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[VIDEO] Storia a lieto fine di Oogy, ex cane-esca con solo mezza testa

Sembra quasi che Oogy abbia solo mezza testa. Eppure i suoi occhi sorridono alla vita, e nonostante l’espressione sbilenca, lo sguardo appare sempre divertito, persino ironico.

Quella di Oogy, storpiatura affettuosa del termine “ugly”, brutto, è una storia difficile ma con un lieto fine bellissimo, e a raccontarla è il suo umano, Laurence M. Levin.

“Quando il nostro cane Oogy aveva circa dieci settimane di vita e pesava appena nove chili se ne stava legato ad un palo e faceva da esca per un pitbull.

La parte sinistra della sua faccia, inclusa la maggior parte del suo orecchio sono stati strappati via. È stato morso così violentemente che una parte della mandibola gli si è fratturata.

Poi, è stato buttato in una gabbia e lasciato a morire dissanguato.

È stato trovato dalla polizia nel corso di un raid e trasportato al pronto soccorso veterinario dell’Ardmore Animal Hospital, nei sobborghi di Philadelphia.

Lì, la direttrice Diane Klein si è semplicemente rifiutata di lasciarlo morire.

Il dottor James Bianco, a capo dell’ospedale, l’ha operato per ore per fermare le emorragie, rimpiazzare il sangue perduto, e suturare quella cosa piena di buchi che era diventata la faccia di Oogy. Con l’aiuto di tutto lo staff, in qualche modo e contro ogni previsione, Oogy è sopravvissuto.

I registri del pronto soccorso sono spariti da tanto tempo. Il risultato è che non so quale squadra di polizia abbia compiuto il raid o dove fosse la struttura. Non so come abbiano scoperto che c’erano combattimenti tra cani in quel posto o cosa sia accaduto alle persone che hanno arrestato. Non saprò mai perché il cane che ha attaccato Oogy non lo abbia ucciso. Non saprò mai perché i proprietari di Oogy non l’abbiano semplicemente finito con una pallottola in testa perché smettesse di soffrire.

Sono sempre soverchiato dall’incomprensibilità delle circostanze. Se tutto non fosse andato come è andato, questa storia non sarebbe mai stata scritta”.

“Quando io e i miei figli vedemmo Oogy per la prima volta, all’ospedale, lui era pronto per la sua passeggiata. Comunicava una tale gioia, tanto splendeva, quasi danzava. Era completamente bianco ad eccezione del lato sinistro della testa, che era di tessuto cicatriziale rosa intenso e gonfio, come se la faccia gli si fosse sciolta. L’orecchio destro gli ricadeva mollemente sulla testa, quello sinistro era schiacciato e grande come un pollice.

Era dolce come il burro e ci riempì di baci e noi ci innamorammo di lui all’istante.

“Questo è uno dei cani più felici che io abbia mai conosciuto”, ci disse il dottor Bianco. “Non posso immaginare come sarebbe se non gli avessero strappato metà della faccia”. Diane portò Oogy a casa per diverse settimane per assicurarsi che fosse mansueto con i bambini e per educarlo. Il dottor Bianco riteneva che Oogy fosse un pitbull, cosa che rese mia moglie Jennifer un po’ apprensiva.

Ma il dottore la rassicurò: “Non c’è nulla di cattivo in questo cane”. Mia moglie si disse preoccupata che potesse mordere qualcuno, ma il dottore la guardò è rispose: “Questo cane non morderà mai nessuno, mai”. E nonostante questo, in più di un’occasione, alcune persone hanno deciso di non lasciare avvicinare i loro bambini ad Oogy dopo aver saputo che era un pitbull”.

“Il dottor Bianco stimò che, da adulto, Oogy sarebbe arrivato a pesare più di venti chili. Al suo primo check up, sei mesi dopo, il cane ne pesava più di trenta. Quando entrammo in clinica per quella visita, una donna esclamò: “Ma quello è un Dogo!”. “Che cos’è un Dogo?”, chiesi io.

Lei rise e rispose che non era sicura. Scoprimmo poi che il Dogo Argentino è specificamente addestrato per cacciare cinghiali e leoni di montagna, che può pesare più di cinquanta chili e costare migliaia di dollari. Che i dogo cacciano in branco, che sono stati creati per correre lunghe distanze in maniera piuttosto veloce. Che corrono assieme alla loro preda e che si raggruppano per abbatterla.

Oogy può correre – anche se, a dire il vero, il suo è un salto più che una corsa: si lancia in grandi salti con tutte e quattro le zampe per aria. I suoi arti posteriori sono così muscolosi che quando si siede le chiappe neppure toccano terra. Sembra un pitbull che ha preso steroidi.

Sebbene i Dogo siano cacciatori feroci, sono anche membri della famiglia molto gentili e leali. L’aggressività è stata estirpata in parte dai loro geni in modo che siano in grado di cacciare in branco.

Oogy adora il contatto fisico, ne ha bisogno. Ora che ha quasi sei anni, Oogy pesa più di 50 chili ed è tutto muscoli, ma non lo sa e quindi vuole stare in braccio. Se sono sul divano, Oogy si arrampica e si siede sulla mia spalla come una specie di pappagallo. Quando sto in piedi, semplicemente appoggia la testa contro la mia gamba. Quando è contento muove il muso in modo buffo, quando è felice soffia come un treno a vapore.

Oogy è a suo agio attorno agli amici dei miei figli come lo è attorno ai miei figli. Allo stesso modo, sappiamo bene che se ritenesse che qualcuno ci sta minacciando, si comporterebbe in modo del tutto diverso.

Il dottor Bianco mi disse che non voleva raccontarmi cosa Oogy era stato costretto a patire prima di essere salvato, ma ci sono dei momenti in cui quel passato colpisce il mio cane. Un giorno mise la testa fuori dalla porta mentre io, sul patio, stavo prendendo a calci un sasso.

Non appena vide il gesto del calcio, corse di nuovo dentro casa. Non si poteva fraintendere lo sguardo di puro terrore nei suoi occhi.

Se mentre dorme qualcuno gli tocca il treno posteriore, il suo istinto è di ringhiare. Smette immediatamente, però, prima ancora di svegliarsi. Ho conosciuto altri cani vittime di abusi che avevano la stessa reazione. Si vede che vengono presi a calci nei reni.

Oogy ha sempre odiato la gabbia, una cosa strana perché molti cani ci si sentono sicuri. Lui no: lui abbaiava e abbaiava ogni volta che ce lo mettevamo dentro per portarlo da qualche parte.

Quando aveva un anno abbiamo chiamato un’educatrice. Lei si sedette per terra con Oogy e gli parlò per cinque minuti.

Noi non sentivamo cosa diceva ma quando sollevò lo sguardo i suoi occhi erano lucidi.

“Oogy vuole che sappiate”, disse, “quanto apprezza l’amore e il rispetto che gli mostrate”.

Poi ci chiese delle sue abitudini quotidiane. Iniziai mostrandole dove lui dormiva, nella gabbia.

E lei rispose: “Dovete lasciarlo uscire da lì”.

“Perché?”.

“Perché lui associa l’essere in una gabbia con quell’orecchio strappato”.

Oogy non rientrò mai più nella gabbia.

Per i miei figli, all’epoca dodicenni, Oogy diventò un fratellino. Una notte dormiva con uno, una notte con l’altro. Presto venne soprannominato “il terzo gemello”.

Noi non vedemmo mai le deturpazioni sul suo volto se non attraverso gli occhi degli altri.

Quando andavamo in macchina e lui stava con la testa fuori dal finestrino, spesso la gente lo fissava sbigottita cercando di capire cosa stava osservando. Un lato della faccia di Oogy era normale, l’altro sembrava un gargoyle.

Quando Oogy cominciò a crescere, le cicatrici si ampliarono. Non poteva chiudere completamente l’occhio sinistro, che quindi lacrimava sempre. Una parte del labbro rimaneva sollevata in una smorfia perpetua, mostrando alcuni denti. Visto da quel lato sembrava un cane-coccodrillo.

Il dottor Bianco ci disse che Oogy aveva dolore perché il tessuto cicatriziale gli distorceva i muscoli facciali.

E così, quando aveva poco più di due anni e aveva smesso di crescere, Oogy venne sottoposto ad un intervento chirurgico di tre ore e mezzo. Venne rimosso il tessuto cicatriziale e questo risultò in un buco della dimensione di una palla da softball nel cranio di Oogy. Il dottor Bianco tolse tessuto da una delle zampe posteriori e gli ricostruì un lato della testa.

Poiché la parte di mandibola fratturata era stata rimossa la sua struttura facciale era alterata. La carne e i muscoli che erano stati morsi si erano atrofizzati a causa dell’assenza di flusso sanguigno adeguato, e quindi la parte superiore del cranio di Oogy scivola giù mentre il lato destro della faccia risulta più sollevato per via dell’operazione.

Il risultato è che Oogy sembra un po’ sbilenco.

A parte questo, lui è come qualunque cane cui sia rimasto un solo orecchio.

Una parte essenziale della storia di Oogy riguarda il fatto che la clinica veterinaria non ha mai accettato un soldo per tutto il lavoro fatto: non per gli interventi, non per le visite, non per i medicinali, non per i test, neppure per il microchip. Quando ho voluto pagare, mi hanno semplicemente risposto che Oogy era gratis. Loro lo hanno salvato, noi gli abbiamo dato una casa, e insieme lo amiamo”.

“Andare a passeggio con Oogy è come camminare accanto a un candidato sindaco. Vuole conoscere tutti.

Dal momento che è stato vittima di abusi sia da parte degli esseri umani che dei cani, gli estranei si sorprendono sempre di quanto ami tutti senza distinzioni. Quando le persone lo vedono per la prima volta, chiedono sempre se è innocuo. Io rispondo loro che ha ucciso due persone a suon di baci”.

“E quando sentono la sua storia sono meravigliati dalla sua serenità e dignità. La parola “dolce” viene usata per descriverlo più di qualunque altra. La verità è che chiunque incontra Oogy se ne innamora.

Alcuni vedono in lui un sopravvissuto, uno spirito indomabile, l’ottimismo personificato. Altri apprezzano la seconda possibilità che ha avuto nella speranza di averla a loro volta. Ma c’è un elemento comune, ed è che Oogy è la prova vivente che tutto ciò che conosciamo esiste: l’inesplicabile, la perdita, la tragedia, i problemi apparentemente insormontabili. E che tutto questo può essere superato mantenendo intatta la propria grazia, che ci può essere felicità oltre l’orrore”.

Nelle foto: un primo piano di Oogy (fonte), Oogy con uno dei suoi padroncini (fonte), Oogy in poltrona (fonte), Oogy e il suo padrone Laurence (fonte), Oogy sorride (fonte).

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10 Commenti

  1. E’ una storia meravigliosa! Questa famiglia meriterebbe il premio Nobel…BRAVI !! L’amore vince sempre su tutto!!

  2. Quanta miseria c’è in noi …pseudoumani !

  3. Animali = Insegnanti di Vita! 🙂
    Meraviglioso…Grazie!

  4. Una storia triste e meravigliosa allo stesso tempo…
    Sono davvero felice che questa meraviglia abbia avuto l’opportunità di vivere come merita. La sua famiglia è davvero speciale e vorrei leggere sempre più spesso storie così… sono commossa…

  5. è bellissimo

  6. una storia triste che si è risolta nel migliore dei modi grazie a una famiglia speciale e a dei veterinari unici

  7. sono commossa..ho una doga e in lei riconosco le caratteristiche di dolcezza e affetto verso il nucleo familiare..anch’io ho salvato la mia piccola Nora da degli uomini bastardi e senza amore che la picchiavano e la tenevano chiusa in casa. non era sfigurata,ma emotivamente turbata.. lei mi ha scelta e da allora siamo inseparabili. per un cane salvato chissà quanti altri periscono per la cattiveria che l’uomo ha nel cuore…odio e mi fa malissimo sentire queste storie, vorrei che mai più nessuno comprasse cani, ma che tutti ci limitassimo a salvare gli Oogy del nostro pianeta..utopia animalista..

  8. Stefania pistolato

    Questa e’ una storia di voglia di vivere. Di un’angelo bianco salvato e amato da una splendida e grande famiglia.

  9. grazie a tutti per avermi testimoniato una volta di più come un animale può essere migliore di tanti umani che si definiscono razza superiore… e grazie anche alla famiglia che ha accolto oogli con tanto affetto e ai dottori che l’hanno curato disinteressatamente.
    Carlo

  10. brutti bastrardi in inferno devo andare anzi in pasto agli squali li metterei!

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