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Italian Horse Protection chiarisce la situazione dei cavallini della Giara

È attraverso un dettagliato comunicato stampa riportato su Agenparl che l’associazione Italian Horse Protection cerca di chiarire la situazione dei cavallini della Giara.

Di questi preziosi esemplari selvatici sardi abbiamo avuto modo di parlare più volte nel corso delle scorse settimane, in considerazione della situazione di particolare emergenza in cui si trovavano.

Di seguito, ecco la nota di IHP.

 “Dopo gli appelli circolati nelle ultime settimane, secondo i quali i cavallini della Giara starebbero morendo di fame e di sete, abbiamo voluto fare chiarezza e raccontare come stanno effettivamente le cose. L’emergenza era purtroppo vera ma, come spesso accade nella moderna era digitale, il tam- tam delle tastiere ha portato più confusione che altro: su internet è circolato di tutto, dalla nascita di petizioni alle iniziative di monitoraggio della situazione con tanto di inviati speciali, fino ai gruppi di salvataggio (virtuali, ovviamente). Tutto fa brodo quando il caso fa scalpore e magari è l’occasione per un po’ di visibilità. Noi abbiamo scritto più volte agli indirizzi da cui erano partiti i primi appelli dalla Sardegna, per offrire la nostra disponibilità a partecipare nel caso qualcuno stesse coordinando gli aiuti, ma non abbiamo mai ricevuto risposte.

In tutto questo andirivieni di aggiornamenti, commenti e foto sul web, pochi hanno capito qual è realmente la situazione dei cavallini della Giara e come, in realtà, non si tratti solo di una singola emergenza data dalla siccità e dalla mancanza di cibo, ma di una vicenda ben più complessa.

Abbiamo dunque tentato di fare chiarezza, parlandone con il sindaco di Gesturi Gianluca Sedda e con la nostra volontaria Marzia Trudu, che vive a pochi chilometri dall’altopiano e ne conosce bene la realtà geografica e storica.

Marzia, che è andata sul posto anche per portare un po’ di foraggio, ha raccolto per noi le testimonianze di alcuni abitanti, nonché di dipendenti della Comunità Montana e della Cooperativa Sa Jara Manna, che gestisce l’area archeologica della Giara.

Ci racconta che “il cavallino della Giara è una razza che oggi vive esclusivamente nell’omonimo altopiano della Sardegna. Sulle sue origini c’è molta incertezza, dal momento che per alcuni risale al V-VI secolo a.C., mentre per altri addirittura al 6.000 a.C. Incertezza anche sul numero attuale di cavalli: dai circa 100 capi menzionati sulla pagina di Wikipedia, fino alla stima di circa 400 capi fatta dagli abitanti della zona. Si sa che alcuni sono patrimonio pubblico, mentre altri sono di privati… e spesso questi ultimi si posso riconoscere perché sono marchiati. Una delle poche cose certe è che, nonostante venga considerata una razza da proteggere e tutelare anche perché a rischio di estinzione, la Regione Sardegna non ha ritenuto di doverla inserire nella lista delle specie protette (allegato 1 della L.R. 29 luglio 1998, n.23)”.

La storia più recente narra che per decenni questi cavalli, liberi e selvatici, sono stati oggetto di singole catture da parte dei pastori oppure di vere e proprie razzie da parte di mercanti.

Abbiamo dunque chiesto a Gianluca Sedda, primo cittadino di Gesturi, di spiegarci come è evoluta la situazione negli ultimi anni e com’è oggi: “Fino ai primi anni 2000 i cavallini erano praticamente tutti considerati di privati, pur nella totale assenza di anagrafe e di documentazione. Successivamente furono acquisiti per la quasi totalità al patrimonio pubblico, per l’esattezza acquistati dalla Comunità Montana. Quest’ultima fu poi sciolta nel 2008… e da quel momento i cavallini passarono “in eredità” ai Comuni di Gesturi, Tuili e Setzu, che non hanno fondi propri sufficienti per mantenerli e non possono più accedere ai cosiddetti “fondi della montagna” (fino a 150.000 euro annue), spariti anch’essi con la Comunità Montana. Il tutto mentre permane l’assenza di un registro dei cavallini, l’incertezza sul loro numero e la sorte di molti di questi animali che sfuggono al controllo, finendo in mano di privati”.

Proviamo dunque a fare un riepilogo: in teoria tutti i cavallini della Giara dovrebbero essere in carico ai Comuni di Gesturi, Tuili e Setzu e dovrebbero vivere appunto liberi e selvatici. In pratica, però, a leggere alcuni articoli sulla stampa, una parte sarebbe gestita dalla Regione tramite l’Agris, che sul suo sito è definita “l’agenzia della Regione Sardegna per la ricerca scientifica, la sperimentazione e l’innovazione tecnologica nei settori agricolo, agroindustriale e forestale.” Ci chiediamo se rientri in questi compiti anche quello di “produrre” e “cedere in comodato gratuito” i cavallini della Giara, come scritto in una nota del 2010.

Infine, un’altra consistente parte di cavallini sarebbero stati catturati negli anni da privati o da allevatori, i quali ne fanno una gestione personalizzata: li lasciano girovagare sull’altopiano fin quando non decidono di prelevarli per venderli o mandarli al macello. Alla nostra richiesta su come si possa parlare di tutela e di salvaguardia in uno scenario del genere, il Sindaco Sedda ci risponde che in effetti da tempo lui avanza delle proposte, che per il momento restano in buona parte inascoltate: “Anzitutto occorrerebbe inserire il cavallino tra le specie protette. Uno specifico ed adeguato stanziamento della Regione potrebbe poi garantire una mappatura e l’iscrizione all’anagrafe di tutti i cavalli, separando (e identificando a norma di legge) quelli riconducibili a privati. Da quel momento la popolazione andrebbe costantemente monitorata e controllata, evitando interferenze di privati e allevatori e ricorrendo a campagne di contraccezione per limitare il numero di capi nel momento in cui iniziassero a sovrappopolarsi”.

Come Italian Horse Protection non possiamo che sottoscrivere ed appoggiare queste proposte, rendendoci disponibili a supportarle anche in considerazione dell’alto valore scientifico che avrebbero questi cavalli nel momento in cui dovesse essere loro garantita la libertà e la lontananza dalla manipolazione dell’uomo.

Però, parlando di soldi e di interesse delle Istituzioni alla tutela degli animali, facciamo notare una recentissima delibera della Giunta provinciale di Sanluri del 30 maggio 2012, avente per oggetto “Approvazione Progetto Custodia, manutenzione, valorizzazione aree archeologiche e di rilevante interesse paesaggistico Giara – Annualità 2012”: si legge come sia stato appena approvato il progetto della Società Cooperativa Sa Jara Manna a r.l. (che, guarda caso, nei vari appelli su internet era apparsa come ente che ci occupa dei cavalli della Giara) per un importo complessivo di € 688.510,93 di fondi regionali. Per quali attività? manutenzione ordinaria e pulizia delle aree archeologiche; manutenzione ordinaria della viabilità e dei sentieri; gestione e manutenzione dell’area adibita a giardino botanico; gestione degli ingressi dell’altopiano della Giara; gestione e manutenzione degli insediamenti inerenti l’archeologia contadina/pastorale; attività di controllo delle aree archeologiche e delle aree di rilevante interesse della Giara.

E i cavalli? Possibile che una parte di questo cospicuo finanziamento non possa essere destinata a un progetto che metta ordine nell’attuale caos, li salvaguardi da malintenzionati e affaristi e eviti le terribili scene a cui abbiamo assistito nelle scorse settimane?

Restiamo dunque in attesa dei futuri sviluppi e ci ripromettiamo di tornare a breve sull’argomento: proprio mentre pubblichiamo questo articolo si sta svolgendo un incontro sul tema presso la Regione Sardegna”.

Foto: i cavallini di Giara (fonte Mediocampidano).

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