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Albenga: rubano autobotte piena di gasolio e causano disastro ambientale, è emergenza

È emergenza in Regione Rapalline a Campochisa d’Albenga, dove un tentato furto ha provocato lo sversamento di gasolio nel fiume. Il risultato è un vero e proprio disastro ambientale che sta mettendo in seria difficoltà gli animali e che ha, ovviamente, già ucciso un numero indefinito di pesci.

La vicenda è iniziata con il furto di un’autobotte carica di 35mila litri di gasolio. La rottura di una valvola ha però provocato lo sversamento di 5000 litri nelle acque del Rio Carenda.

L’intervento immediato di Protezione Civile, Comune, Corpo Forestale dello Stato, Vigili del Fuoco, Arpal e Capitaneria ha cercato fin da subito di tamponare l’emergenza, ma si parla di almeno due mesi di lavoro per procedere ad una bonifica completa.

“Contiamo entro qualche giorno di terminare questa prima fase. In seguito verranno eseguiti tutti i campionamenti per stabilire i livelli esatti di inquinamento”, dichiara Pier Seghizzi, responsabile della Protezione Civile, al quotidiano IVG.

“È certo che l’azione di ieri, oggi e dei prossimi giorni potrebbe essere in parte vanificata da possibili piogge intense, con un rio in piena che potrebbe trascinare il gasolio fino in mare, creando un danno ancora maggiore”.

Le prime vittime del disastro sono, ovviamente, gli animali – soprattutto germani reali che sono entrati in diretto contatto con il gasolio. Di loro sta occupandosi ENPA, ma le difficoltà sono estreme, anche perché si teme per la sorte di numerose altre specie di volatili e per la fauna ittica e minore.

Gli animali, che vengono recuperati con l’ausilio dei Vigili del Fuoco, sono immediatamene trasportati al centro di cura dell’ENPA di Savona. Qui, iniziano per loro le operazioni di lavaggio e pulizia. Diversamente, il gasolio li ucciderebbe, addirittura facendoli andare in ipotermia per la dissoluzione del grasso che rende impermeabili le piume dei volatili.

Fino ad ora, sono stati soccorsi oltre venti germani reali, due anatre e una gallinella d’acqua. Erano completamente ricoperti di combustibile.

“Nei prossimi giorni temiamo avvelenamenti di altri animali, senza contare il combustibile che dalla foce è già arrivato al mare con il rischio per la fauna marina, oltre che per gabbiani e specie minori”, dice Gianni Buzzi, presidente ENPA.

Le creature da soccorrere sono molte e i volontari troppo pochi: chi volesse dare una mano, può telefonare alla sede ENPA savonese al numero 019 824735 e offrire la propria disponibilità.

Nelle foto: la situazione nel Rio Canenda (fonte IVG).

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