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Scandalo USA: guardia forestale pubblica foto dei suoi cani che sbranano un coyote

Fotografie nauseanti, disgustose, che mostrano un coyote intrappolato in una tagliola mentre viene sbranato da alcuni cani.

Sono quelle pubblicate da una Guardia Forestale del Wildlife Service americano. I cani ritratti nelle immagini sono di sua proprietà. La trappola, anche.

Le foto hanno suscitato clamore negli Stati Uniti, non solo tra gli attivisti per i diritti animali, ma anche tra chiunque con il minimo senso della decenza.

La guardia forestale coinvolta nello scandalo si chiama Jamie Olson e le immagini sono state pubblicate sul suo profilo Facebook, in un album intitolato “Lavoro”. Non c’è voluto molto perché facessero il giro della rete dopo essere state notate da un ambientalista.

La galleria di immagini inizia con la foto di un coyote femmina dall’aria triste, la zampa intrappolata in una tagliola. Prosegue poi mostrando l’attacco all’animale inerme da parte di due cani, e termina con Jamie Olson che, sorridente, si fa ritrarre accanto al corpo dilaniato e ridotto all’ombra di sé stesso della sua preda.

La virulenza delle immagini è tale che abbiamo deciso di non mostrarle tutte, ma per dovere di cronaca vi comunichiamo che potete trovarle a questo link. Tenete comunque presente che sono stomachevoli e che potrebbero urtare la vostra sensibilità.

Altrettanto stomachevole è pensare che il responsabile della violenza è un uomo pagato dallo Stato e che viene definito uno “specialista della fauna selvatica” nel Wyoming.

“Non puoi guardare quelle foto e accostarle all’idea di gestione della fauna”, commenta Brooks Fahy, direttore esecutivo dell’associazione Predator Defense. “Si tratta solo di crudeltà e tortura, di puro e semplice assassinio”.

E per chiunque pensi che un incidente di questo genere sia raro, vale la pena precisare che non è così. Lo conferma anche Gary Strader, ex Guardia Forestale.

“È molto comune. Questo atteggiamento è sempre stato controverso e tale resterà. Non è comunque mai stato punito dalle alte sfere, che pure sanno che capita regolarmente”.

Il Wildlife Service americano, per cui Olson lavora, iniziò ad uccidere predatori nel 1914 e ancora oggi è responsabile della morte di migliaia di animali secondo le istruzioni governative.

Già all’inizio dell’anno, il quotidiano Sacramento Bee aveva pubblicato una serie di articoli che mettevano in luce la politica di uccisione indiscriminata, particolarmente violenta e totalmente inumana del Wildlife Service. Si parla di massacri compiuti a bordo di elicotteri, di tagliole e trappole, di avvelenamenti massivi: i metodi di quest’agenzia non sono gentili, ma sono tenuti sotto silenzio.

Secondo il Sacramento Bee, “a partire dal 2000 queste guardie forestali hanno ucciso quasi un milione di coyote, per la maggior parte nell’ovest. Hanno distrutto milioni di uccelli, anche migratori, e oltre 300 altre specie inclusi orsi neri, castori, porcospini, lontre, leoni di montagna e lupi”.

Tra il 2004 e il 2011, il Wildlife Service ha ucciso oltre 26 milioni di animali. La spesa annuale per le sue uccisioni si aggira attorno ai 100 milioni di dollari, secondo WildEarth Guardians.

Lo scandalo di Olson è stato troppo detonante perché non si facesse nulla e così, almeno sulla carta, il Wildlife Service starebbe svolgendo ora un’investigazione sull’accaduto. Ovviamente, come da manuale, ha dichiarato di “non condonare la crudeltà animale”. Olson ha la spavalderia di sostenere di non sapere nulla della faccenda e che la sua pagina Facebook è stata vittima di un attacco hacker.

Non ci sono tuttavia dubbi che l’uomo ritratto nella foto sia proprio lui.

Le foto dell’uccisione del coyote non sono, peraltro, le uniche in cui viene messa in luce una particolare crudeltà e un grande accanimento. Ve ne sono altre che ritraggono i cani intenti a dilaniare una lince e un procione presi in trappola, e altre ancora che ritraggono un lupo ucciso.

Lo scorso giugno, alcuni deputati americani hanno ufficialmente richiesto un’investigazione nei confronti del Wildlife Service in relazione alle sue “pratiche di controllo letale indiscriminato” e alla sua “mancanza di trasparenza e abuso di fondi stanziati dai contribuenti”.

Chi vuole, può firmare questa petizione che chiede l’immediato licenziamento di Olson.

Nelle foto: la crudele morte del coyote in trappola (fonte).

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7 Commenti

  1. ma se si chiama wildlife non dovrebbe salvaguardare la fauna selvastica?deve assolutamente cambiare nome con killerlife ma che roba

  2. firmata!!! 🙁 che orrore!

  3. Firmata petizione: speriamo che le firme raccolte servano ad allontanare a calci nel sedere quel mostro!!!!

  4. nausea di fronte a questa crudelta’ firmata la petizione ..ma sempre troppo poco per questa feccia che non merita di vivere …..mi auguro che giustizia venga fatta.

    questa specie “umana ” spero si estingua molto velocemente un impotente pericoloso

  5. Articolo illuminante.
    Non capisco il perchè di tutta questa crudeltà, però posso immaginare che tra l’ipocrisia e lo sfruttamento più estremo ci siano il nome Wildlife Service e i criminali che ci lavorano.

    Questo è il livello di decadenza delle istituzioni nei confronti degli animali, non solo in america, ma ovunque, se non peggio a quanto mi pare di aver capito tirando le somme dopo svariate porcherie tra indifferenza e cattiveria.

    Ho visto la sequenza delle fotografie e l’individuo criminale che sorride compiaciuto dopo aver lasciato che i suoi cani (sicuramente resi pericolosi dalla crudeltà inflittagli) dilaniassero la povera bestiola e non solo.

    Qualcosa di brutale, malvagio e così doloroso e umiliante, ma soprattutto gratuito per questi animali da parte della forestale è quasi impossibile da immaginare…fuori da ogni grazia, schifosi criminali!

  6. Quanto male fanno queste immagini… davvero troppo…
    Firmo immediatamente… peccato che non ci sia una petizione per eliminarlo definitivamente dal mondo!
    Bell’istituzione comunque! Molto utile al benessere ed alla salvaguardia degli animali selvatici…
    il nostro è davvero sempre più un mondo malato…

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