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Mirandola: vivisettore patteggia la pena, aveva compiuto esperimenti illegali

Ha patteggiato la pena di sette mesi e, ovviamente, ha così evitato il processo pubblico: è la conclusione della vicenda che vede protagonista il titolare di un laboratorio illegale di vivisezione di Mirandola.

La struttura era stata sequestrata dalla Guardia di Finanza nel gennaio 2011, e con essa confiscate le centinaia di animali su cui venivano compiuti gli esperimenti, soprattutto roditori.

Si stima che nel laboratorio clandestino siano stati compiuti oltre mille test di biocompatibilità e sperimentazione animale per almeno 500 farmaci.

La pena inflitta è sostanzialmente non esemplare ma compiace comunque la LAV, che si dichiara particolarmente soddisfatta dall’esito della “prima operazione di polizia giudiziaria effettuata nel nostro Paese ad opera di Guardie Zoofile e Guardia di Finanza”.

LAV definisce il laboratorio sequestrato “in condizioni che definire precarie è un eufemismo”.

Sottolinea Michaela Kuan, biologa e responsabile di LAV settore vivisezione, come l’importanza della sentenza sia da ricondursi al fatto che colpisce “un contesto intoccabile come la vivisezione. Né la legge nazionale, né quella europea pongono ad oggi reali vincoli nel ricorso all’animale e mancano totalmente i controlli. Questo caso è unico perché ha permesso di aprire un varco in questo muro silenzioso, sottolineando come le poche volte in cui sono entrate le telecamere negli stabulari, hanno trovato situazioni illegali”.

Foto: repertorio (fonte Flickr).

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3 Commenti

  1. esatto…

  2. Perchè gli altri laboratori sarebbero legali? Bisogna rivedere il concetto di legalità che è esattamente l’opposto di quello attuale.

    7 mesi di cui probabilmente neanche un giorno mi sa di contentino. Tutti gli altri attori? Solo un colpevole? Faceva tutto da solo? Chi commissionava i test che fine ha fatto?
    I medicinali testati da chi sono prodotti? Sono ancora, o sono stati sul mercato? E se sì, sono stati ritirati dopo la comprovata illiceità dei fatti? Quanti altri casolari dell’orrore ci sono in giro? La frode fiscale? Da dove provenivano tutti questi animali? Potrei continuare all’infinito, e all’infinito non avrei risposta.

    (Mi viene da pensare che una volta scoperto “il giochino” l’abbiano costretto a patteggiare e giustamente usato come “caprio espiatorio” per chiudere in fretta e in furia la questione, chissà COSA c’è dietro, anzi CHI).

    Praticamente come in una partita a flipper, non ci si capisce mai un cazzo, vero?

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