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[VIDEO] Dopo Navarre, Petra: ma il miracolo della lupa si è compiuto, e lei è libera

A Navarre siamo stati costretti a dare un doloroso addio, perché se n’è andato in un momento in cui la strada sembrava essere ormai in discesa. Petra, invece, ce l’ha fatta contro ogni previsione e in un sorprendente gioco del destino, ha raggiunto quella libertà che avrebbe atteso anche Navarre.

Quella che vi riportiamo di seguito è la storia della lupa del miracolo, Petra, raccontata dagli esperti del Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica Monte Adone, a Sasso Marconi.

“Lo scorso mese di luglio, quando l’attività del Centro era al suo apice, è stato chiesto il nostro intervento per aiutare Petra, una giovane lupa di circa un anno.

Rinvenuta investita a bordo di una strada alle prime luci del mattino, Petra sembrava priva di vita.

Il servizio veterinario della zona, intervenuto per recuperare l’animale, si è in realtà subito reso conto che la lupa era in gravissime condizioni, ma ancora viva; dopo essere stata trasportata ad un vicino ambulatorio veterinario, siamo stati contattati per recuperare l’animale, anche grazie alle indicazioni del Dott. Duccio Berzi, Presidente del CSDL (Centro Studi e Documentazione sul lupo), con il quale avevamo già collaborato per il lupo Navarre. Nella regione di provenienza di Petra, infatti, non vi era un Centro vicino, disponibile ad accoglierla e a curarla. Siamo stati contenti di poter offrire nuovamente il nostro supporto in favore di questa specie sempre più minacciata.

Durante il viaggio di Petra verso Monte Adone, ci siamo resi subito conto delle critiche condizioni in cui versava; una volta giunta al Centro, il tempestivo intervento dei nostri veterinari ha permesso di stabilizzarla, nonostante i sintomi del grave trauma cranico non lasciassero ben sperare.

Abbiamo temuto tutti per lei e le prime giornate di degenza e di terapie sono state quelle che hanno richiesto maggior attenzione. Dopo i primi giorni, dove il danno neurologico era davvero evidente, Petra ha iniziato a rispondere benissimo alle cure e, lentamente ma progressivamente, ha riacquistato la vitalità e tutti i comportamenti tipici di un esemplare della sua specie.

Petra ha trascorso poco più di tre settimane al Centro e all’inizio del mese di agosto, in collaborazione con il CSDL e su autorizzazione delle autorità competenti, siamo riusciti a ridarle la libertà, riportandola nel suo territorio.

Durante il viaggio verso il luogo di destinazione è stata tranquilla e non ha mai mostrato nessun tipo di stress.

Inutile nascondere l’emozione di quei brevi ma intensi istanti in cui, dopo aver aperto la gabbia di trasporto, finalmente Petra ha ritrovato la libertà!

Con i suoi bellissimi occhi color ambra, la giovane lupa ha scrutato tutto lo spazio intorno a sé, ha indugiato per qualche minuto e, prima un poco timorosa poi sempre più veloce, è corsa via tra le felci, scomparendo dietro la collina…

L’abbiamo guardata un’ultima volta e insieme a lei il nostro pensiero è tornato a Navarre: la sua storia ha portato una straordinaria consapevolezza, non solo nei tecnici del settore, ma anche nella gente “comune” per la quale il lupo è da sempre stato solo il pericoloso predatore della favola di “cappuccetto rosso”, e, soprattutto in molti bambini che, anche grazie al prezioso apporto dei loro insegnanti, hanno finalmente capito che il lupo, come tutti gli esseri viventi, non solo va rispettato, ma la sopravvivenza della sua specie è indispensabile per il delicato equilibrio del nostro ecosistema.

Quella di Petra è una bella storia e questa volta il lieto fine c’è, proprio quello che avremmo voluto anche per Navarre.

Così, quando l’abbiamo riportata in natura, le abbiamo consegnato uno speciale messaggio:

“Corri libera Petra, corri anche per Navarre e per tutti i lupi che non ce l’hanno fatta, porta un messaggio di rispetto e soprattutto di riappacificazione, proprio in questo momento in cui i conflitti con l’uomo sono sempre più accesi”.

Anche noi, a nostra volta, cercheremo di portare il messaggio a chi non vi conosce, a chi diffida di voi, a chi vi odia e non vi rispetta… un cartello del Parco Nazionale della Sila dice: “il lupo è cattivo solo nelle favole”.

E per quanto banale possa sembrare, quando all’affermazione “in bocca al lupo” tutti risponderanno “viva”, allora forse in quel momento il lupo sarà realmente fuori pericolo!”.

Dal 1989 il Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica – Monte Adone (Associazione di volontariato ONLUS) soccorre, cura e riabilita la fauna selvatica autoctona ritrovata ferita sul territorio di Bologna e provincia con lo scopo di reintrodurla in natura; accoglie inoltre la fauna esotica sequestrata per commercio/detenzione illegale e maltrattamento.

Nella foto: le fasi del recupero di Petra (fonte Geapress).

Di seguito, il video della sua storia.

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5 Commenti

  1. Un ringraziamento a tutte le persone che hanno fatto tutto il possibile per salvarla e riportarla alla vita libera, speriamo che non le succeda più nulla e viva bene la sua vita (con tanti cuccioli magari ehehe).
    Ciao piccola lupetta 🙂

  2. gennaro stammati

    commovente

  3. Lunga e felice vita libera Petra, anche per Navarre 🙂

  4. Tutto questo è meraviglioso!
    A volte esistono esseri umani davvero …umani 🙂
    A Petra auguro di vivere a lungo e felice… con una lacrima di commozione ed un sorriso di speranza.

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