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Balestrino: parla la proprietaria del gatto ucciso col ramo in gola

La proprietaria del gatto ucciso a Balestrino con un grosso ramo in gola ha rilasciato ieri una video intervista a Il Secolo XIX parlando di quanto accaduto, e mettendo alcuni puntini sulle i che ci sembra doveroso comunicare.

La donna definisce quanto accaduto al suo micio, un esemplare di soli 10 mesi di nome Shalom, “pace” in ebraico, “un atto ignobile” ma non commenta nella maniera più assoluta le novità diffuse negli ultimi giorni, che vedrebbero un vicino di casa denunciato per l’episodio di violenza.

Flavia Santoiemma spiega inoltre che la fotografia che da qualche giorno gira in rete, e che mostra un micio bianco e nero con un grosso pezzo di legno che fuoriesce dalla bocca, non è quella di Shalom, e ribadisce di non avere assolutamente nulla a che fare con il tam tam mediatico creatosi sulla vicenda.

Al contrario, la Santoiemma dichiara che quanto accaduto è strettamente personale: “Questo polverone mediatico è totalmente estraneo alla mia vicenda, che è privata. Le foto che si trovano su internet non ritraggono il mio gatto. Non le ho fatte girare io. Io mi sono limitata a sporgere denuncia contro ignoti ai Carabinieri”.

E lancia una frecciata all’ENPA, che aveva criticato l’amministrazione comunale di Balestrino e i suoi abitanti: “L’amministrazione è del tutto estranea a questa vicenda. Qui la gente ama gli animali. Sono felice che alcune persone siano solidali con me, ma mi dà fastidio leggere cose non vere”.

Nella video intervista rilasciata al Secolo XIX, la Santoiemma racconta poi la sua versione dei fatti relativamente a quanto accaduto a Shalom: “Il gatto era sotto la mia finestra, era stato massacrato di botte e aveva un pezzo di legno in bocca. L’ho portato subito in casa e dopo alcuni minuti è morto. Abbiamo chiamato il veterinario ma comunque il gatto è morto prima. Non si è assolutamente trascinato perché non era in condizioni di poter camminare”.

“Sicuramente si è trattato di un gesto premeditato e il gatto mi è stato portato lì per farmi vedere quello che avevano fatto”.

La proprietaria di Shalom si sbilancia poi a parlare del presunto aguzzino: “Ho ricevuto delle minacce da questa persona, cosa che ho fatto presente ai Carabinieri. Però io non mi sento di dire che sia stato lui, perché penso che i Carabinieri faranno delle indagini e si arriverà ad una soluzione. Non ci sono stati assolutamente dei litigi. Un giorno mi è stato detto che se il gatto avesse continuato a saltare sulla macchina di questa persona e a lasciarvi delle impronte, lui lo avrebbe ammazzato. E questo è accaduto un mesetto fa. Una settimana prima Shalom era arrivato a casa con una zampa completamente spappolata, e lì per lì io avevo pensato che potesse essere stata una macchina. Invece probabilmente era un avvertimento”.

La Santoiemma conclude: “Non chiedo giustizia, chiedo solamente che questi fatti non avvengano più”.

La video intervista completa si trova a questo link.

Foto: un gatto (repertorio. Fonte Flickr).

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4 Commenti

  1. Che vigliacco, bastardo, figlio di puttana… per una cazzo di macchina… dovrebbero bruciargliela, possibilmente con il suo cadavere a pezzi all’interno!!!

  2. si suol dire a napoli cornuto e mazziato .oltre il dolore la paura di essere fatta ancora del male.questo vuol dire non sentirsi protetti in alcun modo.alla signora tutta la mia conprensione

  3. la signora avrà timore di chi ha commesso l’atto, e la capisco…ma un’auto con delle impronte è una cosa, un gatto invece…mi auguro che in un mondo parallelo, coloro che torturano esseri INNOCENTI, soffrano pene indicibili.

  4. E’ proprio vile prendersela con chi non ha fatto niente né si può difendere come la signora ed il suo povero gatto innocente.
    E’ ancora più vile che non ci sia nessuna tutela per nessuno e chi dovrebbe attenzionare ed essere pronto ad intervenire molto spesso ti ride in faccia.

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