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Ucraina: si cerca di legittimare l’uccisione dei randagi con un’apposita legge

L’Ucraina degli orrori di Euro 2012 (e degli orrori di prima e dopo Euro 2012) è arrivata in questi giorni al suo minimo storico, con il tentativo di legittimare l’uccisione di cani e gatti randagi a colpi di fucile.

La notizia è riportata da Geapress, che sottolinea come a tentare di rendere totalmente legale la brutale attività dei dog hunter sarebbe stato addirittura il Primo Ministro ucraino Mykola Azarov.

Particolare sconcertante riguarda l’inserimento dell’uccisione dei randagi nel quadro normativo relativo alla caccia. In sostanza, una vera e propria attività venatoria che comprenderebbe non solo i cinghiali e i cervi, ma anche i cani e i gatti. La motivazione è la solita, vuota di significato e piena di paroloni: “gestione e uso sostenibile delle risorse naturali e sicurezza ambientale”.

Attraverso una serie di permessi di caccia gratuiti rilasciati direttamente dalle autorità governative ucraine, in pratica, i dog hunter diventerebbero veri e propri cacciatori autorizzati a sparare a sangue freddo ai già sfortunatissimi randagi.

La figura maggiormente di spicco tra quelle che si oppongono a questa assurda legge è rappresentata da Leonid Kravciuk, purtroppo ex presidente Ucraino e grande amante degli animali, che nel corso di una recente manifestazione animalista tenutasi a Kiev ha dichiarato: “Dobbiamo lavorare affinché chi vuole uccidere i cani non possa entrare in Parlamento. Chi si rende responsabile dell’uccisione di un animale è pronto poi ad uccidere un uomo”.

Nel frattempo, le uccisioni continuano primariamente a colpi di veleno. Fino ad ora sotto otto i cani uccisi tra quelli seguiti dall’attivista Andrea Cisternino e, non sorprendentemente, curati da una volontaria in particolare. Presi a bersaglio e ammazzati con premeditazione, dunque, come sempre.

Cisternino sottolinea anche come, dopo lo shock delle rivelazioni relative alle uccisioni di massa dei randagi per Euro 2012, sia tornato un agghiacciante silenzio sulla vicenda. Dalla Germania, tuttavia, verranno inviati impianti di videosorveglianza per cercare di tenere sotto controllo le aree in cui si tenta, disperatamente, di proteggere i cani bersaglio dei dog hunter.

E l’Italia? L’Italia, per il momento, non invierà proprio niente. L’Italia sembra aver addirittura finito di parlare del problema.

Foto: alcuni cani uccisi in Ucraina (fonte Cisternino).

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2 Commenti

  1. Ma dove sono umanità, empatia e compassione? E c’è ancora qualcuno che dice che l’uomo è la massima espressione divina… il mondo è pieno di queste persone che di umano non hanno nulla e quando sono a capo di qualche stato fanno ancora più danno e più rabbia!!

  2. Che maledetti bastardi…

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