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LAV contro RAI: fermate Pechino Express, c’è violenza sugli animali

Anche una delle grandi associazioni italiane sembra essersi accorta che la trasmissione RAI Pechino Express è infarcita di violenza sugli animali.

Si tratta di LAV, che definisce il programma “l’ennesimo reality in cui gli autori non si sono fatti scrupoli ad utilizzare gli animali, sottoponendoli a inutili sofferenze”.

Nella puntata andata in onda lo scorso 25 ottobre, ad esempio, “i concorrenti trasportavano una scatola nella quale era rinchiuso un serpente, sottoposto ad ore e ore di continui sobbalzi oltre che alla totale mancanza di ossigeno, sino alla destinazione finale dove veniva ucciso e cucinato per i concorrenti”.

Non è casuale che il programma, come già suggerito dal nome, venga girato in Cina, Paese universalmente riconosciuto come particolarmente retrogrado nei confronti degli animali, “i cui diritti sono costantemente violati”.

Continua LAV, nel suo appello al direttore di Rai2 Pasquale d’Alessandro a sospendere il programma, “quelle andate in onda sono attività vietate in Italia ma che cittadini italiani, pagati dalla TV di Stato italiana, non hanno avuto alcun problema ad effettuare in un altro Paese”.

LAV definisce inoltre “deprimente l’atteggiamento di totale indifferenza dei concorrenti, insensibili persino allo scuoiamento degli animali vivi, evidente in un paio di scene sfuggire al taglia e cuci del montaggio”.

“Nulla si è fatto, in cinque anni, per applicare concretamente anche uno solo dei cinque articoli che compongono le LINEE GUIDA PER LA TUTELA DEGLI ANIMALI IN TV, che al primo articolo recita ‘La presenza di animali in trasmissioni televisive deve essere finalizzata alla sensibilizzazione, al rispetto e alla conoscenza delle specie, escludendo qualsiasi utilizzo di animali non consono alla loro natura nonché un loro utilizzo che li sottoponga a violenze, stress o atteggiamenti irrispettosi della loro dignità’: esattamente il contrario di quanto avvenuto durante Pechino Express”.

Mormorii sulla totale mancanza di etica e rispetto del programma erano già arrivati in passato.

Su MangiaBiologico, lo scorso settembre una lettrice scriveva: “Verso la fine della trasmissione una prova consisteva nel preparare una ricetta tradizionale locale… Pollo! E sull’inquadratura dei polletti bianchi stipati in una gabbia minuscola non ce l’ho fatta: ho spento la TV”.

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Un commento

  1. Che grandissimi coglioni tutti quanti!!!!!

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