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Sardegna: si consuma il dramma dei cavallini dimenticati della Giara

I cavallini sono qualche centinaio, vivono nella Giara di Gesturi, nel sud della Sardegna, e rischiano di morire.

Il dramma si consuma ormai da diversi giorni e già le foto scattate verso la fine di ottobre mostravano gli animali in condizioni critiche, molto magri, con le costole visibili.

Cercano qualcosa da mangiare, ma nella zona in cui si trovano non piove spesso. Di cibo ce n’è pochissimo, e loro hanno fame.

La poca erba a disposizione è da dividersi con le mucche – anch’esse lasciate al pascolo brado. I loro proprietari non si sa bene dove siano, e neppure se ci siano.

I piccoli cavalli di Giara dovrebbero essere protetti e tutelati come il patrimonio del territorio quali sono. Si tratta infatti di una razza endemica della zona. Nonostante la loro piccola taglia, non sono pony, ma veri e propri mini-cavalli. E sono selvatici, vivono in branchi.

Le foto dei cavallini in difficoltà sono state diffuse nelle scorse settimane su Facebook, assieme a numerose richieste di aiuto: portate del fieno, portate foraggio, portate avena. Chiamate i veterinari, che qualcuno si accerti delle loro condizioni.

E se qualche allevatore di zona ha risposto all’appello, recapitando sul posto un po’ di balle di fieno, è evidente che non sia sufficiente. I cittadini di buon cuore non possono sempre sopperire alla carenza delle istituzioni.

Secondo l’Assessorato Regionale alla Sanità, sono i bovini allo stato brado il primo problema da estirpare, soprattutto a causa di patologie come la TBC bovina e la brucellosi. In effetti, alla fine di agosto un’ordinanza emanata dal Comune di Gesturi ha disposto la loro cattura, anche per “salvaguardare lo stato di salute e benessere dei cavallini della Giara”.

Sarebbero però state catturate solo poche decine di mucche sulle centinaia presenti, e la situazione, per i cavallini, non sarebbe migliorata affatto.

L’appello alla Regione Sardegna da parte dei Comuni responsabili dei cavallini è chiaro: serve un contributo di 150 mila euro all’anno in modo da garantire agli animali tutte le cure di cui hanno bisogno. Ma per ora sono solo parole, e i cavallini hanno fame, e muoiono.

Il sindaco di Tuili, Antonino Zonca, cerca di “ridimensionare” l’emergenza dichiarando che “le condizioni sono gravi” ma “ai cavallini manca il cibo, non l’acqua”.

Manca il cibo: cosa da niente.

Ha però totalmente ragione quando sottolinea come lo stato di emergenza duri ormai da oltre un anno e come si vada avanti “per palliativi. Non è un gran periodo per avere fondi pubblici. Fino a un anno fa una cooperativa con 4-5 membri monitorava gli animali anche grazie ai fondi per la montagna, che venivano erogati attraverso la Comunità montana, poi soppressa e diventata Unione dei Comuni”.

Pare inoltre ormai chiaro che la situazione di emergenza attuale non sia inusuale, ma anzi la norma negli autunni che seguono estati particolarmente calde, come quella appena trascorsa. È evidente quindi che sia necessario un piano di azione per proteggere gli animali in maniera continua, costante, perché estati come quella del 2012 ricapiteranno certamente.

Secondo le istituzioni della zona, il fatto che l’accesso alla Giara sia libero non genera fatturati turistici tali da poter essere reinvestiti nella cura dell’habitat.

Il pensiero che i cavallini della Giara – che alcuni studiosi sostengono discendere addirittura dai cavalli africani importati dai Fenici e dai Greci prima della nascita di Cristo – possano scomparire fa male al cuore.

Soprattutto, stupisce che nonostante la sua limitatissima diffusione e la situazione critica in cui si trovi, il cavallino della Giara non sia neppure incluso nella lista delle specie protette dalla L.R. del 29 luglio 1998, e che quindi non sia considerato in via di estinzione.

Le ultimissime notizie che arrivano da Gesturi non sono affatto confortanti: nelle scorse ore è stata ritrovata una cavallina stremata dalla fame, ormai stesa a terra e agonizzante.

Ormai persino mutilata di un orecchio da parte di qualche predatore affamato, la puledrina respirava a fatica e non si muoveva più.

Il tam tam internettiano ha infine fatto sì che l’animale venisse trasportato con un camioncino in un locale comunale di Tuili, e qui affidata alle cure di un veterinario. La Nuova Sardegna, che lancia la notizia, riporta però che le speranze di sopravvivenza, per questo esemplare, sarebbero ridotte al lumicino a causa della grave malnutrizione.

AGI News, in ogni caso, segnala che nel pomeriggio del prossimo giovedì sul territorio si recherà l’assessore all’Agricoltura Oscar Cherchi assieme ai veterinari dell’Agris, per un sopralluogo.

È stato creato un evento di supporto per questi animali, su Facebook. Lo trovate qui.

Nella foto: un cavallino morente in una foto pubblicata questa mattina sulla pagina Facebook di Horse Angels (fonte).

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