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Montirone: chiuso l’allevamento di visoni, ma non si parla di maltrattamento

L’allevamento di visoni di Montirone, nel bresciano, è stato chiuso come da ordinanza del Comune e dal TAR. Tuttavia la motivazione non è il maltrattamento di animali, anzi: secondo Il Giorno l’attività di allevamento e scuoiamento per fabbricare pellicce sarebbe svolta a norma di legge.

Pertanto la chiusura potrebbe essere momentanea e la struttura potrebbe riaprire il prossimo gennaio, dopo un’eventuale via libera dello stesso TAR.

L’allevamento era stato contestato non solo dagli attivisti per i diritti animali, per ovvi motivi, ma anche dai residenti della zona che lamentavano cattivi odori e una presenza inconsueta di ratti e mosche. Di fatto, quindi, la fabbrica di pellicce sarebbe stata chiusa a partire dal 30 novembre scorso a causa dell’eccessiva vicinanza alle abitazioni.

E gli animali? Sempre secondo Il Giorno, non ci sarebbero già più.

I visoni, all’interno dell’allevamento, erano ben tremila. Si dice che alcuni siano già stati uccisi, e gli altri semplicemente venduti ad altri allevatori.

Nessun lieto fine per loro, dunque.

Nonostante la Procura, sollecitata dagli attivisti, abbia di fatto aperto un fascicolo per sospetti maltrattamenti, ad un sopralluogo del PM Ambrogio Cassani e della Forestale non si sarebbe palesata l’ipotesi di reato: tutto in ordine dunque, dalla misura delle gabbie agli scarichi dei liquami, dall’impianto di aerazione al sistema di abbattimento e stoccaggio in freezer dei corpi senza vita.

Uccisioni legalizzate in nome della moda.

Nella foto: visoni in gabbia prima di diventare pellicce (fonte TheAnimalDay-Flickr).

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4 Commenti

  1. Quest’anno le vetrine sono piene di pellicce. Passare davanti ad un negozio di abbigliamento è come guardare un film dell’orrore. Attaccano inserti di pelliccia ovunque… complimenti per la consapevolezza che cresce… sono ironica ovviamente.

  2. Peccato che il problema sia a monte, vale a dire nel considerare gli animali come oggetti e nell’ucciderli per coprire cretine che non si rendono nemmeno conto di tutta la sofferenza che la loro superficialità comporta!
    Finchè non ci sarà un “salto di coscienza” le speranze sono poche…
    Queste fabbriche dell’orrore dovrebbero essere proibiti e stop! Senza se e senza ma… Invece i soliti interessi economici fanno sì che il sangue delle vittime innocenti venga versato a fiumi senza avere giustizia.

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