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Brescia: contro il megamacello di Manerbio coi maialini morti in braccio

Nemesi Animale come Igualdad Animal, Brescia come Madrid. La piazza cittadina diventa la cornice per mettere in luce tutto l’orrore degli allevamenti intensivi.

A Largo Formentone, lo scorso weekend, gli attivisti di Nemesi Animale hanno fatto le cose per bene. Pantaloni e maglia nera e maglietta bianca, si sono seduti per terra e hanno tenuto tra le braccia gli “scarti” degli allevamenti di suini: maialini senza vita.

È il sunto del presidio tenutosi nel pomeriggio dello scorso 17 novembre, di una protesta “forte ma necessaria”, come ha spiegato la portavoce dell’associazione, Francesca de Maria, per manifestare il proprio sdegno contro la costruzione del megamacello di Manerbio.

Ma non solo: anche per il destino condiviso da milioni di animali fatti nascere con il mero scopo di essere uccisi per finire nel piatto di qualcuno.

Creature coscienti, senzienti e sensibili in maniera non dissimile dai nostri animali domestici (e da noi) che muoiono nell’indifferenza generale. La morte diventa normalità, routine, abitudine, “tradizione”.

I maialini senza vita tenuti tra le braccia degli attivisti sono le vittime incolpevoli di un meccanismo ben oliato da decenni. Muoiono, di norma, a pochi passi da una madre che non riesce neppure a raggiungerli per prendersi buona cura di loro. Vengono raccolti da terra e gettati come rifiuti.

Non è difficile “procurarsi” piccoli corpi di animali. Sono solo spazzatura. Ed è incredibile come qualcuno, venendo a conoscenza di manifestazioni simili a quella appena tenuta da Nemesi Animale, riescano a chiedersi da dove possano mai provenire quelle creature senza vita.

Spiega Francesca de Maria: “Per gli allevatori questi cadaveri sono uno scarto, una perdita di profitti. Per noi sono i corpi di individui che avrebbero dovuto godere di ben altra vita, fuori dalle gabbie e lontano dai ganci dei macelli”.

Non è un caso che proprio Brescia sia stata scelta per l’evento.

“È la provincia bresciana a vantare il triste primato del maggior numero di allevamenti di maiali allevati in Italia. Un milione e mezzo di individui detenuti negli allevamenti nel solo 2010”.

Quella stessa provincia bresciana in cui sorge Green Hill è anche la possibile sede del mattatoio più grande d’Europa.

“A Manerbio si sta discutendo sulla possibilità di creare un macello di maiali, il più grande in Europa, da parte della famiglia Pini. Una struttura dall’aberrante capacità di uccidere e smembrare fino a 12mila animali al giorno”.

Il Coordinamento contro il megamacello aggiunge: “Arpa e ASL hanno già detto di essere contrari alla realizzazione perché consumerebbe troppa acqua. Ora che il sindaco di Manerbio, grande sostenitore del progetto, si è dimesso, ci auguriamo che le decisioni vengano riviste”.

I numeri riportati da Geapress in merito alla “questione maiali” fanno accapponare la pelle: 13.760.401 maiali macellati in Italia nel 2010. 4.964.566 maiali allevati e 3.530 allevamenti nella sola Lombardia, che da sola rappresenta il 52,5% del business del settore, in Italia. 2,8 milioni di maiali rinchiusi negli allevamenti intensivi tra Brescia e Mantova.

Zero compassione per la loro vita. E questo numero, il più piccolo, è quello che dovrebbe spaventare di più.

Di seguito, il video documentario “Fabbriche di Carne” sugli allevamenti di maiali italiani.

Foto: momenti della manifestazione (fonte Corriere).

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Un commento

  1. Che tristezza infinita.
    Per fortuna che ci sono manifestazioni del genere, di grande impatto visivo.
    Grazie.

    Dicono che il maiale ha una struttura anatomica estremamente simile a quella dell’uomo, mangiarli sarebbe come darsi al cannibalismo in un certo senso allora.
    Anche se il maiale è più pulito dell’uomo.

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