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Gatti nel mirino dei sadici: casi di violenza e abbandono in tutta Italia

Una gatta e i suoi piccoli appena nati lasciati in un cartone, in autostrada. Una gattina lanciata da un camion in corsa. Un micio crocifisso e impallinato. Una gatta chiusa in un trasportino e lasciata al sole in mezzo al nulla.

Nelle ultime ore sembra essersi scatenata una vera e propria ondata di violenza nei confronti dei piccoli felini, oggetto di sevizie in svariate parti d’Italia e protagonisti di raccapriccianti, vergognosi fatti di cronaca.

Una gatta e i suoi tre cuccioli appena partoriti sono stati abbandonati all’interno di uno scatolone di cartone in un’area di sosta localizzata sull’autostrada A12, tra Chiavari e Rapallo. Impossibile risalire all’incivile che li ha lasciati lì. Fortunatamente, tuttavia, la famigliola felina è stata notata e soccorsa da un automobilista che si era fermato per una sosta, e che ha subito richiesto l’intervento della Polstrada. Gli agenti sono giunti sul posto assieme ad un rappresentante della Protezione Animali locale e mamma e cuccioli sono già stati adottati da una signora di Chiavari.

Un’altra gattina, di circa 30 giorni di età, è stata invece lanciata da un camion in corsa nei pressi del cimitero comunale di Asti. La fortuna, in questo caso, è stata che la scena venisse notata da un’addetta dell’ASL AT che è subito corsa a soccorrere l’animale, poi affidato all’Azienda Sanitaria Locale per le prime cure.

La piccola è un classico gatto tigrato, ridotto in condizioni di grave malessere: ipotermica (33 gradi di temperatura), denutrita, disidratata, affetta da rinite e congiuntivite.

La gattina, ribattezzata Giovedì, è ora seguita dai veterinari e accolta in un locale ambulatorio e, qualora si rimettesse, verrà data in adozione.

A Caserta una micia è stata ritrovata abbandonata all’interno di un trasportino cosparso di feci di topo. La gatta è stata lasciata in un tratto di strada chiuso al traffico a causa dello smottamento della carreggiata, ossia in una zona potenzialmente deserta, dove un ritrovamento poteva essere difficile. È stata soccorsa solamente perché alcune Guardie del WWF che stavano perlustrando la zona hanno notato il trasportino.

Al momento del recupero, la micia mostrava tutti i segni di un grave colpo di calore, era disidratata e presentava una dermatite. I veterinari che l’hanno esaminata sono stati chiarissimi: sarebbe morta nell’arco di pochi minuti senza il fortunoso intervento delle Guardie del WWF.

La storia ha un lieto fine: superata la fase critica, la gattina bianca è stata adottata da una famiglia della zona.

In una zona di campagna del Villorese, infine, qualcuno ha infierito su un gatto randagio dapprima legandolo ad un palo in posizione “cristica”, come se fosse crocifisso, e poi impallinandolo con un fucile.

Sono stati due coniugi della zona ad accorgersi del micio, ancora immobilizzato in quella posizione assurda, ferito e sanguinante. Il gatto è stato soccorso ed ora si trova in cura presso un veterinario della zona. Lo stesso medico, il dottor Giovanni Straquadanio, che sta cercando di salvare la vita al povero animale, chiede che nella zona vengano intensificati i controlli al fine di individuare gli annoiati aguzzini responsabili di questo ennesimo gesto di violenza.

La coppia che ha soccorso il micio ha presentato denuncia contro ignoti per il reato di maltrattamento di animali.

Nelle foto: la piccola Giovedì (fonte) e la micia salvata a Caserta (fonte).

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6 Commenti

  1. Oh Dei del Cielo… certe cazzate non le ho lette nemmeno sui muri dei bagni pubblici…

  2. In effetti, questo genere di paragoni mi pare davvero fuori luogo.
    E’ un po’ come quando a noi, che amiamo gli animali, rinfacciano i bambini che muoiono di fame… senza sapere che amiamo anche loro e che – in silenzio – aiutiamo anche loro.
    Il razzismo si rivela sotto varie forme. Io non faccio di tutt’erba uno Sfascio, mi baso sulla statistica.
    Certo è che i miei gatti, ammazzati dai cinesi, sotto la mia abitazione, non tiferanno per i loro assassini.
    Sono per questo “razzista”?
    o sono forse solamente “realista” ed amavo i miei gatti?

  3. il legame fra i maltrattamenti verso animali e gli extracomunitari è proprio lampante! il tuo ragionamento è davvero bigotto e insensato…nveire contro chi maltratta gli animali e poi dimostrarsi apertamente razzista verso le persone poi…
    secondo te sono gli extracomunitari che comprano cani per poi buttarli nei pozzi quando magari aspettano dei cuccioli? che li buttano nei cassonetti oppure semplicemente li abbandonano dove per loro non c’è speranza? secondo te sono loro che legano i gatti e poi li impallinano? penso abbiano altro a cui pensare, a differenza di ragazzini viziati ed in cerca di divertimenti malsani e di molti italiani senza cuore e cervello!ma dove vivi e sopratttutto come ragioni!?!

  4. noi non siamo santi ma io sono sempre piu’ convinta che crudelta’ simili sugli animali hanno radici nel gran numero di immigrati,che ,per le “culture” da cui provengono,hanno per gli animali il piu’ profondo disprezzo.poi una volta qui da noi vivono come ingiustizia il nostro prendercene cura mentre loro pretenderebbero essere al centro della situazione.altrettanto avviene con le donne…con la religione,con la casa.
    averli fatti entrare,ha significato spesso vederceli rivoltare contro,perche’ loro ,pur essendo qui,vogliono imporsi,non integrarsi!

  5. Quando leggo di sevizie, torture e atrocità di ogni genere, compiute sui nostri fratellini animali, mi viene da piangere. E mi viene alle labbra una sola parola:
    “Perché?”

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