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[STORIE DAL PONTE] Brooklyn, lasciata a morire solo perché pitbull

La storia di Brooklyn è stata pubblicata sulla pagina Facebook The Patrick Miracle, ed è una storia di indifferenza.

Brooklyn, una giovane femmina di pitbull di meno di un anno di età, viene ricoverata presso il canile dell’Animal Control di Pikes County, in Ohio, lo scorso luglio.

Nel momento in cui la sua storia viene resa nota, nell’agosto scorso, Brooklyn si trova in canile da circa tre settimane dopo essere stata accalappiata ferita, a seguito di un incidente stradale. Dopo il recupero, Brooklyn viene trasportata da un veterinario, che si limita alle terapie vitali e meno costose – dopotutto, si tratta di un cane senza padrone.

Brooklyn viene quindi solamente “rammendata” con alcuni punti di sutura sulla zampa sinistra e sul lato sinistro del ventre, e poi portata in canile e chiusa in gabbia.

Il maggior danno causato dall’urto con la vettura, tuttavia, è localizzato ad una delle zampe anteriori, che presenta lesioni gravissime a livello dei nervi. Al canile, la zampa viene solamente bendata per evitare infezioni a contatto con il suolo.

Non serve a molto: Brooklyn la mobilità alla zampa non la recupera affatto, e si limita a trascinare l’arto.

È probabile, a detta dei volontari che si sono occupati di lei nel breve periodo intercorso tra il suo ricovero all’Animal Care e la sua morte, che Brooklyn sia stata investita dall’auto dopo essere stata abbandonata dalla sua famiglia umana.

Durante il suo periodo in canile, chiaramente, nessuno la reclama e ad occuparsi di lei sono i volontari. Brooklyn è molto dolce, tanto con le persone quanto con gli altri cani.

Tuttavia, le sue condizioni di salute non migliorano, anzi. È evidente che qualcosa in lei non va e che i punti di sutura e il bendaggio non sono sufficienti. Tuttavia, al canile non ci sono fondi per garantirle le terapie di cui ha bisogno.

Qualcuno si rende conto della gravità della situazione e contatta telefonicamente un’attivista per i diritti animali, Cassandre Miller, spiegandole che il pitbull soffre dolori indicibili e che non può essere curato come meriterebbe.

Cassandre Miller si attiva immediatamente con il supporto dell’associazione animalista per la quale lavora, Bridges to Safety, e procede all’adozione del cane.

Ma è passato troppo tempo tra l’investimento e il soccorso.

Brooklyn viene trasferita d’urgenza presso una struttura veterinaria privata, dove si scopre che ha ancora addosso i punti di sutura e che nessuno, in un mese, ha pensato di doverli rimuovere. Il risultato è un’estesa infezione che provoca al cane un’immensa sofferenza.

I veterinari mettono Brooklyn sotto antibiotici e antinfiammatori e la trasportano da uno specialista perché una delle sue zampe mostra ormai i segni della cancrena.

Si determina a questo punto che i danni causati dall’urto violento con la vettura che l’ha investita nella notte del 9 luglio hanno provocato una lesione gravissima al flesso brachiale e dunque al nervo radiale, risultante in una paralisi.

La cosa tuttavia ancora peggiore è la grave infezione che ormai si è diffusa in tutto il corpo del cane, e la conseguente cancrena.

La zampa di Brooklyn viene amputata in un disperato tentativo di salvarle la vita. Il cane combatte con tutte le sue forze per sopravvivere, ma non ci riesce.

Bridges to Safety ritiene che Brooklyn sia stata sostanzialmente ignorata tanto nella gestione quanto nelle cure perché era un incrocio pitbull, e dunque un cane con bassissime probabilità di essere adottato a causa delle odiose campagne di terrore che da anni vedono vittima proprio questa razza.

I dipendenti del canile presso cui Brooklyn era rimasta ricoverata per circa un mese avevano preferito favorire l’investimento economico dei pochi fondi a disposizione per cani con maggiori chance di trovare una nuova famiglia, col risultato di condannare a morte la giovane pitbull.

Dopo la sua morte, il corpo di Brooklyn viene sistemato su un lenzuolo e coperto di fiori. Sembra che dorma. Le fasciature – rosa – applicate a seguito dell’inutile amputazione della zampa sono ancora lì, come a volerle restituire un po’ di dignità.

Nel suo addio al cane, la volontaria che ha cercato di salvarla commenta: “Un piccolo cane che se ne stava seduto da solo in un canile, pieno di dolori, senza che nessuno sapesse neanche che era lì. Perché? Perché era un meticcio di pitbull, e non le era stato permesso neppure un appello per trovarle casa. Se ne stava lì da sola aspettando nessuno.

Ti ho amata dal primo momento. Sei stata con me solo due giorni ma ti ho amata come se ti avessi conosciuta per tutti i tuoi giorni della tua vita. Corri libera dal dolore e dal pregiudizio. Un giorno, nel tuo nome, forse altri cani non dovranno attraversare la tristezza che hai attraversato tu. Mi dispiace per l’ignoranza e la mancanza di compassione della gente. Riposa in pace”.

Nelle foto: Brooklyn in canile (fonte) e ormai senza vita (fonte).

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7 Commenti

  1. gente che ama e rispetta gli animali e umanoidi che non sanno fare altro che farli soffrire, tutto ritorna ricordatelo

  2. Assomiglia tanto a una cagnolina ke curo io…..anke lei meticcia di pittbull ma tanto giokerellona e dolce……fanno skifo anke nei canili, posti dove i cani dovrebbero essere al sicuro e invece molte volte trovano la morte a causa dell’indifferenza e della insensibilità

  3. sono proprio dei vigliacchi quelli del canile tutti i cani hanno diritto a una possibilità e devono essere curati tutti alla stessa maniera non deve più succedere quello che è capitato a brooklin era poi talmente bella come tutti i cani che io adoro

  4. è vergognoso che al giorno d oggi ci siano ancora pregiudizi.mj chiedo quanto è ancora lungo il cammino dall’ignoranza che non fa vedere alltro che misere vite che decidono per altri . CHE COMPASSIONE ììììììì.UN grazie dal cuore per l’attivista che le è stata accanto sino all’ultimo.GRAZIE

  5. E straziziante…poverina…..belve umane…

  6. Bellissima Brooklyn, quanto dolore hai dovuto sopportare nella tua breve vita…
    Un’altra vittima dell’indifferenza e della cattiva informazione.
    è terribile pensare che eri una cucciola che avrebbe dovuto poter giocare e avere tante coccole e non attraversare l’inferno… Ora almeno non soffri più e sembri serena tra i fiori…

  7. stammati.gennaro

    PENA DI MORTE

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