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L’imprenditore Pini e il megamacello di Manerbio: meglio l’Est Europa dell’Italia

Piero Pini, l’imprenditore valtellinese “mente” del megamacello di Manerbio che, se costruito, diventerà il mattatoio più grande d’Europa, sembra scoraggiato dalla lentezza istituzionale del nostro Paese.

Il magazine online NelCuore riporta alcune dichiarazioni che Pini avrebbe rilasciato al Corriere di Brescia in merito alla costruzione dell’impressionante struttura di demolizione di maiali (12 mila esemplari macellati al giorno, in una grottesca catena di smontaggio).

“Non ho più pazienza. Fosse per me, a Manerbio non farei nessun macello, lo farei in un Paese dell’Est Europa”.

Pini avrebbe poi citato il mattatoio aperto tre anni fa a Kutno, in Polonia, che “vanta” l’uccisone di diecimila animali al giorno e che, tra l’altro, è anche sede del suo ufficio.

“Nel nord Italia ci sono cinque macelli fortemente interessati al nostro investimento, ma sono tutte realtà in perdita. Noi vogliamo lavorare in modo nuovo, siamo il secondo gruppo europeo del settore e possiamo permettercelo”, dichiara Pini al Corriere di Brescia.

La costruzione del megamacello di Manerbio (50 milioni di euro di investimento) ha subito bruschi rallentamenti, l’ultimo dei quali è stato la caduta della giunta comunale che l’appoggiava.

Nonostante Brescia sia la prima città italiana per produzione suinicola (proprio per questo la scelta dell’installazione del mattatoio è ricaduta su Manerbio), le proteste ambientaliste e animaliste si sono comunque fatte sentire. E se le prime mettevano in dubbio la sostenibilità ambientale del progetto (Pini, a proposito, dichiara che “non ci sarà alcuna puzza”), le seconde naturalmente vedevano al primo posto la sorte dei dodicimila maiali macellati al giorno.

Al momento attuale la costruzione del megamacello non è ancora autorizzata. Le dichiarazioni di Pini, naturalmente, non sono e non devono suonare come una resa. La partita è ancora aperta.

Foto: repertorio (fonte Rachel Tayse-Flickr).

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3 Commenti

  1. Da quando non mangio più merda che gente come Pini va spacciando per cibo (le peggio sostanze chimiche ci sono dentro quelle povere carni, oltre il canceroso) sto molto meglio, non ho più i problemi di prima.
    Non mi meraviglia che al mondo ci siano individui spietati che sfruttano esseri viventi mercificandoli e oltraggiandoli oltre ogni minima dignità. Solo per denaro, bello.
    Arricchirsi sulla pelle altrui ad ogni modo pare sia la prerogativa dell’ “uomo moderno” e si vede come stiamo, basta darsi una guardata attorno.

    Se ne andasse, ma chi cazzo lo vuole!

  2. Che orrore vedere queste immagini…. go vegan!!!

  3. Ricatto… come al solito. Come i bastardi dell’ILVA che minacciano di chiudere Genova, come Minchionne che minaccia di chiudere la FIAT. Il ricatto dovrebbe essere punito per legge, porca puttana, anche questo!!! Che differenza c’è tra i Casalesi e questi quaquaraquà.
    Per la sottoscritta cmq questo tizio può anche andare a raggiungere i suoi avi, non è lui né quelli come lui che mi danno da mangiare.

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