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Vergogna Norvegia: autorizzato il massacro dei lupi (e non solo)

Si guarda ai Paesi del nord Europa con ammirazione, di solito. Liberali, profondamente democratici, tolleranti e sempre con lo sguardo rivolto al futuro.

Non è sempre così. Uno dei Paesi in cui i principi umanitari sono tra i più apprezzati del mondo si è appena macchiato di un delitto orribile: l’autorizzazione al massacro totale di una specie.

Il Paese in questione è la Norvegia – diplomatica e ecologica, eppure determinata a sterminare qualunque lupo transiti sul suo territorio. Una decisione come questa, è probabile, altererà un po’ la sua immagine di salvatrice di ecosistemi, già vacillante sotto il peso della sua massiccia e aggressiva industria petrolifera. Senza citare un’altra contraddizione, quella data dal contrasto tra la sua protezione della fauna marina e la sua distruttiva industria del salmone, e l’annosa questione della mattanza delle balene.

Negli scorsi giorni, il governo norvegese ha ufficialmente dato il via alla sua campagna anti-lupo.

Il tutto è nato da un forte dissidio con la Svezia e con i suoi lupi in transito sul confine tra i due Paesi. Nel momento in cui gli animali metteranno piede in Norvegia, potranno essere abbattuti senza se e senza ma. Non importa dove siano nati.

La decisione sbalordisce, se non altro perché circa l’80% della popolazione norvegese ama i suoi lupi e dichiara di volerne mantenere intatto il numero. Ovviamente, il 20% della popolazione che si occupa di allevamento la pensa diversamente.

Ogni anni, circa 2 milioni di pecore vengono lasciate libere e prive di alcuna supervisione sui monti norvegesi. Circa 1500 di queste vengono uccise dai lupi. Per ogni pecora uccisa, gli allevatori percepiscono un indennizzo sostanzioso.

Circa 100 mila pecore all’anno muoiono per ben altri motivi: cadute nei crepacci, annegamento, malattie, incidenti stradali. Eppure il lupo viene ancora percepito come la primaria causa di dissidi, e sembra incarnare il problema chiave degli allevatori. Pertanto deve essere distrutto.

Distruggere un’intera specie sembra, paradossalmente, una soluzione migliore rispetto all’imparare a badare ai propri greggi, invece di abbandonarli per mesi sulle montagne.

La situazione dei predatori in Norvegia è comunque già molto grama. Soltanto l’1% del territorio statale è stato infatti dichiarato “zona lupo”, ossia un’area in cui gli animali possono vivere senza timore di essere uccisi. Tuttavia, in una superficie così limitata possono vivere soltanto tre coppie fertili. Tutti gli altri vengono uccisi.

L’intera Norvegia conta attualmente soltanto 25 lupi, e la quota di uccisione per questo inverno equivale a dodici.

Soltanto un secolo fa, i lupi nel Paese superavano quota mille.

25 lupi – o 12 – finirebbero comunque per dare luogo al processo dell’inbreeding, che in Natura non è chiaramente contemplato. Diversità genetica addio, troppo pochi gli esemplari per garantire la sopravvivenza della specie.

Considerate le ultime decisioni del governo norvegese, tuttavia, difficilmente i branchi rimasti potranno arrivare all’inbreeding. È più probabile che finiscano muso nella neve molto prima, ammazzati a fucilate per il solo fatto di esistere.

La decisione del governo norvegese è indicativa della brutalizzazione nel trattamento dei predatori in molti Stati nordici – un processo da cui non è esente neppure il Canada. La Norvegia ha inoltre lanciato un programma chiamato “den removal”, che prevede di rintracciare i cuccioli di ghiottone nelle loro tane, mentre sono in letargo, per ucciderli.

I ghiottoni, come i lupi, sono di diritto nella lista rossa degli animali in via di estinzione, eppure vengono ancora massacrati senza pietà.

Inoltre, in Norvegia è autorizzata l’uccisione delle aquile, se ritenute una minaccia per le renne. L’anno scorso, per la prima volta dal 1932, il governo ha autorizzato la caccia primaverile agli orsi bruni. Gli animali venivano presi a bersaglio dai cecchini a bordo di elicotteri mentre emergevano dalle loro tane dopo il letargo. Sono morti senza sapere neppure cosa stava accadendo.

Anche questi orsi sono in lista rossa: in Norvegia non ne restano infatti più di 120.

Foto: repertorio (fonte Fremlin-Flickr).

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10 Commenti

  1. Marilena Albiero

    Purtroppo per quanto riguarda gli animali non c’è paese al mondo che sia immune da abusi, maltrattamento, violenza. In Svezia tempo fa si bruciavano conigli per fare combustibile, in Danimarca è legale la pornografia con gli animali. E così questi sedicenti “fari di civiltà2 sono accomunati al sud del mondo (anche le mie minuscole sono volute)

  2. Scrivero’ all’ambasciata esternando il mio disappunto.

  3. ciao claudia, la fonte è, come indicato nell’articolo, il quotidiano The Guardian: http://www.guardian.co.uk/environment/georgemonbiot/2012/nov/20/norway-predators-wolves
    Sui ghiottoni trovi anche questo: http://www.environment.no/Topics/Biological-diversity/Large-carnivores/Wolverine/ e questo http://www.iucnredlist.org/details/9561/0 (l’autorevole fonte IUCN della endangered list).
    per l’aquila, questo documento: http://www.nina.no/archive/nina/PppBasePdf/temahefte/25_eng.pdf pagina 5, riportiamo: “In Sweden, the parliament considered a proposition regarding a national policy for large predators for the first time in 2001. This has addressed, among other issues, future population targets for the four large carnivore species as well as golden eagles… (…) The Directive, however, allows for exemptions for certain situations, including the need to limit depredation on livestock.”
    A pagina 30 trovi spiegazioni sulla sua predazione delle renne. a pagina 31, infine, l’esatta esternazione della possibilità di uccidere: “Section 14 of the Wildlife Act permits the killing of certain species
    which cause damage in particular instances, without regard to
    protection or hunting seasons. The lethal control of golden eagles
    is provided for in this section of the Act and associated regulations.
    This legislation also allows the Directorate or delegated management
    authority to prevent injury to people, significant damage to property,
    fauna, flora or ecosystems when otherwise necessary outside of the
    rules laid down in sections 12 and 13 of the Act. ”

  4. Ciao!

    In norvegia ci vivo e sull’abuso delle risorse petrolifere, ell’industria del salmone e schifosissima caccia alle balene ne so qualcosa….ma le aquile….ne sieste sicuri?? e il ghiottone poi….ho cecato sul web “den removal”, ma non c’è traccia. Sicuri della fonte? grazie mille

  5. ciao marina! sappiamo che non era un appunto ma in effetti ci hai dato un suggerimento preziosissimo, quindi ancora grazie 🙂

  6. per la redazione.
    Il mio commento non voleva essere un appunto per voi, volevo solo ricordarlo ai lettori. Se sembro sempre piccata è perchè, fondamentalmente, non riesco a smettere di incazzarmi con l’umanità. Ma voi della redazione non c’entrate nulla… anzi fate un grande lavoro… e non mi moderate mai 😀

  7. Che profonda tristezza leggere queste notizie. Animali nobili come lupi, orsi, aquile uccisi senza nessun reale motivo, soltanto per una presunta superiorità umana sulle altre specie … Leggere degli orsi uccisi appena usciti dal letargo poi stringe davvero il cuore…
    Non capiremo mai che tutti abbiamo diritto di vivere e nessun animale dev’essere sacrificato per i nostri squallidi interessi.
    Se questo comportamento arriva poi da una nazione considerata tra le più progredite vien naturale pensare che la speranza di un cambiamento nella mentalità umana sia molto molto flebile…

  8. caspita marina, hai ragione, che svista! aggiungiamo subito. grazie.

  9. Nel civilissimo nord europa (le minuscole sono SEMPRE volute) esistono i bordelli con animali: già questo basterebbe per annoverare il nord europa nell’elenco dell’umanità da sterminare. Comunque vorrei che non si dimenticasse, tra le nefandezze tutte norvegesi, anche la caccia alle balene. Non sono molti i paesi che si macchiano di questa infamia, perchè dimenticarne uno???

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