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Spagna: dopo 6 anni di veto, la corrida ritorna sulla TV nazionale

Gli attivisti spagnoli per i diritti animali sono indignati alla conferma che la corrida, dopo sei anni di assoluto divieto, tornerà ad essere mostrata sulla televisione pubblica nazionale.

L’appuntamento è fissato per il prossimo 5 settembre, quando l’emittente statale RTVE, finanziata con soldi pubblici, trasmetterà un festival taurino proveniente da Valladolid che vedrà come protagonisti matador famosi come Julian Lopez Escobar e Jose Maria Manzanares.

“La Television Espanola crede che un festival di questa qualità debba essere reso disponibile a tutti i fan iberici”, dichiara RTVE in un comunicato stampa, glissando abilmente in merito all’alt che, dal 2006, impone alle emittenti di non trasmettere immagini di corride a causa degli eccessivi costi e del bassissimo gradimento.

RTVE ha comunque deciso di mostrare sulla TV pubblica uno spettacolo di disgustosa violenza che da anni si cerca di estirpare, per risollevarne la reputazione.

Il PACMA, partito animalista spagnolo, parla attraverso la portavoce Silvia Barquero e definisce la decisione “un passo indietro nella lotta al benessere degli animali e alla loro difesa in questo Paese”.

“Pensiamo che sia totalmente inappropriato che la televisione pubblica spagnola abbia deciso di trasmettere la corrida dopo aver smesso di farlo per tanti anni”, continua la Barquero, ricordando che la maggior parte degli spagnoli si è da tempo dichiarata a sfavore delle manifestazioni taurine.

Non solo: la corrida verrà trasmessa alle 6 del pomeriggio, in fascia protetta – ossia in un momento della giornata in cui molti bambini saranno davanti ai teleschermi.

Secondo RTVE, la decisione di sospendere l’alt alla trasmissione di manifestazioni di tauromachia è dovuta alla salita al potere del Partito Popolare, di stampo conservatore, che avrebbe cambiato le regole del gioco: “L’allusione del 2006 relativa alla violenza sugli animali nelle corride è cambiata con le regole vigenti”, dichiarano dall’emittente. “Ora la decisione spetta ai genitori che, in autonomia, valuteranno e decideranno se guardare una corrida possa essere dannoso per i loro bambini”.

Il prestigio della corrida è in netto declino da anni, e un sondaggio effettuato in Spagna nel 2010 ha segnalato che il 60% della popolazione si oppone alle pratiche di tauromachia. Una buona percentuale ma non ancora sufficiente per mettere fine alle odiose manifestazioni in cui i tori sono le uniche vittime.

Solo qualche giorno fa, il sindaco della città basca di San Sebastian ha annunciato che non intende firmare alcun contratto con gli organizzatori di corride per il prossimo anno. Barcellona ha ospitato la sua ultima corrida nel settembre del 2011 dopo che la regione della Catalogna ha deciso di bandire la pratica, diventando di fatto la seconda regione iberica a dire no alla tauromachia, dopo le Canarie.

Il partito conservatore, attualmente al potere, è invece evidentemente di diverso parere – e sarà senz’altro lieto di vedere svolgersi l’odiosa manifestazione del Toro de la Vega, il prossimo 11 settembre, che si concluderà con la sanguinosa uccisione del toro Volante (qui la notizia).

Foto: un toro ormai sfinito china il capo di fronte ai colpi inferti dal matador (repertorio. Fonte Flickr).

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4 Commenti

  1. Che vergogna! Dovrà passare ancora una generazione o forse piu affinché questo schifo finisca.

  2. antonio gargiulo

    DIVERTIRSI IN QUESTO MODO E’ DA INCIVILI E DI UNA CATTIVERIA INACCETTABILE VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA

  3. UNA VERGOGNA ENORME DAVANTI AL MONDO,UNA INGIUSTIZIA VERSO GL’ ANIMALI,POI UNA MITTENTE PUBBLICA NON SI DEVE PERMETTERE DI PASSARE CERTI PROGRAMMI PER CHE E’ UN INSULTO E UNA OFFESA PER CHI PAGA LE TASSE!

  4. una vera schifezza non dico altro

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