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Carate Brianza: strangolò col filo elettrico un gattino, 60enne condannato

È stato condannato al risarcimento dei danni per 1000 euro e ad una pena detentiva di un mese e 11 giorni per aver strangolato un cucciolo di gatto.

Sono stati i giudici della Corte di Appello di Milano a confermare la sentenza di primo grado datata 2007 nei confronti di un 60enne di Carate Brianza, responsabile nel 2005 di aver massacrato senza pietà il gattino del suo vicino di casa, colpevole solo di stare gironzolando nel suo giardino.

L’uomo, residente a Carate Brianza, strangolò il cucciolo con un filo elettrico e ne impiccò il corpo alla staccionata del giardino della villetta.

La prima condanna, emessa dal Tribunale di Monza con rito abbreviato, prevedeva non solo il risarcimento dei danni ma anche un mese e 11 giorni di reclusione che, presumiamo, l’aguzzino non farà mai.

La piccola vittima dell’abuso si chiamava Fiocco ed era un cucciolo di gatto dal mantello bianco. A ritrovare il suo corpo senza vita appeso per il collo ad una staccionata, come un trofeo, era stata un’altra residente del complesso.

La famiglia umana del cucciolo si era costituita parte civile ad un processo in cui l’imputato sosteneva che il gatto era finito in quella situazione da solo: da solo si era avvolto il cavo elettrico attorno al collo, da solo si era strangolato, e infine da solo si era impiccato ad una staccionata.

Gli stessi giudici della Corte di Appello hanno definito la ricostruzione del 60enne “piuttosto fantasiosa”.

“La predisposizione accurata della trappola, la sua manifesta micidialità, rendono evidente la sussistenza del dolo. Con riferimento invece alla condanna al risarcimento dei danni, è indubbio il legame affettivo tra la famiglia e l’animale e che il reato offende il comune sentimento per gli animali, che è tanto più profondo quando si determina nell’ambito di un contesto ristretto quale quello familiare”: queste le parole con cui i giudici milanesi hanno motivato la conferma della condanna.

Decisamente troppo bassa in proporzione alla brutalità del gesto.

Foto: repertorio (fonte mohd fahmi-Flickr).

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3 Commenti

  1. concordiamo sul fatto che il risarcimento sia offensivo.

  2. Scusate, ma offensivo è il risultato. 1000€ di risarcimento danni e 1 mese e 11 giorni di carcere??? può valere questo la vita di un’infante??? Bisognerebbe iniziare a mettere i nomi e i cognomi e magari anche gli indirizzi di sti maledetti!!!!!!!

  3. Questi pezzi di merda dovrebbero semplicemente crepare.

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