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Dossier: 20 animali che non immaginate siano in via di estinzione

Non si stanno estinguendo solamente gli elefanti, le tigri, i rinoceronti di Giava e di Sumatra di cui, giustamente, si parla molto spesso.

Il pugno di ferro dell’uomo, che da solo – come un virus – distrugge tutte le specie che gli capitano a tiro, si abbatte da tempo anche su specie che quasi nessuno immagina essere in via di estinzione. Tra gli animali comuni per la nostra generazione, quelli che siamo abituati a vedere e di cui parliamo come se fosse la cosa più normale del mondo, ve ne sono alcuni che i nostri figli, o i figli dei nostri figli, probabilmente non vedranno mai vivi.

// Zebra

L’icona delle pianure africane, l’immancabile animale presente in quasi tutti i documentari sulla fauna selvatica, la preda per eccellenza dei grossi felini appartiene ad una delle specie in pericolo. In Africa ne esistono varie sottospecie, tra cui la zebra di pianura e quella di montagna. Quest’ultima è purtroppo entrata di diritto nella lista delle specie vulnerabili. Della rara zebra di Grévy, invece, non rimangono che 2500 esemplari in libertà.

// Pavone

Non penseremmo mai che i pavoni siano una specie in via di estinzione, perché siamo abbastanza abituati a vederne. Eppure alcune delle loro sottospecie, come il pavone del Borneo e quello di Hainan (originario della Cina) rischiano di sparire. Perché? Per la perdita dell’habitat. Al mondo restando solo dai 600 ai 1700 pavoni del Borneo e dai 350 ai 1500 pavoni di Hainan.

// Giraffa

La giraffa è praticamente una parte del panorama africano, con le sue lunghe zampe e l’andatura dinoccolata. La maggior parte delle specie di giraffa non preoccupa i conservazionisti, ma la sottospecie appartenente alla giraffa di Rothschild (altrimenti conosciuta come giraffa Baringo o giraffa Ugandese) è in pericolo. I pochi esemplari rimasti sono protetti in aree specifiche in Uganda e Kenya, mentre quasi 500 sono rinchiuse negli zoo di tutto il mondo.

// Colibrì

I preziosissimi colibrì rischiano di sparire. Quelli di Oaxaca sono ormai ridotti ad un massimo di 1700 esemplari nel mondo, mentre i colibrì delle Mangrovie, scoperti solo nel 2005 in Costa Rica, già rientrano tra le specie in allarme rosso.

// Cavallo

Il cavallo di Przewalski, imparentato con i suoi cugini domestici ma selvaggio, è in condizioni critiche. Addirittura era stato inserito nelle liste degli animali estinti in natura dal 1960 al 1996. Poi, un sopravvissuto venne individuato in libertà e altri individui detenuti dall’uomo vennero reintrodotti in natura. Al momento, ne esistono solamente 50. Altri cavalli di Przewalski (in numero maggiore, in verità), sono detenuti in strutture come zoo e centri di riproduzione. La maggiore minaccia a questa specie è, di conseguenza, la perdita di diversità genetica con conseguenti malattie letali.

// Scimmia Urlatrice

L’Alouatta, meglio conosciuta con il nome di Scimmia Urlatrice, è indigena dell’America Centrale e del Sud e la perdita dell’habitat, oltre alla predazione da parte degli umani, l’ha messa in ginocchio. La scimmia urlatrice guatemalteca diminuirà il suo numero del 60% nei prossimi 30 anni. La scimmia urlatrice Mano Rossa è già in via di estinzione, con 2500 esemplari rimasti in natura.

// Pipistrello della Frutta

Che molte specie di pipistrelli siano in grave difficoltà è cosa nota, soprattutto a causa della recente sindrome del naso bianco. Tuttavia, molte sottospecie di pipistrelli della frutta rischiano di non sopravvivere affatto. Tra questi l’Acerodon Jubatus (solo 10,000 rimasti), il Salim Ali (350 in natura, al massimo), il pipistrello col collare di Sao Tomé (rarissimo, non esistono neppure stime relative al numero) e il Neopteryx Frosti (solo sette individui!).

// Scoiattolo di terra

Dei roditori non si parla in genere con molto amore e meno ancora si tende a proteggerli, un po’ per una stupida antipatia generalizzata e un po’ perché queste specie intelligenti hanno una grande capacità di adattamento e sopravvivenza. Ma se non ci sono posti in cui possono vivere, c’è poco che possano fare. A causa dell’agricoltura e delle dosi massicce di veleno, lo scoiattolo di terra californiano è ridotto al 20% della sua popolazione, con un massimo di 400,000 individui rimasti.

// Delfino

Della tragedia dei delfini di Taiji e di quelli delle isole Far Oer si conosce quasi ogni dettaglio. Tuttavia in pochi immaginano che l’intera specie sia a rischio di scomparsa definitiva. Il delfino di fiume dell’Asia del Sud ha due sottospecie, il delfino del Gange e il Platanista minor. Nonostante i grandi sforzi conservazionisti, del primo restano al massimo 1800 esemplari e del secondo, solamente 965.

// Ragno-lupo

Il Lycosidae, meglio conosciuto come ragno-lupo, sta estinguendosi nelle sue sottospecie Adelocosa anops. Scoperte nel 1971, queste sottospecie sono in lista rossa dal 2000.

// Topo

Ebbene sì, anche i topi rischiano di sparire. Odiatissimi, vituperati, massacrati e vittima di pregiudizi difficili da scardinare, i topi sono in via di estinzione nella sua versione nepalese, messicana e gautemalteca, e sudafricana.

// Parrocchetto

Splendide specie di questo popolare volatile domestico sono in via di estinzione proprio a causa della loro fama come “compagni di vita degli umani”. Il Parrocchetto del Sole e il Parrocchetto Guance Grigie sono declinati vertiginosamente nel loro numero a causa della cattura in natura. L’altro fattore estintivo riguarda naturalmente la perdita dell’habitat, in particolare per il Parrocchetto di Soccorro, un specie ridotta ormai a soli 250 esemplari liberi.

// Gambero d’acqua dolce

Molti amano trovarselo nel piatto. Altri lo preferiscono libero. In ogni caso, questi crostacei – come molti altri abitanti delle acque – sono in netto declino. Tra le specie incluse nella lista rossa vi sono l’Austropotamobius pallipes, il Cambarus pecki e il Cambarus speleocoopi.

// Cervo

Molte specie di Moschidi, così antichi da somigliare agli animali preistorici che furono i primi mammiferi a mettere zoccolo sul pianeta, sono in pericolo. Le specie includono il moschide dell’Himalaya, quello nero, quello del Kashmir e quello della Foresta Cinese. Ma non solo.

// Bufalo d’acqua

Il bufalo d’acqua è il cugino selvatico dei bufali normalmente allevati dall’uomo. In natura non ne rimangono che 2500 e i ricercatori stimano che la specie sia declinata nel numero di oltre il 50% nelle ultime tre generazioni. La minaccia più grande al bufalo d’acqua include la mescolanza genetica con quello domestico, oltre naturalmente alla caccia spietata e alla perdita dell’habitat.

// Avvoltoio

Tanti non li amano perché non li ritengono belli, eppure l’avvoltoio egiziano fa eccezione con la sua sfolgorante apparenza. Questo volatile, che ancora si trova in Europa, Africa e India è ormai piagato dal rischio estintivo, e sopravvive con una popolazione che oscilla dai 13mila ai 41mila individui.

// Ippopotamo

Il piccolo cugino di questo gigantesco animale, l’ippopotamo pigmeo, è quasi scomparso. Questa creatura rotondetta, adorabile nell’aspetto e molto timida sopravvive in meno di 3000 esemplari e continua a perdere habitat. In cattività sono detenuti 303 esemplari. In natura, le stime potrebbero essere per eccesso.

// Leone Marino

Intelligentissimi e furbi, i Leoni Marini non sono riusciti tuttavia ad evitare di finire nella lista delle specie in pericolo. Il Leone Marino di Steller, il quarto pinnipede in grandezza la mondo, sopravvive con meno di 118 mila esemplari in costante diminuzione soprattutto nella delicata zona del Golfo dell’Alaska. Il Leone Marino Australiano è nei guai anch’esso, con una popolazione stimata in meno di 14mila esemplari.

// Gazzella

Quest’altra protagonista dei più classici documentari sugli animali della savana è in pericolo, e non certo per i suoi predatori naturali. La Gazzella di Cuvier, localizzata nell’Africa del Nord Est, sopravvive in 1750-2950 esemplari. Quella del Sahara, solo in 250. La Gazzella di Speke, originaria del Corno d’Africa, è già estinta in Europa e la popolazione rimasta in Somalia sta rapidamente declinando a causa della caccia selvaggia e della perdita dell’habitat.

// Tordo

Questo meraviglioso volatile ci sta abbandonando per sempre alla Galapagos, nella sua specie di San Cristobal. Ne restano solo 5300, poi dovremo dirgli addio.

Madre Natura fa ogni cosa per una ragione, e se alcune specie spariscono naturalmente perché non hanno una funzione, tutte quelle elencate in questa lista sono sul punto di estinguersi a causa delle azioni di una sola specie: la nostra. È terribile pensare che le azioni dell’essere umano mettano in tale difficoltà animali presenti da sempre sul pianeta, importanti per l’habitat, che meritano rispetto, riconoscimento e tutela all’interno dell’ecosistema.

Se l’uomo non cambia rotta, finirà davvero molto presto di scavare la fossa al futuro.

Nelle foto: una zebra (fonte Flickr), una giraffa (fonte Flickr), pipistrelli della frutta (fonte Flickr) e un avvoltoio (fonte Flickr).

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Un commento

  1. Per salvare il pianeta si dovrebbe estinguere una sola specie: la nostra.

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