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USA: pecore lasciate a morire di sete in università. Per pigrizia

L’Università di Reno, nel Nevada, si è vista denunciare al Dipartimento dell’Agricoltura americano per aver lasciato morire di sete alcune pecore.

Gli animali sono rimasti vittima della pigrizia dei lavoranti che erano deputati a prendersene cura, i quali hanno falsificato i rapporti sostenendo di aver controllato le riserve d’acqua, che invece erano vuote.

A denunciare l’accaduto è l’associazione animalista americana Stop Animal Exploitation Now, che ora attende risposte dal Dipartimento dell’Agricoltura. L’associazione chiede che all’università venga comminata la sanzione più alta prevista per questo genere di reati, con la coscienza che nessuno finirà in carcere per quello che non è considerato un reato criminale.

Dichiara SAEN: “Non esiste aspetto criminale nella legge federale. L’unica entità che può essere penalizzata è l’università che aveva in cura gli animali, e noi riteniamo che sia importante che vengano sanzionati. La multa più alta possibile è di 10,000 dollari per infrazione”.

La morte delle pecore è avvenuta nel settembre del 2011 ma le investigazioni del Dipartimento dell’Agricoltura sono state completate solamente il mese scorso.

Il rapporto mette in luce che dieci pecore, tenute segregate in un capannone universitario, non erano state abbeverate per almeno cinque giorni. Tre dei dieci animali erano morti a seguito della disidratazione.

Continua il rapporto governativo: “Gli addetti alla gestione delle pecore non si erano recati all’interno della struttura per controllarne le riserve d’acqua. Hanno altresì sostenuto nelle loro relazioni di aver fatto esattamente l’opposto, mentendo”.

I lavoranti sono stati tutti licenziati a seguito delle investigazioni.

Il rettore dell’Università, Marc Johnson, ha dichiarato: “Si è trattato di un incidente incredibilmente deludente, e lo prendiamo molto sul serio. Abbiamo adottato una posizione a tolleranza zero, e le nostre azioni personali e cambiamenti operativi riflettono questa decisione”.

Dal momento che non sembra possibile fidarsi dei lavoranti, l’unica cosa che l’università ha potuto fare è stato fisicamente spostare i registri all’interno del capannone in cui vengono detenuti gli animali, in modo che gli addetti siano costretti ad entrarci.

Non è la prima volta, tuttavia, che l’Università in questione è coinvolta in scandali simili. Nel 2002, 45 pecore gravide morirono di fame e di sete. Tra il solo 2004 e il 2005, inoltre, l’ateneo ha ricevuto multe per un totale di 46 violazioni delle regolazioni relative al benessere animale.

Morire di sete è un modo assai doloroso di terminare la propria esistenza.

Senza l’acqua, il corpo gradatamente si disidrata coinvolgendo organi, respirazione e pressione sanguigna. Infine i reni cedono, il sangue si addensa e si finisce in coma. Ci vogliono giorni prima che tutto questo processo abbia fine.

Foto: repertorio (fonte Flickr).

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