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Siracusa: soccorrono un animale investito, ma non ricevono supporto

“Bisogna far sì che i cittadini si sentano aiutati e ascoltati”. Questa è la frase chiave di chi, nel suo tentativo di soccorrere un gatto investito e abbandonato, non ha trovato supporto da parte di chi avrebbe dovuto fornirglielo per primo.

Poche ore fa il quotidiano online SiracusaNews ha pubblicato la lettera di un cittadino che racconta di essersi sentito completamente abbandonato dalle istituzioni.

La riportiamo integralmente, senza commenti.

“La mattina del 9 Novembre 2012, verso l’una e mezza, io e la mia fidanzata rientrando a casa, abbiamo trovato un gatto che era stato investito. Il gatto era vivo e inizialmente abbiamo pensato di andarcene per non vederlo morire, poi ho pensato che sarebbe stato giusto fare qualcosa per tentare di salvarlo ed essendomi già capitato, ero a conoscenza del fatto che la polizia municipale dovrebbe intervenire in casi del genere, mandando un veterinario o qualcuno che possa portare il gatto in qualche struttura adatta.

Ho subito chiamato il comando della polizia municipale e ho chiesto di mandare qualcuno per soccorrere l’animale, e di avvertirmi, in modo da non aspettare invano.

Abbiamo aspettato circa 20 minuti e abbiamo iniziato a richiamare. Non vedendo alcuna risposta abbiamo deciso di dividerci, restando io con l’animale e andando la mia fidanzata alla centrale della polizia municipale, vicino il molo Sant’Antonio. Arrivata alla centrale, lei ha iniziato a chiamare e a suonare al citofono, senza nessuna risposta. E per mezz’ora non siamo riusciti a contattare i vigili urbani. A questo punto lei ha chiamato i carabinieri, che le hanno passato la centrale dei vigili urbani, dicendole che il veterinario che aveva la reperibilità non rispondeva. Tornata dove risiedeva l’animale, verso le 2 e 40, cioè un’ora dalla prima chiamata, richiamiamo i vigili urbani chiedendo come si fosse messa la situazione. Loro dicono anche a me che non riescono a rintracciare il veterinario reperibile.

Davanti l’irresoluzione della disperata vicenda, ho chiesto se potevano darmi il numero di telefono di un veterinario o meglio ancora di quello che non rispondeva loro, ma mi hanno risposto che erano impossibilitati a darmi qualsiasi numero e che non potevano far nulla di più. A questo punto ho chiesto il nome del mio interlocutore che mi ha risposto che la cosa non mi riguardava e subito dopo si interrompe la telefonata, o mi viene chiuso il telefono o cade la linea. Dopo aver riprovato a chiamare e non aver ricevuto risposte abbiamo chiamato per l’ennesima volta i carabinieri, che mi hanno ripassato i vigili urbani, in particolare lo stesso operatore di prima, il quale mi ha liquidato dicendo che se non rispondeva il veterinario lui non sapeva che fare, finendo così la chiamata.

A questo punto cerchiamo su internet il numero del centro accoglienza per randagi che a sua volta mi fornisce il numero di un centro veterinario, il quale è disponibile ad aprire l’ambulatorio a carico nostro, ma che dovevo essere io a portargli l’animale ferito. Allora ho preso il gatto, superando molti dei miei limiti, data la sua pessima situazione, e gliel’ho portato. Infine ritorno nel mio letto verso le 5, e verso le 9 e mezza vengo a sapere che il gatto è morto da pochissimo. La mia voglia di denuncia nasce dalla perplessità che, nonostante sia cittadino di una società moderna, mi sono sentito abbandonato, solo, senza poter fare nulla, e anche dalla percezione di un menefreghismo per la situazione dell’animale e per la mia, che vedendolo soffrire, sentivo l’esigenza di fare qualcosa.

Parlando con chi ha avuto a che fare nelle ore notturne con i vigili, per questioni di randagi ed animali investiti, ho saputo che ci sono state molte lamentele. Telefonando si ha la sensazione che il servizio sia un favore, come se chiamando la notte la polizia municipale, su questioni riguardanti animali, li si disturbasse. Personalmente è la seconda volta che mi rivolgo a loro, e anche nella prima occasione la cosa è stata un po’ forzata, ho dovuto dettargli la legge che definiva le responsabilità della polizia municipale in casi del genere, e dovendo dire che, se si fossero rifiutati, mi sarei rivolto a degli avvocati.

Questa è una precisa richiesta, nata dal tormento di quella sera.

Con questa lettera non si richiede la luna, non si chiede neanche che si debba predisporre un servizio di intervento immediato con un mezzo di rianimazione in soccorso dell’animale, perchè conosciamo tutti il momento di crisi, i problemi urgenti e seri che vive il nostro territorio, ma è inaccettabile quello che mi successo l’altra notte. Gli animali sono una realtà significativa e bisogna fare tutto il possibile per loro e per le persone che hanno una grande sensibilità nei loro confronti. Penso che pagando le tasse ed essendoci delle leggi, abbiamo il diritto di non dover restare soli, di non avere dei servizi a singhiozzo e mal gestiti, vorremmo sentirci sostenuti, non un peso.

Sempre e in ogni caso, si deve fare di tutto per far sì che i cittadini si sentano ascoltati ed aiutati, dar loro occasione di poter fare qualcosa davanti ad una situazione del genere. Volevo perciò richiedere delle spiegazioni su come funziona la reperibilità del veterinario che collabora con il suo corpo, e volevo sapere se fosse possibile perfezionare il servizio di assistenza agli animali randagi ed incidentati, magari potendo dare voi stessi i numeri dei veterinari che prestano dei servizi notturni, come ha fatto con me la disponibilissima e paziente signora dell’associazione, e poi sarà a discrezione dei cittadini la scelta di chiamarli e caricarsi degli oneri.

Le confesso che è assurdo che una persona debba stare a guardare un animale che gli sta morendo davanti, senza poter fare assolutamente nulla, è un’esperienza che non consiglio a nessuno, e sono fiero di aver impiegato, insieme alla mia ragazza, tempo e risorse per tentare di salvarlo. Questa non è una lamentela alla Sua persona, ma una domanda a chi guida il Corpo della Polizia Municipale e con poco può veramente fare qualcosa per i propri cittadini. Concludo chiedendoLe di ricevere una risposta, La ringrazio.”

Foto: repertorio (fonte zoonabar-Flickr).

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Un commento

  1. Personalmente mi è capitata un anno fa una situazione analoga, sempre con un gatto, morto e sempre con la asl. 1+1 purtroppo fa sempre 2.
    Mi sento vicino a questi ragazzi che hanno provato di tutto per aiutare quell’animaletto e voglio dirgli grazie, vi ringrazio veramente.

    Quando si chiamano le istituzioni, se si mostrano negligenti minacciate di registrare la conversazione telefonica e citate la legge come ha fatto questo ragazzo la prima volta che ha chiamato.

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