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[VIDEO] Oggi è il World Rhino Day 2012, la giornata mondiale del rinoceronte

Ne sono rimasti pochissimi e, quei pochi che restano, oggi dovrebbero essere nella mente di tutti gli amanti degli animali.

Si festeggia il World Rhino Day, la giornata mondiale del rinoceronte, dedicata alla sua salvaguardia e protezione.

Come sempre in questi casi, l’obiettivo è informare e sensibilizzare il pubblico in merito alla situazione di questi animali, ormai assai critica se non disperata.

Decimati, massacrati, uccisi senza pietà per il loro corno, i rinoceronti appartengono ad una specie che forse la nostra generazione sarà l’ultima a vedere viva.

Da anni, nei parchi africani in cui i pochi esemplari di rinoceronte rimasti sopravvivono a stento, si cerca disperatamente di porre fine a questa strage di innocenti, arrivando addirittura al punto di tagliar loro il corno: menomare un animale di una delle sue caratteristiche chiave per salvargli la vita la dice lunga sul livello di aberrazione e totale mancanza di empatia a cui è arrivato l’uomo.

Tra l’altro, si tratta di una soluzione totalmente inefficace: se Madre Natura ha dotato il rinoceronte del corno un motivo c’è, ed è l’autodifesa. Privarli della loro arma, dunque, li rende ancora più vulnerabili.

L’unica soluzione efficace sarebbe aumentare esponenzialmente la vigilanza, investendo denaro nella formazione di guardie e ranger incaricati di difendere gli animali dai continui e spietati attacchi dei bracconieri.

Fino ad ora, ad ogni piccola vittoria corrisponde una sconfitta, e i rinoceronti vengono massacrati senza sosta.

Gli esemplari di Giava e Sumatra sono letteralmente sul filo del rasoio, e il loro rischio di estinzione è altissimo, palpabile con mano. E non solo a causa del bracconaggio feroce, ma anche per la perdita dell’habitat e per i cambiamenti climatici. Tutte cause di cui l’uomo è e rimane, comunque, il solo responsabile.

L’ultimo rinoceronte vietnamita è morto nel 2010 per mano di un bracconiere e in Sudafrica, dove alcuni esemplari cercano strenuamente di resistere alle aggressioni, la media delle uccisioni rimane altissima: uno al giorno.

Il rinoceronte di Giava sopravvive in meno di cinquanta esemplari, nessuno dei quali completamente libero: si trovano tutti all’interno di un parco nazionale. Quello di Sumatra non arriva ai duecento.

Per oggi, pensiamo a loro prima ancora che a tutti gli altri. Se l’uomo non cambia, e non smette di scavare la fossa al futuro, questi animali ci diranno addio molto presto.

Foto: il World Rhino Day in una locandina (fonte).

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Un commento

  1. “L’unica soluzione efficace sarebbe aumentare esponenzialmente la vigilanza, investendo denaro nella formazione di guardie e ranger incaricati di difendere gli animali dai continui e spietati attacchi dei bracconieri.”

    L’unica vera soluzione è eliminare la domanda.
    Aumentare i ranger non è la soluzione. Più sarà difficile catturarli, più il costo del corno sarà alto e più cruenta si farà la caccia.
    Solo eliminando la domanda si può aiutare i rinoceronti. Dovrebbe essere un organo sovranazionale come l’ONU a promulgare leggi tali da arrivare all’eliminazione della domanda, anche con embarghi presso le nazioni le cui richieste creano il problema.
    Purtroppo la maggiore domanda arriva dalla Cina, che ci tiene tutti per le palle.
    Cantiamo il deprofundis per il povero Rinoceronte… poi atticchiamolo per la tigre e per l’elefante… con quei piccoli bastardi in giro non c’è speranza.

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