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[VIDEO] Vivisezione: la strage delle scimmie delle Mauritius, perché troppo grasse

BUAV, la più importante associazione antivivisezionista mondiale, ha recentemente rilasciato i risultati di un’investigazione sotto copertura in grado di rigirare anche lo stomaco più forte.

Il documento è relativo ad una lunga e accurata indagine effettuata nelle Mauritius, uno dei centri nevralgici per la “produzione” di scimmie destinate alla vivisezione.

Sono in molti a non sapere che le Mauritius esportano fino a diecimila scimmie all’anno verso i laboratori di sperimentazione animali di tutto il mondo. Le isole rappresentano il secondo esportatore mondiale di scimmie destinate alla vivisezione, in USA e in Paesi europei come UK, Francia e Spagna.

Le scimmie, nate selvatiche, vengono prelevate dalle foreste, strappate alle loro famiglie e imprigionate in vere e proprie fabbriche di morte. Qui trascorrono la loro vita mettendo al mondo cuccioli per la ricerca. I neonati vengono strappati alle madri e successivamente esportati in microscopiche scatole su cargo destinati ai laboratori di tutto il mondo.

Una volta giunti a destinazione, è facile immaginare quale sia la loro fine.

Ora, i nuovi documenti resi pubblici da BUAV aggiungono orrore all’orrore: centinaia e centinaia di esemplari uccisi perché diventate troppo grosse, o troppo grasse, per essere vendute agli sperimentatori. Apparentemente, infatti, i laboratori acquistano scimmie che arrivano ad un peso massimo di 3,2 chilogrammi.

Secondo BUAV le uccisioni hanno avuto luogo in un laboratorio chiamato Noveprim. Noveprim, interpellato sull’accaduto, ha deciso di non rispondere alle telefonate e di non commentare in alcun modo.

Per l’associazione antivivisezionista, le uccisioni sono state brutali e insensate e gli esemplari ritenuti inadatti per la vivisezione avrebbero dovuto essere semplicemente rilasciati nelle foreste dalle quali erano stati rapiti.

Ora, le immagini raccapriccianti delle scimmie uccise e gettate nei secchi come rifiuti stanno facendo il giro del mondo.

In altre fotografie, si vedono i corpi lacerati e mutilati degli animali in attesa di essere inceneriti.

BUAV sottolinea come il massacro non sia finito e anzi continuerà imperterrito per tutto il mese di novembre. Le vittime predilette sono, generalmente, maschi adulti che pesano quattro chili o più, ma Noveprim non ha problemi ad assassinare anche femmine gravide e piccoli che non possono essere rivenduti per la sperimentazione.

Noveprim, come società di esportazione, è approvata dal Ministero dell’Interno britannico e fornisce regolarmente animali ai laboratori inglesi. Tra i suoi maggiori azionisti, non sorprendentemente compare la già criticatissima Covance.

La campagna promossa da BUAV, dal nome Save Our Monkeys, è finalizzata a creare consapevolezza sull’agghiacciante mercato della scienza nera e chiede espressamente a tutti di sostenere gli sforzi dell’associazione.

Di seguito, il video sotto copertura, che sconsigliamo caldamente ai lettori più sensibili per la violenza particolarmente estrema che mette in luce.

Nelle foto: momenti degli abusi (fonte BUAV).

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