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Lo strano caso del cinghiale abbattuto a Valmadrera, Lecco

Negli scorsi giorni un cinghiale uscito dai boschi della frazione Ceppo, a Valmadrera, è stato abbattuto.

Secondo LeccoNotizie, la motivazione della soppressione sarebbe da addursi al fatto che l’animale era caduto nel letto del torrente Inferno, e che si trovava in seria difficoltà.

Questa la dichiarazione del sindaco Marco Rusconi: “Da quanto mi è stato riferito, il grosso ungulato si sarebbe trovato in seria difficoltà nel letto del torrente Inferno. È stata così allertata la Polizia Provinciale che sembrerebbe abbia poi deciso per la soppressione”.

Ferma restando la stranezza di una situazione simile (sono numerosi i casi in cui gli animali ritrovati in acqua vengono semplicemente messi in salvo), la testimonianza a noi giunta direttamente da parte di una cittadina presente al ritrovamento dell’animale racconta una versione dei fatti un po’ diversa.

La persona in questione si trovava fuori casa assieme ai suoi bambini, per una passeggiata.

“Giro l’angolo e noto una piccola folla di gente”, racconta. “Ci sono anche i Vigili. Mi avvicino e la gente è sorridente. Tutti hanno in viso un bel sorriso stampato e guardano il prato. Nell’erba c’è un animale. Non lo vedo bene e allora chiedo cos’è”.

“Un cinghiale, mi rispondono. Non si muove. Accanto a me c’è un vigile. Gli chiedo perché sia stato ucciso ma nessuno risponde: sono tutti troppo presi a godersi lo spettacolo. Allora mi avvicino ancora e stavolta lo vedo bene: è proprio un cinghiale”.

“La prima cosa che noto sono i suoi occhi spalancati, terrorizzati. Gli cola sangue dal naso”.

Secondo la testimone, quanto da lei visto si discosta – e di molto – dalla versione ufficiale, ossia che il cinghiale fosse rimasto impantanato nel fiume e ucciso per questo.

“Mi chiedo perché, se era intrappolato nel fango, non l’abbiano semplicemente salvato”, racconta la signora.

E aggiunge: “Stranamente il cinghiale era pulito, ed era nell’erba asciutta, pulita”. Non impantanato e non bagnato, dunque.

Le cose potrebbero essere andate diversamente, l’animale potrebbe essere rimasto ucciso per altri motivi.  In ogni caso, a quanto pare il suo corpo sarebbe stato già incenerito – ed è difficile che qualcuno si interessi davvero alla fine di un cinghiale, oltre ad un piccolo blog come il nostro.

A pochi sembra importare di un animale tanto malvisto. Un vero peccato.

In un’epoca di menzogne, dire la verità diventa un atto rivoluzionario.

Foto: repertorio (fonte Piano Piano!-Flickr).

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Un commento

  1. I cinghiali, come tutti gli animali, anche quelli non considerati “d’affezione” meritano rispetto e se si trovano in difficoltà devono essere messi in salvo con ogni mezzo.
    La soppressione può essere plausibile soltanto se l’animale soffre troppo e non ci sono speranze di vita “normale” per lui. Ma anche in questo caso dev’essere applicata un’eutanasia indolore.
    Non mi sembra però questo il caso! Ed è tremendo che i vigili si rendano complici di azioni del genere… chissà cosa c’era da ridere nel vedere un essere moribondo, terrorizzato ed inerme.. ma si sa che per molti il cinghiale è uno “spezzatino ambulante” e non, come è in realtà, un animale intelligente, sociale e degno di vivere in libertà!
    Finchè gli animali non smetteranno di essere, a seconda dei casi, cibo, oggetti di lucro e giocattoli purtroppo ci saranno notizie così amare.

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