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Germania: al bando la zoorastia, ma gli amanti del sesso con animali protestano

Si fanno chiamare “zoofili”, ma il termine è inappropriato. Quello più adatto sarebbe zoorasti, ossia amanti del sesso con animali, e non sono felici che la Germania stia per bandire la pratica su tutto il territorio nazionale.

Ma facciamo un passo indietro.

La zoorastia (o zooerastia) è stata di fatto resa legale in Germania a partire dal 1969, a meno che non causasse “un danno significativo”. Per anni gli attivisti per i diritti animali hanno combattuto per un rovesciamento legislativo, e per un aggiustamento delle norme che di fatto parificasse il sesso con animali (stupro, preferiamo chiamarlo) al maltrattamento.

Ora Ilse Aigner, ministro tedesco dell’Agricoltura, ha finalmente chiesto la revisione della legge del 1969 basandosi sul fatto che la “zoorastia è un’offesa non solo perché ferisce gli animali, ma li forza a sottostare ad un rapporto sessuale indesiderato”. Gli animali, pertanto, non dovrebbero essere sfruttati “per attività sessuali personali o resi disponibili a terze parti per attività sessuali, ossia forzati a comportarsi secondo modalità estranee alla propria specie”, le fa eco Hans-Michael Goldhamm, un altro parlamentare, nell’attesa che la proposta venga discussa al Bundestag il prossimo 14 dicembre.

Secondo le nuove direttive, chiunque venisse ritenuto colpevole di aver obbligato un animale ad “azioni estranee alla propria specie” potrebbe incorrere in una sanzione fino a 25mila euro.

L’altra faccia della medaglia sono gli zoorasti.

Michael Kiok, professione libraio, è il presidente di un gruppo denominato ZETA (Zoophile Engagement for Tolerance and Information) ed ha tutte le intenzioni di intraprendere un’azione legale contro le nuove norme.

Le sue parole fanno rabbrividire e lasciano francamente sbigottiti: “Quando guardo il mio cane so immediatamente cosa vuole. Gli animali sono molto più facili da comprendere delle donne”.

Disturba – e molto – il fatto che quest’uomo non si renda conto della devianza che trasuda dalle sue parole.

Il problema della zoorastia non è soltanto tedesco. La Danimarca è un altro Paese che dovrebbe prendere una seria posizione in proposito, ma anche gli USA, che soltanto in 17 Stati bandiscono esplicitamente la pratica.

In Europa, la zoorastia è vietata per legge nei Paesi Bassi, in Francia e in Svizzera. Prima del 2003, praticare atti sessuali sugli animali prevedeva una pena detentiva a vita nel Regno Unito, pena successivamente ribassata a soli due anni. La zoorastia resta di fatto legale in Belgio, Danimarca e Svezia, sebbene quest’ultima starebbe lavorando per modificarne la legge.

In tutti gli altri Paesi non menzionati (Italia compresa) esiste semplicemente un gap legislativo. Tuttavia, in alcuni di essi il sesso con animali è considerato maltrattamento e punito come tale secondo le leggi in vigore.

Foto: repertorio (fonte frankenstoen-Flickr).

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3 Commenti

  1. Impiccarli ai lampioni lungo le strade, altro che 25.000€ di multa!!!
    Il sesso con gli animali è e resta uno stupro perchè l’animale è impossibilitato a dare il suo esplicito consenso.

  2. Pervertiti di merda, mi fanno schifo struprare gli animali è un’abominazione assoluta.
    Gli auguro la morte.
    Pulizia col fuoco!

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