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[STORIE DAL PONTE] Sobe e Spade, cani di proprietà uccisi dalla polizia perché pitbull

Se Sobe e Spade fossero stati Labrador Retriever, Cocker Spaniel o Dalmata, forse non staremmo parlando di loro. Cosa ancora più probabile, sarebbero ancora vivi, tranquilli a casa loro, con la loro famiglia che tanto li amava.

Ma Sobe e Spade erano due pitbull, e sono morti per questo motivo. Anche se erano cani di proprietà.

La storia di Sobe e Spade è molto recente, poiché la loro morte – inaspettata e devastante per i loro proprietari, è avvenuta soltanto qualche mese fa.

L’ennesimo episodio di violenza estrema ai danni di cani di questa razza è diventato pubblico su Facebook a seguito della testimonianza della proprietaria dei pitbull uccisi.

A riportare quanto avvenuto è stata l’American Pitbull Terrier Association e, successivamente, The Patrick Miracle ne ha parlato a sua volta.

La storia di Sobe e Spade comincia dalla fine, con l’immagine – che ripubblichiamo in apertura di articolo – dei corpi senza vita dei cani sulla veranda della loro casa.

“Lo scorso 25 maggio la mia giornata è iniziata come al solito, con gli occhi di Sobe che mi guardavano dal cuscino e mi imploravano di uscire in giardino e la zampa di Spade contro la mia schiena.

Era il nostro rituale del mattino.

Li ho lasciati uscire e ho notato che Sobe, il mio cane bianco, era un po’ sporco. Quindi ho deciso che li avrei messi nel loro recinto a giocare mentre pulivo casa. Una volta che avessi finito, avrei fatto il bagno ad entrambi e li avrei lasciati rientrare in casa per il resto del giorno.

Ho portato i cani fino al cortile sul retro, dove c’è il loro recinto. Ho pulito le ciotole, dato loro da mangiare e da bere.

Visto che avevo la canna dell’acqua sottomano mi sono portata avanti col lavoro e ho riempito la loro piccola piscina, cosicché, quando fossi tornata fuori, l’acqua sarebbe stata tiepida e pronta per il bagno.

Sono rientrata in casa per fare le pulizie. Sono rimasta dentro per un’ora circa senza accorgermi che i miei cani si trovavano nel giardino dei vicini. Sobe e Spade avevano spinto il cancelletto del recinto e, non so come, erano riusciti ad uscire. Ancora oggi mi chiedo come sia stato possibile, eppure è successo.

Mentre finivo di lavare i piatti, a pochi minuti dall’uscire in giardino, ho sentito dei rumori che mi hanno fatto accapponare la pelle. Ho sentito due scariche di proiettili. Una, poi una breve pausa, e la seconda. Bum bum bum. E in quel momento mi si è fermato il cuore.

Sono corsa alla porta e ho urlato i loro nomi sperando di vederli comparire dal recinto ma no, non c’erano. In compenso, appena fuori sulla strada c’era l’auto della polizia ed è lì che ho capito. Avevano sparato a Sobe e Spade.

Mi sono infilata le scarpe in tutta fretta e sono letteralmente volata dai miei vicini, dove mi hanno detto “Sì, signora, sono stato obbligato a sparare ai suoi cani”.

L’unica cosa che ho chiesto in quel momento è stata che mi restituissero i loro corpi, e mi ci è voluta un’ora di discussioni e il pagamento di 200 dollari perché me li portassero a casa. Gli agenti si comportavano in modo arrogante, come ad intendere che dovevo ringraziarli se avevano fermato i miei cani prima che uccidessero qualcuno.

Hanno litigato con me persino sul punto in cui riporre i corpi. Volevo che li posassero sulla veranda, ma questo significava che gli agenti avrebbero dovuto percorrere il giardino e sporcarsi la divisa. Uno degli agenti mi disse che era riuscito a sparare a Sobe e Spade senza sporcarsi e non gli andava di avere sangue sulle mani.

Mi disse anche che siccome ho una bambina piccola sarebbe stato scioccante per lei. Gli risposi di no, di non preoccuparsi di quello.

Mentre guardavo quell’uomo riportarmi prima Spade e poi Sobe e posizionarli fianco a fianco mi sono accorta che entrambi i cani non erano stati colpiti frontalmente, alla testa o nel petto, ma sui fianchi, sulla parte laterale della testa.

Ho nuovamente chiesto all’agente se davvero li aveva uccisi perché lo stavano caricando. Mi ha risposto che non aveva avuto altra scelta.

Ho risposto loro che Sobe e Spade erano cani buoni, che non avevano mai morso nessuno, né umano né animale. Ho detto che il loro uso della forza era stato eccessivo per dei cani innocui e l’agente mi ha guardata dritta negli occhi e mi ha risposto, cito testualmente: “Questi cani sono stati uccisi primariamente per il potenziale pericolo cui avevano sottoposto il mio collega”.

Mi diedero dei documenti da firmare che si erano sporcati del sangue dei miei cani.

Ho guardato i due agenti tornare alla loro auto e non erano dispiaciuti, non mostravano rimorso, solo arroganza.

Questa è stata la mia ricompensa per essermi occupata bene dei miei cani, aver ottenuto una licenza per loro, averli tenuti vaccinati, aver costruito loro un recinto, averli muniti di collare e medaglietta. Ma credo che queste leggi valgano solo per chi non possiede un pitbull”.

Le testimonianze riportano che nessuno ha udito i cani abbaiare, ringhiare e nessuno ha visto la presunta aggressione. Nessuno li ha visti caricare gli agenti, o qualcun altro.

Il fatto è avvenuto nella cittadina di Sallislaw, in Oklahoma, e ora una petizione chiede al Dipartimento di Polizia di prendersi la responsabilità di quanto accaduto, sospendendo dal servizio i due agenti che hanno ucciso Sobe e Spade, colpevoli di aver fatto assolutamente nulla.

“Sobe aveva quattro anni, Spade otto, e non avevamo mai attaccato nessuno, né morso nessuno”, ha dichiarato Jessica, la proprietaria dei cani, “Se avessi fatto ad un cane quello che quegli agenti hanno fatto ai miei, mi avrebbero arrestata. Voglio che la comunità sia educata sul fatto che i pitbull non sono mostri”.

Quanto accaduto a questi cani non è un fatto isolato. Oltre all’ormai ben noto ferimento di Star, il pitbull newyorchese che cercava di proteggere il suo padrone senzatetto in preda ad una crisi epilettica, i poliziotti americani si sono resi responsabili di un’altra sparatoria lo scorso 22 agosto.

Il fatto, in quest’ultimo caso, è avvenuto in Texas, ad Harris County: due pitbull, presumibilmente randagi, sono stati colpiti dalle pallottole degli agenti mentre si trovavano in un giardino privato.

Uno dei due cani è stato ucciso all’istante, l’altro ferito gravemente e non sono state date ulteriori indicazioni sul suo eventuale stato di salute.

Gli abitanti della via in cui è avvenuta la sparatoria si sono definiti sconvolti da quello che hanno reputato un abuso di potere e un uso della forza decisamente eccessivo. I due cani colpiti dalle pallottole non avevano mostrato alcun comportamento aggressivo e anche se ora lo sceriffo della Contea sta investigando sul fatto, è improbabile che qualcuno paghi. Cani a parte, naturalmente.

Nella foto: Sobe e Spade ormai senza vita (fonte).

Di seguito, un video dedicato al loro ricordo.

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6 Commenti

  1. Me da mucha rabia el saber que no hay leyes para juzgar a las personas que maltratan a los animales y cuando existen en algunos países o estados estas leyes no condenan a todos por igual, cada día me doy cuenta que las fuerzas públicas son un asco, ojala estas personas tengan su castigo aquí en la tierra porque lo que se le hace a un animal perfectamente no lo pueden hacer a nosotros.

  2. Nessun cane e’ aggressivo se viene educato civilmente!!!! Gente cosi’ deve solo MORIRE!!!!!

  3. Ciò che hanno fatto questi due bastardi è orribile e disumano, sono loro il vero pericolo per la comunità, gente ignorante e cattiva che, solo perchè ha una pistola, pensa di poter fare ciò che vuole… Purtroppo penso che non pagheranno e che verranno coperti dalle autorità, spero tanto però che la loro vita sia piena di sofferenza, spero che possano scontare una pena lunga e dolorosa per la loro disumanità!
    Poveri piccoli… sono tanto triste per loro…

  4. Ma i poliziotti non dovrebbero sparare a banchieri e governanti che sono notoriamente criminali che hanno avvelenato il mondo e che meritano la pena di morte immediata?
    Pagano sempre i più buoni al mondo, che merda.
    Al rogo questi assassini!

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