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Los Angeles: vietare il commercio di animali per favorire l’adozione dai canili

Los Angeles torna alla ribalta con una nuova iniziativa nei confronti degli animali meno fortunati.

Dopo il bando al foie gras nell’intero Stato della California e quello definitivo alle pellicce a West Hollywood, a Los Angeles cerca ora di vietare di commercio di animali domestici al fine di favorire l’adozione dai rifugi.

A lanciare l’iniziativa è la stessa amministrazione cittadina che pensa ad un’ordinanza specifica. L’obiettivo è ridurre considerevolmente il numero di animali abbandonati e di aumentare quello delle adozioni, in modo da sgombrare i sovraffollati rifugi losangelini ed evitare l’eutanasia degli animali ospiti.

Vale infatti la pena ricordare una volta di più che negli USA sono purtroppo ancora numerosi i canili che, per politica interna, eutanasizzano gli animali in eccesso (a prescindere da età, sesso, condizioni di salute e temperamento) se non vengono adottati entro un determinato numero di giorni dall’ingresso nella struttura.

L’amministrazione di Los Angeles tenta ora il colpo di coda per tamponare il problema (che andrebbe comunque risolto alla radice, in due modi: educando gli esseri umani a non abbandonare e abolendo i rifugi “kill”) contrastandone al contempo un secondo: quello dei puppy mill, i vergognosi allevamenti su larga scala in cui gli animali vengono cresciuti e detenuti in condizioni orribili.

Secondo l’ordinanza che Los Angeles spera di vedersi approvare, sul territorio cittadino non sarebbe più possibile commerciare in animali domestici, fatta eccezione per quelli prelevati dai ricoveri non profit.

Gli attivisti per i diritti animali approvano l’iniziativa, che chiaramente non è ben vista dai commercianti di cuccioli. I negozianti parlano di “caccia alle streghe” e ritengono che una legge simile finirebbe soltanto col favorire il mercato nero di cani e gatti.

I numeri provenienti da Los Angeles, in termini di animali ricoverati nei rifugi e soppressi, fa rabbrividire: oltre 57 mila animali ospitati solo nell’ultimo anno. Il 25% dei cani e il 57% dei gatti, soppresso per mancanza di adozione o condizioni di salute precarie.

Se Los Angeles approvasse l’ordinanza contro il commercio di animali, di fatto seguirebbe le orme di città come Brick e Albuquerque che già da tempo applicano una politica simile.

Si attende di scoprire se la proposta verrà approvata.

Foto: cani sequestrati ad un puppy mill americano (fonte Flickr).

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2 Commenti

  1. Ma magari così fosse!
    (Non è che sono in periodo elettorale forse?)
    In teoria si risolverebbero veramente un botto di problemi. (Poi si dovrebbe vedere, nella pratica…)
    Non capisco come si possa commerciare in animali, schiavi della stupidità dell’uomo, per me non è un lavoro.
    Parassitare sulla pelle altrui è solo uno schifo ingiusto ed una vergogna, dovrebbe essere messo al bando dappertutto.

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