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Germania: parla l’uomo che vorrebbe mantenere la zooerastia legale nel Paese

È il magazine online WorldCrunch a riportare un esaustivo articolo che ha per protagonista Michael Kiok, zooerasta tedesco che si sta battendo per mantenere legale il sesso con gli animali in Germania.

Kiok, 52 anni, si autodefinisce zoofilo – di fatto adulterando la sua reale e, a nostro avviso, patologica condizione di “amante (nel senso tecnico del termine) degli animali”. L’uomo, un libraio universitario, non fa mistero di sentirsi sessualmente attratto dagli animali e ritiene di avere una relazione sentimentale e sessuale con la sua (povera) cagna Cessy, un pastore tedesco di 8 anni.

Hans-Michael Goldmann, un esperto di protezione animale che lavora al Comitato per l’Agricoltura del Parlamento Federale tedesco, non è né intenerito né divertito dalle dichiarazioni di Kiok: “Chiunque intrattenga rapporti sessuali con animali di fatto li costringe ad un comportamento contrario alla loro natura”.

Il Comitato ha deciso recentemente di dare seguito a svariati nuovi emendamenti relativi alla protezione degli animali in Germania (ne abbiamo parlato più esaustivamente ieri in questo articolo), in modo da rendere illegale la zooerastia e punirla con sanzioni fino ai 25 mila euro.

Secondo le nuove disposizioni, sarebbero vietati anche il branding senza anestesia sui cavalli e la castrazione dei maialini. Il Parlamento tedesco voterà gli emendamenti questo mese.

Al momento attuale, secondo la legge tedesca possono essere perseguiti soltanto coloro che “causano dolore o sofferenza ad un vertebrato, per atti di brutalità”. Il contatto sessuale con gli animali non è punibile poiché il paragrafo 175b, che rendeva fuorilegge “un rapporto innaturale con animali”, è stato di fatto depennato nel lontano 1969.

Lo zooerasta Kiok ritiene che il problema fondamentale sia l’intolleranza morale nei confronti del sesso con animali. Di certo parla per esperienza poiché vive liberamente le proprie perversioni sessuali dal 1995 e intrattiene rapporti di conoscenza con almeno un altro centinaio di zooerasti. Parla con serenità di raduni che vengono tenuti in una fattoria della Germania del nord, che durano diversi giorni e che sono considerati il momento più bello dell’anno. Si astiene però dallo specificare cosa accada esattamente durante suddetti “raduni”, anche se basta il minimo sforzo di immaginazione per farsi un’idea.

Kiok è presidente dell’associazione zooerasta ZETA (Zoophile Engagement for Tolerance and Information), che di fatto sostiene che gli affiliati vedono gli animali come “partner di vita” con i quali i rapporti sessuali non sono forzati ma “consensuali”. Tra gli associati, vi sono i “Beastys”, per i quali la zooerastia è pura eccitazione sessuale, e i “Furries”, che si vestono da animali.

Kiok racconta di non essere attratto soltanto dai cani, ma anche dai cavalli: “Ma sto lontano da loro, perché il pericolo di innamorarsi è semplicemente troppo grande”.

Brividi.

Il libraio aggiunge però di aver avuto una “relazione” con una cavalla quando era più giovane e che ora, con il suo stipendio, non potrebbe permettersi di mantenere un animale tanto grande. Con un cane, il problema non si pone.

L’altra faccia della medaglia è rappresentata dalla maggioranza delle persone che vede la zooerastia come un abuso fisico e psicologico. In questo senso ha qualcosa da dire la veterinaria Nicola Siemers, che si è trovata a dover intervenire per tamponare i danni subiti da un animale vittima di quello che Kiok definisce “un rapporto consenziente”: la dottoressa ricorda le lesioni che l’animale mostrava nell’area genitale. Soprattutto, non può dimenticare che le unghie della cagna erano state dipinte con smalto rosso.

La documentazione raccolta negli anni dalla Siemers non è di facile consultazione, perché contiene particolari che lasciano sgomenti. Si concentra in particolare sullo zoosadismo, la pratica in cui l’aguzzino tortura un animale per il proprio piacere sessuale. La veterinaria sostiene di aver spedito parte delle immagini raccolte al Ministero e che soltanto il menzionare l’argomento le provoca orrore e rabbia, soprattutto sapendo che per ora nulla si può fare per proteggere le creature sottoposte a questo trattamento, troppo spesso restituite ai loro sadici proprietari.

La Siemers dichiara inoltre di aver ricevuto pesantissime email da Kiok, che chiaramente ritiene di essere un “sensibile amante degli animali”.

La dottoressa la pensa diversamente, specie quando lo sente dichiarare esplicitamente di avere il diritto di vivere senza remore la propria predilezione: “Le femmine vanno in carole due volte all’anno per circa otto giorni”, commenta secca la veterinaria. “Avere una relazione del tipo che Kiok descrive non è soltanto contrario alla loro natura, è un male per il cane”.

Thomas Schroder, presidente dell’Associazione Tedesca per la Protezione degli Animali, è concorde con la Siemers pur ritenendo che un giro di vite sarà quasi impraticabile anche con l’approvazione delle nuove leggi, se non altro perché necessiterebbe di sistematici check-up veterinari che lo Stato dovrebbe finanziare.

La Siemers intanto continua a sensibilizzare l’opinione pubblica assieme ad altri attivisti: parla apertamente della diffusione del fenomeno della zooerastia nel Paese, della presenza di bordelli animali e di strutture che affittano gli animali per i rapporti sessuali.

Secondo Birgit Schroder, autrice di un libro sull’argomento, oltre 500mila animali muoiono ogni anno in Germania per “pratiche di sesso estremo” perpetrate dagli esseri umani.

Foto: il zooerasta Micheal Kiok con la sua vittima, la cagna Cessy (fonte ZETA).

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5 Commenti

  1. caro Marcovalmar, grazie per l’interessante commento. Purtroppo la Germania non è la sola nazione europea ad aver in qualche modo legalizzato questa pratica. Le fa compagnia la Danimarca. In ogni caso ci tenevamo dirti che in questo blog non si trovano solo “bestialità”, ma anche storie commoventi, dossier interessanti e vicende a lieto fine :).
    A presto.

  2. Avevo intenzione di leggere tutto l’articolo,pur essendo stato messo a conoscenza delle bestialità che avrei visto in questo sito,da un amico sensibile anch’esso ai maltrattamenti contro gli animali in genere e più in particolare a quelli destinati a tenere compagnia all’uomo.Purtroppo però ho dovuto arrendermi di fronte a tanta nefandezza commessa da Rigurgiti di specie umana o meglio Pezzi difettosi delle filiera umana, da eliminare senza n essun ripensamento, per il bene del genere umano sano. Mi domando come sia possibile che certi mostri, circolino liberamente nella società insieme alle persone sane,con il rischio di ifettare anche queste. Dov’è Magistratura che tanto dovrebbe vedere attraverso le forze dell’ordine? e che non vede. Chi è interessato a coprire queste aberrazioni senza intervenire su queste menti malate. Quali poteri forti sono interessati a coprire queste schifezze . A chi fa comodo fare la parte delle tre scimmiette? Cosa raccontano i responsabili ai propri figli a tal proposito? Gli nascondono tutto?

  3. Questo depravato schifoso ha un lavoro?
    Molto spesso gli zooerasti sono anche dediti alla pedofilia.

    Non sono malati, l’importante è capire questo, sono solo dei pervertiti, dei mostri spietati cui piace abusare di queste creature innocenti, animali e bambini.

    Liberare quella povera cagnolina e ficcargli un proiettile in testa, sarebbe l’unica cosa sensata da fare.

    Forni Crematori!
    Devono essere sterminati TUTTI!

  4. bella faccia tosta…. ma non si vergogna?

  5. IMPICCATELO!!!! e salvate quella povera piccolina….
    Dopo aver letto un simile articolo, come si può accettare che il termine “bestia” sia dispregiativo e invece il termine “umano” abbia in sé una connotazione positiva? Non è possibile.

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