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Canada: massacrò i cani da slitta dopo le Olimpiadi. Non andrà in carcere

La dirigenza della Protezione Animali canadese SPCA si è dichiarata “sbalordita” dalla sentenza assolutamente iniqua data all’uomo condannato per aver massacrato nove cani da slitta dopo le Olimpiadi di Vancouver del 2010.

Lo scorso giovedì, in tribunale, Robert Fawcett è stato condannato a tre anni di libertà condizionata, 200 ore di lavoro per la comunità, una multa di 1500 dollari, dieci anni di bando dal possesso di armi da fuoco e tre di attività commerciali che coinvolgano animali.

La manager della SPCA è senza parole e non comprende come una sentenza simile non abbia incluso neppure un giorno di carcere.

“Il fatto che non abbia ricevuto un bando a vita dal possedere o gestire animali lascia sconcertati”, aggiunge.

Il caso viene considerato uno tra i più complicati reati di crudeltà animale mai condotti dall’associazione, che riesumò i corpi di 43 cani da slitta da una fossa comune nei pressi della cittadina canadese di Whistler. I dettagli della vicenda furono resi noti soltanto nel gennaio 2011, ma si vocifera del ritrovamento di 56 cadaveri in tutto.

A seguito delle investigazioni condotte, Robert Fawcett aveva infine ammesso di aver massacrato i cani da slitta e di averli seppelliti in una fossa su un terreno di sua proprietà. La sua giustificazione per la mattanza è semplice: non c’erano altre opzioni poiché erano diventati una spesa insostenibile dopo la fine delle Olimpiadi.

Dichiarato colpevole del reato di crudeltà verso gli animali, con l’aggravante di aver causato sofferenza non necessaria ad almeno nove dei cani uccisi, avrebbe potuto essere punito con una detenzione fino a 5 anni ed una multa di 75,000 dollari.

Invece la sentenza si è, nei fatti, rivelata ridicola.

Emessa dal giudice Steven Merrick, ha di fatto sostanzialmente graziato Fawcett perché la corte ha ritenuto che l’uomo non fosse in condizioni mentali stabili al momento del massacro, e che verso di lui si sia scatenato un odio generalizzato che sarebbe, di per sé, già una punizione sufficiente.

Il particolare che lascia particolarmente amareggiati riguarda la dichiarazione fornita da un portavoce del tribunale, Neil Mackenzie: “È importante capire che il signor Fawcett non è a giudizio perché l’uccisione dei cani fosse contro la legge, ma perché essa è stata compiuta in maniera illegale”.

Nella foto: Robert Fawcett (fonte The Province) e il recupero dei corpi dei cani dalla fossa comune (fonte CBC).

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4 Commenti

  1. Per favore cercate di capire che il giudice è un povero mentecatto imbecille idiota che meriterebbe come l’imputato la stessa fine dei cani!
    Ma ogni giorno è sempre peggio?

  2. Il canada non perde un’occasione per dimostrarsi un fulgido esempio di paese del cazzo!!!

  3. per favore qualcuno massacri lui.

  4. Marilena Albiero

    Purtroppo tutto il mondo è paese. Salta sempre fuore che chi commette reati anche terribili come in questo caso “non è in condizioni mentali stabili”. troppo comodo ma purtroppo soprattutto quando le vittime sono “solo” animali la giustizia volta sempre la testa dall’altra parte.

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