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[VIDEO] L’orso Ben è finalmente libero dopo anni in una prigione di cemento

È rimasto chiuso per anni in un bugigattolo di cemento, l’orso Ben, bevendo la stessa acqua stagnante e girando in tondo disperato. Mangiando crocchette per cani che gli venivano lanciati sullo stesso pavimento dove faceva i suoi bisogni. Trascorrendo il suo tempo da solo, talvolta giocando con una vecchia palla ormai rotta.

La questione della prigionia di Ben era diventata nota lo scorso aprile, quando erano iniziati i tentativi di salvataggio e soprattutto di sequestro dal proprietario, il Jambbas Ranch Tours di Fayetteville, in North Carolina.

Il Jambbas è una sorta di zoo che da anni ignora le più basilari regole di benessere animale imposte dall’Animal Welfare Act americano. Non è un caso che la struttura sia stata citata più e più volte per violazioni che includevano condizioni sanitarie insoddisfacenti, gabbie pericolose per gli animali, assenza di adeguato supporto veterinario, assenza di cibo e acqua sufficienti. Eppure, il Jambbas continua a lavorare e a tenere prigionieri gli animali in condizioni disastrose.

Tra questi animali c’era Ben, e non c’era bisogno di un esperto per giudicare quanto soffrisse. Tuttavia, le associazioni animaliste che hanno agito per la sua liberazione, PETA in collaborazione con The Animal Legal Defense Fund, hanno chiesto il parere della specialista Else Poulsen.

La Poulsen aveva così descritto le condizioni dell’orso: “Ben soffre enormemente e l’intervento è, a questo punto, da considerarsi critico. L’animale esibisce i tipici comportamenti aberranti di un orso che soffre di deprivazione sensoriale a causa di una detenzione inappropriata. Trascorre la sua giornata a camminare avanti e indietro, a supplicare cibo dai visitatori, e a dormire. Nient’altro”.

La stessa sofferenza è stata riscontrata in tutti gli altri animali detenuti allo zoo Jammbas: capre, mucche, maiali, conigli, pecore, bisonti, alci, cervi, e cani.

Se per gli altri ospiti della struttura le condizioni sono rimaste inalterate e si continua a combattere, almeno Ben è stato portato in salvo.

Negli scorsi giorni, le due associazioni in sinergia hanno organizzato per lui il trasferimento dall’odiato zoo ad un santuario per orsi in California, il Performing Animals Welfare Sanctuary.

Qui, Ben ha a disposizione uno spazio assai ampio, una piscina in cui fare il bagno, alberi su cui arrampicarsi, e stimoli con cui arricchire le sue giornate.

E Ben, che non ha mai avuto niente o che forse, semplicemente, non ricorda di aver avuto mai nulla al di fuori di quella piccola gabbia di cemento, è finalmente felice.

Nei due video che proponiamo a seguire, scoprirete le condizioni di detenzione di Ben allo zoo e quelle attuali, al santuario.

Foto: un orso rinchiuso (fonte PETA).


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