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[VIDEO E PETIZIONE] Attivista sudcoreana condannata per aver salvato cani dal macello

 

Alla fine di agosto, l’attivista sudcoreana per i diritti animali So-Youn Park è stata dichiarata colpevole di “furto speciale” per aver soccorso alcuni animali maltrattati da un allevamento di cani destinati al mattatoio.

La Park è stata condannata ad un anno di libertà vigilata, con la possibilità di un’incarcerazione per sei mesi. Il suo caso è il primo del genere nella Corea del Sud.

L’attivista aveva scorto cinque cani e otto polli miseramente abbandonati mentre si trovava nei pressi dell’allevamento. Successivamente, aveva visitato la struttura per tre volte in una settimana assieme ad altri attivisti per i diritti animali appartenenti all’associazione CARE (di cui la Park è presidente).

Infine, era intervenuta personalmente e aveva liberato gli animali dalle gabbie nella notte del 26 novembre 2011.

Durante il salvataggio, gli attivisti erano immersi fino al ginocchio in feci mai pulite. Gli animali ne erano ricoperti.

Era evidente che si trattasse di una situazione di maltrattamento estremo alla quale i cani e i polli erano sottoposti da tempo, così come era chiaro che tutti sarebbero morti per malattia o per fame.

Alcuni giorni dopo, a seguito della scoperta della sparizione degli animali, il proprietario dell’allevamento aveva contattato la polizia accusando la Park di furto.

Durante il processo, l’avvocato della parte “offesa” aveva richiesto per la donna la detenzione in carcere – questo, nonostante lo stesso allevatore avesse esplicitamente dichiarato in corte che gli animali non erano detenuti in maniera inadeguata e che erano allevati specificamente per essere macellati.

Le leggi locali in materia di protezione degli animali non includono nessuna punizione per gli abusi psicologici o per l’abbandono, né hanno l’aria di essere sulla via dell’implementazione.

Nel corso di 13 anni di attivismo, la Park e il suo team ha portato in salvo numerosi animali abbandonati, concentrandosi in special modo su quelli destinati al mattatoio e quelli sottoposti a brutali sevizie. Nel 2006, la Park guidò CARE al soccorso di cento cani pronti per la macellazione. All’inizio del 2012, sono state salvate nove mucche da un contadino che, per protesta contro il governo, aveva deciso di affamarle a morte.

Il processo contro la Park ha attirato l’attenzione dell’intera comunità antispecista mondiale. Numerose associazioni di grande spicco, come PETA e Humane Society International hanno già formalmente richiesto che le accuse alla Park vengano lasciate cadere.

Anche noi possiamo fare qualcosa, firmando la petizione a questo indirizzo.

Di seguito, un video che mostra il business della carne di cane in Corea del Sud [IMMAGINI SCONSIGLIATE AL PUBBLICO PIU’ SENSIBILE].

“I diritti animali non chiedono che di ricevere la giusta dignità in presenza delle leggi umane. I coreani devono smettere di guardare agli animali come ad oggetti di proprietà”.

– So Youn Park.

Foto: l’attivista (fonte).

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2 Commenti

  1. Penso che iin alcuni paesi bisogna davvero essere degli eroi per riuscire ad aiutare gli animali! Tutta la nostra solidarietà a questa coraggiosa attivista!

  2. per me non e da condannare lei ma l allevatore che teneva gli animali così ok dovevano essere macellati ma se le condizioni igieniche erano pietose cosa macellava degli animali malati e poi vendeva della carne infetta e la salute delle persone dove la metteva?ma comunque speriamo che venga assolta perchè per me lei è un angelo e gli angeli non si condannano auguri angelo continua così

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