe in avanzato stato di gravidanza) intabarrate nella fredda notte invernale che legano un cane emaciato e infreddolito ad un cancello poco distante dal Crown Hotel di Littlehampton.

È stata la protezione animali inglese, la RSPCA, a rendere noto il filmato nella speranza che qualcuno possa riconoscere le due responsabili dell’abbandono.

Al momento del soccorso il cane, ribattezzato Hero, era ridotto alla metà del suo peso ottimale e secondo gli ispettori della RSPCA è “uno dei cani più emaciati mai soccorsi dall’associazione”.

L’ispettore Tony Pritchard dichiara: “Questo povero animale era ridotto letteralmente a pelle e ossa. Un maschio adulto di rottweiler dovrebbe arrivare a pesare tra i 50 e i 60 chili, mentre lui ne pesa 22. Era tenuto alla fame e l’unica cosa che vuole adesso è mangiare”.

La Protezione Animali spera ora che qualcuno possa fornire informazioni che guidino le forze dell’ordine all’individuazione della aguzzine, responsabili non solo di aver abbandonato il cane, ma anche di averlo quasi lasciato morire di fame.

Va sottolineato che un caso analogo arriva dall’Italia, e precisamente da Milano: in questi giorni ENPA ha deciso di rendere noto un video che mostra l’abbandono di un gatto di fronte alla sede dell’associazione.

Su Repubblica si legge che molti cittadini sarebbero rimasti indignati a quella che è stata giudicata come una messa alla gogna del responsabile dell’abbandono. È stupefacente notare quante persone si sentano pronte a giustificare un atto di incuria e di maltrattamento, soprattutto dal momento che esistono associazioni che si prendono in carico gli animali di proprietari che non sono più in grado di occuparsene.

Abbandonare un animale come un oggetto indesiderato non è e non dovrebbe mai essere giustificato o giustificabile.

E se alcuni lettori di Repubblica avrebbero contestato la scelta di diffondere il video parlando comunque di un uomo che forse ha problemi economici e che comunque avrebbe compiuto “un gesto civile” (poiché il micio è stato abbandonato di fronte alla sede di ENPA), Ermanno Giudici, presidente dell’associazione di zona dichiara: “La scelta di diffondere quel video è stata presa personalmente da me, perché la persona in questione ha commesso un reato abbandonando al freddo un gatto che le visite veterinarie hanno poi rivelato essere vecchio e afflitto da un grave blocco renale”.

“Sono francamente stupito che un simile atto di inciviltà susciti solidarietà o compassione. I nostri volontari e veterinari sono presenti tutti i giorni dalle ore 9 alle 24. Sarebbe bastato parlare con qualcuno e spiegare le ragioni che impediscono di prendersi cura del gatto, se ci sono e sono valide”.

Il Garante per la Tutela degli Animali del Comune di Milano, Valerio Pocar, appoggia in pieno la tesi di Giudici: “Anche ammettendo che l’abbandono sia stato causato da un’oggettiva condizione di indisponibilità a prendersi cura dell’animale, il gesto rimane negativo, tanto più che le vie legali per affidare il gatto ci sono”.

Di seguito, i due video relativi rispettivamente all’abbandono del cane in UK e a quello del gatto a Milano.

Foto: Hero, il cane salvato in UK (fonte Daily Mail).


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4 Commenti

  1. Stiamo parlando di “Repubblica”…cioè…dai per favore! L’informazione è altrove.

    La prima cosa che doveva fare questo tizio era parlare con qualcuno dell’associazione e trattare coi veterinari, che sicuramente avrebbero compreso e si sarebbero accordati in qualche maniera.

    Se chiedete ad un bambino, vi risponderà che “il gattino malato deve andare dal dottore” e non essere lasciato così in strada come un pezzo di carta.

    Ma dove cazzo viviamo?

  2. La parola ADOZIONE implica delle scelte che portano a delle responsabilità. Si sceglie di adottare un animale e si sceglie di occuparsene, non li si può mollare alle prime difficoltà. Sono figli anche se di altre speci, ma sempre figli sono. Si chiede aiuto, si tira la proverbiale cinghia, ma non si mollano. MAI!!!

  3. Non diciamo cavolate per favore! Io stessa ho avuto gravissime difficoltà economiche e avendo dei gatti ( di cui tre che si sono ammalati) ho cercato aiuto presso le associazioni per curarli o per trovare una famiglia che si prendesse cura di loro. Nessuno ha voluto farlo dicendo che i volontari erano tutti pieni, che le associazioni si occupano di randagi e che quindi era un problema mio.Come se un animale che necessita di cure possa tranquillamente morire se ha la “sfortuna” di non essere randagio. Risultato? Saltando il pasto e chiedendo ad amici e parenti sono riuscita a curarne uno, gli altri due purtroppo non ce l’hanno fatta, era un brutto blocco renale e il tempo ha giocato a loro sfavore, animali giovani, adorati coccolati e vaccinati( fin quando ho potuto) .Per fortuna adesso le cose sono cambiate, ma non possoc erto dimenticare che quando ho avuto bisogno le vostre Associazioni( nessuna esclusa) mi han chiuso le prote in faccia, persino i gattili!

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