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Ma gli equini del centro ippico di Ferrara non erano salvi? No, sono ancora a rischio

Della vicenda degli equini (cavalli e asini) “dismessi” dal centro ippico di Ferrara, in chiusura, avevamo parlato alla fine di agosto.

Gli animali, improvvisamente diventati un fardello di cui non era più possibile prendersi cura, erano diventati oggetto di una polemica feroce in merito alla loro probabile destinazione: il mattatoio.

Poi era intervenuto l’assessore all’Agricoltura Rabboni, che aveva dichiarato che nessuno degli equini sarebbe finito macellato, e che l’asta cui gli animali erano destinati era finalizzata esclusivamente alla loro ricollocazione in altre strutture per la riproduzione.

La questione sembrava finita e persino risolta – fino alle scorse ore.

Geapress segnala infatti che la sorte degli animali sembra essere nuovamente appesa ad un filo, e che a riportare il pessimo operato della Regione è stata la Consigliera Regionale dei Verdi Gabriella Meo.

Secondo la Meo, la Regione avrebbe infatti messo in atto “discutibili interpretazioni giuridiche che impediscono il passaggio dei cavalli da DPA a non DPA. Se lo status venisse modificato, in pratica, la Regione potrebbe rischiare sanzioni da parte dei giudici contabili perché il valore attribuito ai cavalli diminuirebbe.

I cavalli che ora rischiano nuovamente di essere messi all’asta per poi finire macellati sono undici.

E la Meo commenta: “Tutto ciò per un presumibile mancato incasso complessivo di poche migliaia di euro”.

Continua la consigliera: “Di tutta questa vicenda, ciò che mi stupisce maggiormente è la scarsa sensibilità dimostrata dai decisori politici e dai funzionari, che non hanno esitato un secondo a dichiarare gli animali “fuori uso” e a procedere alla loro vendita. Al contrario, il ricco patrimonio di carrozze e finimenti presenti nelle rimesse del centro non è stato dichiarato fuori uso, ci si è giustamente ben guardati dal venderlo e ora ci si sta adoperando per trovare un museo che offra adeguate garanzie di tutela e conservazione della collezione”.

Il punto sembra essere proprio questo: i cavalli sono “beni” sacrificabili, contrariamente ad alcuni oggetti.

La consigliera dei Verdi spiega che si sarebbe aspettata una maggiore considerazione per gli animali. Valutata la risposta piccata dell’assessore Rabboni, che aveva di fatto garantito che gli equini avrebbero potuto concludere la loro vita serenamente, e la situazione attuale (molto diversa da quella inizialmente prospettata) non stupisce che le parole della classe politica vengano sempre prese con più di un grano di sale.

Foto: repertorio (fonte Flickr).

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