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[VIDEO] Storia di Judith: dieci anni alla catena prima di vivere davvero

La storia di Judith risale a qualche anno fa, ma è così dolce e amara allo stesso tempo che vale ancora la pena raccontarla.

È difficile dire se sia un racconto triste oppure un lieto fine, quello che la riguarda. Se non altro perché Judith è uno dei tanti cani che hanno trascorso quasi tutta la loro vita legati ad una catena, all’aperto, senza essere minimamente considerati da chi avrebbe dovuto prendersi invece cura di loro – o peggio, essendone abusati.

La storia di Judith viene raccontata dall’associazione animalista americana Animal Advocates.

La prima volta che gli attivisti la videro, Judith era sdraiata nel fango congelato del giardino, in pieno inverno.

Legata alla catena, era circondata e giaceva nei suoi stessi escrementi.

Animal Advocates era stata contattata da alcuni vicini preoccupati che, per anni, avevano cercato di far inutilmente intervenire la SPCA di Burnaby.

Era il 2007.

Quando gli attivisti arrivarono sul posto, trovarono Judith emaciata, disidratata e a malapena in grado di tenersi in piedi a causa della gravissima artrite che, negli anni trascorsi all’aperto, le aveva minato il treno posteriore.

Judith era un pastore tedesco ridotto all’ombra di sé stesso.

Il mantello, che avrebbe dovuto essere soffice e folto, era appesantito dal fango ghiacciato.

I vicini raccontarono ad Animal Advocates che i proprietari di Judith erano soliti urinarle addosso dalla veranda. E che, per scherno, l’avevano battezzata Judas, “Giuda”.

Gli attivisti intervennero sequestrando il cane ai proprietari e togliendola dalla sua miseria – riuscendo laddove la Protezione Animali istituzionale non aveva fatto nulla, dal momento che la SPCA si era offerta esclusivamente di sopprimerla per 50 dollari.

Tanto valeva la vita di Judith – e i suoi proprietari erano d’accordo. Dopotutto si trattava di soldi facili.

Judith venne dunque sequestrata secondo la legge di Burnaby relativa al “Trattamento Umano dei Cani” e ricoverata presso la struttura di Animal Advocates. Venne curata, per quanto possibile, per lenire almeno un po’ il suo lancinante dolore alle ossa. Venne tosata, perché il pelo era così incrostato che era ormai impossibile pulirlo.

Judith aveva trascorso dieci anni della sua vita nell’inferno di quella che considerava la sua casa. Dieci anni senza mai stare al chiuso, senza una coperta, senza un giocattolo, senza cibo decente né acqua pulita. Con gente che le pisciava addosso.

Per Judith, i ragazzi di Animal Advocates trovarono una coppia di persone meravigliose che si prese cura di lei da quel momento in poi, che la fece diventare parte della famiglia.

I coniugi regalarono a Judith un carrellino perché le sue zampe posteriori non si affaticassero di continuo, dal momento che non erano mai guarite del tutto. La portarono al mare, in campagna, le diedero tutto quello che non avevano mai avuto.

Judith andò in campeggio e fece il bagno nel lago, rincorse gli scoiattoli con l’aiuto del suo carrellino.

E quando morì, dopo diciotto mesi di assoluta, perfetta felicità, portò con sé tutti i suoi ricordi pieni d’amore, e di calore, e di buon cibo, e di divertimento.

La vita prima di quei momenti non contava più.

Di seguito, il video che racconta la storia di Judith, che vi invitiamo a far conoscere.

Non voltate lo sguardo di fronte a un animale abusato, vittima dell’incuria. La vita può essere diversa e non è mai troppo tardi per regalare qualcosa a chi non ha mai avuto niente.

Nelle foto: Judith prima e dopo la liberazione (fonte).

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9 Commenti

  1. MENO MALE KE CI SN PERSONE FANTASTIKE BUONE E SOPRATUTTO INTELLIGENTI, MI AUGURO E SOPRATUTTO AUGURO ALLE PERSONE KE HANNO RIDOTTO QST MERAVIGLIOSO ESEMPLARE UNA VITA CONTINUAMENTE PIENA DI DOLORI ESTEMAMENTE ATROCE, MA LA COSA ANCORA PIù GRANDE KE QST LORO SPFFERENZA DEVE ACCADERE SOTTO GLI OKKI DELL’INDIFFERENZA DEI PROPRI SIMILI. ANCORA UN’ABBRACCIO MORALE A QST ANGELI, E UNA VITA VITA PIENE DI SOFFERENZE A QST BASTARDIIIIIIIIIIIII

  2. almeno è andato in paradiso felicemente.

  3. I cani sono esseri meravigliosi, non sono come noi, non conoscono il rancore ma solo l’amore puro… per fortuna Judith ha potuto vivere almeno per un po’ una vita felice anche se avrebbe meritato sicuramente di viverla tutta così! Anch’io mi auguro che quei maledetti patiscano le pene dell’inferno e spero che non gli sia più stato concesso di avere animali!

  4. A che cosa serve fare così ad un animale? Un animale bellissimo e buonissimo.
    A che cosa servono i suoi aguzzini? Perchè vivono ancora?
    Dovete iniziare a morire, vi auguro la morte, vostra e di tutto il vostro sangue fino all’ultima goccia!

    Ciao bellezza, Judith sei un fiore.

  5. teresa bressan

    però penso con grande gioia alle persone che hanno regalato 18 mesi di felicità a questa sfortunata creatura, e auguro a loro tutto il bene del mondo

  6. ke bastardi di merda ……..ci sono parole metterli nella merda e affogarli ………figli di p…………a

  7. povera piccola *_* spero che chi ti ha fatto “vivere” quella vita misera abbia tutto indietro con gli interessi e anche di più….gente senza cuore ne dignità 🙁

  8. non ci sono parole x descrivere questi comportamenti! VERGOGNAAAAAAAAAAAAA

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