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Arzignano: capriolo ritrovato sbranato vivo dai cani, vittima di bracconaggio

Secondo Il Giornale di Vicenza, sarebbe stato vittima di un atto di bracconaggio il capriolo ritrovato sbranato vivo dai cani ad Arzignano.

La bestiola, un giovane maschio, è stato inizialmente avvisato da una residente della frazione Pugnello all’interno di un appezzamento di proprietà.

Sul posto sono intervenuti i volontari dell’ENPA che hanno appena fatto in tempo a chinarsi sull’animale e a fargli una carezza, prima che chiudesse gli occhi per sempre. Le ferite sul suo corpo erano raccapriccianti: ampie lacerazioni nella parte posteriore e sui fianchi, e gambe spezzate con le ossa in evidenza.

Non aveva scampo. La volontaria che si è chinata su di lui è stata l’ultima cosa che l’animale ha visto prima di morire.

La proprietaria del terreno in cui l’animale è stato ritrovato, Lucia Molon, ha successivamente dichiarato di aver notato alcuni cani avventarsi contro un animale quella stessa mattina presto. La donna era uscita di corsa, cercando di allontanarli dalla preda, ma il povero capriolo era ormai spacciato. Troppo gravi le ferite per pensare in un recupero.

ENPA ha ordinato alcuni esami post mortem e sul corpo senza vita dell’animale è stata quindi effettuata l’autopsia, assieme ad alcune radiografie.

I risultati non lasciano dubbi: il giovane capriolo è stato sbranato vivo da alcuni cani da caccia, ma soltanto dopo essere stato gravemente ferito da una fucilata a pallettoni che lo aveva colpito in pieno ad un fianco.

Il cacciatore che ha sparato ha compiuto quindi un atto di bracconaggio perché il capriolo, in quella zona, è un animale protetto. Inoltre, la munizione utilizzata sarebbe stata spezzata: un ulteriore gesto di crudeltà che provoca una sofferenza indicibile nell’animale ferito.

E non è tutto: il capriolo era già stato ferito qualche giorno prima, sempre da una fucilata sparata stavolta in una zampa posteriore, che risultava quindi fratturata.

Qualcuno si è dunque accanito contro un animale ferito, fragile, in una zona in cui la sua caccia non era autorizzata, ferendolo gravemente con una munizione spezzata e poi lasciando che venisse dilaniato a morte dai cani.

La signora Molon parla di minacce ricevute da parte di alcuni cacciatori: “Possiedo un grande appezzamento di terreno collinare. Dei cacciatori si erano avvicinati a casa con i cani, spaventando i cavalli e tutti gli animali da cortile. Sono uscita da sola, urlando. Loro erano in quattro. Uno mi si è avvicinato puntandomi il fucile alla tempia. Ho avuto veramente paura e, nonostante li conoscessi, sono andata dai Carabinieri ma alla fine non ho sporto denuncia per evitare ritorsioni più gravi”.

Di ritorsioni, verso la donna, ce ne sono state comunque.

“Per difendermi ho pensato di recintare la mia proprietà, ma mi è costato caro. Un cane mi è stato impallinato, altri due sono morti avvelenati. È stata avvelenata ed è morta persino la mia cavalla a cui tenevo moltissimo”.

Secondo Renzo Rizzi del Coordinamento Protezionista Vicentino, che è intervenuto sulla vicenda, “nei media sono spesso usciti articoli asserenti che dei caprioli erano stati sbranati dai cani randagi. La cosa mi ha sempre convinto poco e in effetti, la prima volta che viene effettuata una verifica, si scopre che le cose stanno in tutt’altro modo”.

Rizzi attacca anche le associazioni venatorie della zona: “Mai una denuncia penale che sia arrivata direttamente da chi, come i cacciatori, conosce l’ambiente. Mai una costituzione di parte civile nei processi, con richiesta di revoca della licenza di caccia”.

L’ennesimo caso di non vedo, non sento, non parlo.

Nella foto: il corpo senza vita del capriolo tra le braccia di una volontaria (fonte Il Giornale di Vicenza).

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2 Commenti

  1. Una vicenda orribile, mi dispiace per questo piccolo capriolo ucciso dai bracconieri.
    Mi dispiace anche per la signora che deve subire tutto ciò dentro casa sua.
    Lo so che magari è una cazzata però potrebbe mettere un impianto d’allarme e/o delle telecamere, nella sua proprietà.

    Cacciatori = Bracconieri ed Assassini.

  2. A parte che penso dei cacciatori tutto il male possibile, non saranno tutti dei delinquenti ma per me sono uomini che valgono poco… ma quanto raccontato dalla signora Molon è intollerabile… Dato che nessuno parla, vede o sente spero che un giorno non lontanto questi individui siano raggiunti da qualche pallottola vagante e non possano più fare del male a nessuno, animali e persone… occhio per occhio… in questi casi, con gente così e con l’omertà che li protegge purtroppo non c’è altra scelta!

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