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Scandalo Sarajevo: rifugio ruba cani di razza per chiedere riscatto. E uccide i randagi

I dipendenti del rifugio per animali del distretto di Hresa, periferia di Sarajevo, si sono resi responsabili del furto di cani di razza per poi chiedere il riscatto ai loro proprietari.

Se il riscatto non veniva pagato, il cane sarebbe stato ucciso.

Un cittadino il cui cane è stato rubato da uno dei dipendenti ha dichiarato al quotidiano Examiner: “Una persona del rifugio mi ha detto che dovevo pagare 100 euro se rivolevo indietro il mio cane”.

Il proprietario dell’animale ha acconsentito a pagare la somma pur di vedersi restituito l’animale, e si è recato al rifugio, solo per scoprire, al suo arrivo, che era troppo tardi: il cane era già stato ucciso.

“Mi hanno ammazzato il cane. Mio Dio, ero disponibile a pagare!”, esclama l’uomo.

Ogni cane meticcio accalappiato e trasferito nella struttura viene ucciso senza tanti complimenti. I cani randagi, ma di razza, vengono invece venduti – e non semplicemente dati in adozione.

Ma l’avidità è una bestia nera, incontrollabile, e ora che i dipendenti hanno scoperto che rubare i cani di proprietà per poi chiederne il riscatto è un business molto più lucrativo, non sembrano avere intenzione di smettere.

“Vogliono solo cani di razza perché sanno di poterli vendere. A loro non importa nulla dei randagi! Li uccidono continuamente. E in più, rubano i cani dai giardini dei cittadini per poi venderli”, continua il cittadino.

I proprietari che accettano di pagare il riscatto in tempo vengono riuniti con il loro cane. Quelli che non riescono invece a racimolare il denaro scoprono invece che il loro animale è stato ucciso oppure venduto al miglior offerente.

Ma lo scandalo non si ferma qui.

Le condizioni di detenzione degli animali nel rifugio di Hresa sono disumane, e le foto che mostrano l’orrore della struttura stanno facendo il giro della rete anche grazie al lavoro dell’associazione Serbian Animals Voice, che propone anche una petizione.

Decine di cani vengono detenuti in gabbie luride, spesso microscopiche e inadeguate. Sono privati di cibo e di acqua, di riparo e di trattamenti veterinari. I cani morti vengono lasciati nei box assieme a quelli vivi. I cani feriti non vengono medicati e rimangono nella sporcizia, con le loro ferite aperte. I cuccioli muoiono di fame.

L’associazione animalista non profit Zivot BiH sta ora cercando di ottenere un’investigazione da parte delle autorità in merito alle attività illegali del rifugio e alle crudeli condizioni di detenzione degli animali.

Lo scorso 3 novembre, gli attivisti che si sono recati presso la struttura per effettuare un sopralluogo e hanno scoperto che quaranta cani erano stati uccisi e gettati nell’immondizia. I volontari sono riusciti a portare in salvo due cani adulti e sette cuccioli, ma sono stati minacciati di morte dai dipendenti della struttura.

Ulteriori modalità di azione contro quanto sta avvenendo al rifugio Hresa di Sarajevo possono essere individuate a questa pagina di Serbian Animals Voice: troverete una lettera in più lingue da inviare alle istituzioni locali e la possibilità di donare per sostenere il lavoro dei volontari.

Nelle foto: le condizioni dei cani al rifugio: un cucciolo morto abbandonato in una gabbia, un cane rinchiuso e terrorizzato, un altro ridotto a pelle e ossa e ormai agonizzante (fonte Serbian Animals Voice).

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5 Commenti

  1. ciao ruggero, se sei interessato contatta le associazioni citate nell’articolo, noi ci occupiamo solo di diffondere le notizie. grazie!

  2. se il cane nell’ ultima foto è sopravvissuto lo vado a prendere io di persona….se potete informarmi in merito….grazie

  3. Io non so quale legge ci sia, o se ci sia, quello che so è che questi individui andrebbero uccisi.
    E non sto scherzando.

    Si infatti, le autorità? Le autorità non ci sono neanche nel nostro belpaese del cazzo, figuriamoci in posto dimenticati pure dal diavolo come Sarajevo.

    Spero che muoiano.

  4. Ma le autorità dove sono???
    Come si può permettere che, ora che sono stati scoperti, questi mostri possano continuare a fare ciò che fanno? Il rifugio dovrebbe essere immediatamente smantellato, gli animali affidati agli attivisti e i colpevoli di tanto orrore condannati severamente!!!
    Poveri piccoli, queste immagini fanno troppo male al cuore…

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