Macrolibrarsi.it un circuito per lettori senza limiti
Home / Cronaca / [VIDEO] Fifty, pitbull a due zampe a causa di un poliziotto e ora “educatore di persone”

[VIDEO] Fifty, pitbull a due zampe a causa di un poliziotto e ora “educatore di persone”

La storia di Fifty arriva da Chicago ed è la storia di un cane a due zampe. È anche la storia della sua compagna umana, che si riferisce a lui definendolo “la mia anima gemella”.

Kelly Michael e Fifty, insieme, lavorano ogni giorno per smantellare i pregiudizi che circondano i cani di razza pitbull.

Cinque anni fa, Fifty era un cane come tutti gli altri e viveva a Berwyn. Aveva quattro zampe, una famiglia e una sorella canina che non era un pitbull.

Nel settembre del 2007, i due cani stavano curiosando nel vicolo dietro casa e annusando un sacco della spazzatura quando si trovarono di fronte un agente di polizia.

Sebbene nessuno due cani avesse mosso un passo verso l’uomo, il poliziotto fece fuoco due volte verso Fifty – guarda caso, il pitbull – colpendolo in una zampa posteriore e in una anteriore.

Fifty, per farla breve, finì col vedersi amputate due zampe su quattro e col perdere persino la sua famiglia e venne ricoverato in un canile.

È a questo punto della storia che entra in scena Kelly Michaels.

La donna era sempre stata un’amante degli animali ma, nel tempo, si era trasformata in un’attivista per i diritti dei pitbull, la razza più discriminata al mondo, dopo essersi presa cura per molti anni di un esemplare.

“Iniziai a lavorare in un centro veterinario olistico e riabilitativo, l’Integrative Pet Care, nel maggio del 2010”, racconta Kelly. “Vidi un video di Fifty perché qualcuno me lo mostrò, conoscendo la mia passione per i pitbull. Due giorni dopo, dopo essere stata sottoposta ad un attento esame da parte del rifugio, andai a conoscerlo. Diciamo solo che tornò a casa con me quel giorno e che non riesco a ricordare la mia vita prima di lui”.

I cani che non sono perfetti hanno grossi problemi a trovare una casa. Quelle imperfezioni possono avere tanti nomi: età, malattia, o, nel caso di cani come Fifty, menomazione. Il fatto che Fifty fosse non solo un cane disabile, ma anche un pitbull, rendeva tutto più difficile e non stupisce che sia rimasto in canile tanto a lungo.

In ogni caso, nessuna di queste cose è mai importata a Kelly.

“Nel momento in cui l’ho incontrato, ho sentito che era la cosa giusta e che lui era la mia anima gemella. E sapevo che gli avrei dato qualunque cosa lui avesse avuto bisogno. Fifty viene sempre per primo. Ma tendo a dimenticare che è disabile e spesso lo tratto come il pazzo adorabile e selvaggio che è”, sorride la donna.

A Fifty non importa di essere disabile. È un cane che ama la vita, ama essere felice e lo dimostra ogni giorno, in ogni occasione. Gli piace giocare, interagire con le persone, dare amore.

“Abbiamo fatto sorridere tanta gente, abbiamo fatto voltare la testa a un sacco di persone. Penso che chiunque non sorrida guardando questa buffa palla di pelo non abbia un’anima”, commenta la Michael.

Il lavoro di Kelly alla clinica veterinaria olistica l’ha anche aiutata ad avere un approccio diverso nei confronti della disabilità di Fifty e della sua cura a lungo termine. Per il cane, Kelly pianifica regolarmente chiropratica e idroterapia, oltre ad altre terapie integrative.

“Tutti alla clinica mi aiutano a prendermi cura di lui, sono come una seconda famiglia. E adesso lui è più forte che mai, dopo aver finalmente riacquistato il suo peso forma”.

L’ultimo supplemento fornito a Fifty è una protesi sviluppata da Team Fifty, ossia una piccola squadra di tecnici formata da Robin Spencer, Al e Ronnie Graves.

A Fifty la sua zampa finta piace e la accetta volentieri, e presto potrà utilizzarla a tempo indeterminato.

Kelly, comunque, ribadisce che quello che lei fa per Fifty non è nulla di paragonabile a quanto il cane le restituisce.

“Fifty è quello che mi ispira ad alzarmi dal letto. Nel febbraio di quest’anno, il mio fidanzato è morto in maniera tragica e inaspettata. Non passa giorno in cui non mi senta male per questo. Eppure quel cane mi fa alzare dal letto, fare colazione, e poi mi costringe a rincorrerlo in corridoio. Mi sta accanto tutto il giorno, letteralmente. Se sono a casa lui è vicino a me. Se sono in macchina, al lavoro, ovunque, lui è vicino a me”.

La Michael cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica non solo ad una corretta considerazione dei cani di razza pitbull, ma anche all’adozione di animali disabili come Fifty.

I pibtull rimangono la razza maggiormente vittima di eutanasia nei rifugi. I pitbull disabili non hanno praticamente mai una seconda possibilità.

“So che molti pensano di non avere i mezzi per occuparsi di cani disabili, ma non è così e ci sono persone disposte ad aiutare. Per favore, non ignorate chi è diverso. Le spese veterinarie che sostengo per Fifty sono inferiori a quelle dell’altro mio cane, che di zampe ne ha quattro, e prendersi cura di Fifty è facilissimo. Se avete pazienza, vi raccomando caldamente di adottare un animale disabile, perché vi darà una dose in più d’amore”.

Kelly e Fifty non sono soltanto una famiglia ma anche colleghi di lavoro, per così dire, poiché girano l’America educando le persone in merito ai pregiudizi sui pibtull, e smontandoli uno per uno.

Di seguito, un video di Fifty.

Nelle foto: Fifty (fonte Examiner).

© All4Animals - tutti i diritti riservati - la riproduzione di questi contenuti è soggetta all'autorizzazione dell'autore degli stessi.

2 Commenti

  1. Bellissimo, molto molto bello, sono contento 🙂
    Ma quello che ha sparato?

    Un grande insegnamento.

  2. Brava Kelly Michaels, BRAVA!!!! Hai tutta la mia stima,fossero tutti cosi’!

I cookie ci aiutano ad offrirti un servizio migliore. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo. Più info | Ok, Accetto!
Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com