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Venezia: bocconi avvelenati contro i cani da caccia, 19 uccisi dal 3 novembre

È una vera e propria strage di cani da caccia quella compiutesi in poco più di due settimane a Tessera, nel veneziano. La Nuova Venezia parla infatti di diciannove animali uccisi a causa dei bocconi avvelenati disseminati tra Dese, Ca’ Noghera e Campalto.

Solo tra lo scorso weekend e l’inizio di questa settimana, inoltre, altri sei animali sono morti: due nella giornata di sabato, tre in quella di domenica e uno lunedì mattina.

Al momento attuale, dunque, l’allerta è altissima e le denunce sono già state depositate presso varie forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia di Stato e persino Polizia Provinciale.

Il Circolo Cacciatori di Tessera, Favaro e Compalto manifesta preoccupazioni, oltre ad avere qualche idea sui responsabili: “Secondo noi, ma si tratta di supposizioni e non incolpiamo nessuno senza prove, può essere una questione di invidia tra cacciatori di gruppi diversi, che magari vengono visti male dai cacciatori del posto: se così fosse chi l’ha fatto verrebbe cancellato. Oppure potrebbe trattarsi di una persona che ce l’ha con gli animali e in questo caso speriamo si scopra chi sia”.

L’ipotesi più inverosimile (ma immancabile, visto chi la espone) è quella che a colpire siano gli animalisti (sic).

“Gruppi di animalisti estremisti che ce l’hanno a morte con i cacciatori e colpiscono i loro cani”.

…Soprassediamo.

Si scopre comunque che già l’anno scorso si erano verificati episodi simili, e che le analisi effettuate sui bocconi recuperati avevano stabilito la presenza di una mistura di prodotti chimici utilizzati in agricoltura, ma fuori commercio.

La situazione potrebbe essere identica anche quest’anno, ma i risultati delle analisi non sono ancora pronti.

Conclude il Circolo cacciatori: “Vorremmo anche che la gente guardasse con un occhio diverso il cacciatore, che non infastidisce nessuno, se ne sta in zone sperdute e ha rispetto per l’ambiente: chi ce l’ha con il mondo venatorio per ideologia, non conosce l’arte della caccia”.

Soprassediamo nuovamente, è meglio.

Foto: repertorio (fonte Meagan-Flickr).

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Un commento

  1. “Conclude il Circolo cacciatori: “Vorremmo anche che la gente guardasse con un occhio diverso il cacciatore, che non infastidisce nessuno, se ne sta in zone sperdute e ha rispetto per l’ambiente: chi ce l’ha con il mondo venatorio per ideologia, non conosce l’arte della caccia”

    Ci vuole una vera e propria faccia da culo per far uscire una tale marea di stronzate da una bocca!

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