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Roma: tutti i dubbi e le polemiche sul cane soppresso a Ferragosto

Il caso del cane soppresso durante le ferie di Ferragosto a Roma, in via dell’Alberone, è stato di certo uno dei più seguiti degli ultimi giorni. Ne hanno parlato un po’ tutti – noi compresi, in questa news – persino importanti quotidiani nazionali.

Ad oltre una settimana dal fatto, tuttavia, le polemiche sono più infuocate che mai e disseminate di dubbi e versioni discordanti in merito a quanto realmente accaduto.

La versione iniziale era chiara: il cane, un esemplare anziano e in condizioni di salute assai precarie, era stato abbandonato in giardino dai proprietari che, circa quattro giorni prima, erano partiti per le ferie. I condomini del palazzo, notando che il cane sanguinava da una zampa e che ormai faticava ad alzarsi, avevano contattato il numero 060606, che gestisce la campagna estiva di protezione degli animali su Roma.

Ad intervenire sul posto era stata l’associazione animalista Earth, dopo essere stata avvisata dagli uffici comunali. Earth aveva chiesto l’intervento congiunto di vigili e ASL poiché l’azione di soccorso prevedeva l’ingresso in un’abitazione privata.

Il cane, tuttavia, era stato trovato in condizioni così gravi da non poter sopravvivere. Valentina Coppola, presidente di Earth, aveva dichiarato in merito: “I medici, una volta resisi conto delle condizioni del cane, non hanno potuto fare altro che abbatterlo”.

Questi, a grandi linee, i fatti così come esposti appena dopo l’episodio.

La polemica è scattata poco dopo, con l’intervento della deputata Pd Monica Cirinnà, che ha inoltrato un’interrogazione all’assessore Visconti e ha parlato di “condanna a morte del cane” a causa di “procedure sbagliate e improprie”.

Secondo la Cirinnà, il primo a commettere un errore è stato il call center del Comune di Roma, che invece di inoltrare la richiesta di soccorso all’associazione Earth avrebbe dovuto contattare l’ASL RmD. Continua la deputata: “Sono certa che se fosse intervenuto il centro specializzato della Muratella anziché un’associazione, ora il cane sarebbe ancora in vita”.

Quest’ultima osservazione è, quantomeno, un po’ azzardata – se non altro perché, di norma, le associazioni tendono a non sopprimere con facilità (e neppure ne hanno la facoltà) e la reputazione del canile Muratella è a dir poco controversa.

In ogni caso, le accuse della Cirinnà hanno trovato subito replica nelle parole di Valentina Coppola, presidente di Earth: “Va bene la campagna elettorale, ma fare speculazione sulle sorti di un animale è disgustoso”. L’associazione ha continuato sottolineando di aver inviato un fax ai vigili urbani e, per conoscenza, anche al presidio ASL del canile municipale, come richiesto dalla legge.

Poi, il colpo di coda all’indirizzo del Muratella: “Gli operatori dello 060606 riferiscono spesso di non riuscire a mettersi in contatto con la struttura comunale, perché nessuno risponde al telefono. La struttura che avrebbe dovuto salvare lo sfortunato cane dell’Alberone è la stessa dove non molti giorni fa è deceduta Lola, la cagna di 13 anni che ha partorito un cucciolo per non essere stata sterilizzata come normativa vuole?”.

La polemica tra Earth e la Cirinnà si è poi trasferita dai comunicati stampa alle carte bollate. All’interrogazione della consigliera comunale Cirinnà in merito alla soppressione del cane senza rispetto delle norme vigenti l’associazione animalista ha risposto con una querela.

La questione sembrava finita qui – o meglio, destinata a tramutarsi nell’ennesima diatriba tra istituzioni e associazioni, pur nella constatazione sostanziale di quanto avvenuto all’Alberone.

E invece no. Nelle ultime ore, arriva l’attesa “altra campana”, ossia quella dei proprietari del cane deceduto, che scopriamo portava il nome di Millo.

Non era maltrattato, dice la famiglia romana, e noi non eravamo in ferie.

La Cirinnà (che fino a quel momento non aveva contestato il maltrattamento) si aggrappa immediatamente alla nuova versione, suffragata anche dalla testimonianza della presidente dell’associazione Volontari Canile di Porta Portese, Simona Novi.

Secondo quanto dichiarato dalla Novi a Repubblica, “Millo era una cane maschio di 13 anni sofferente di paralisi progressiva agli arti posteriori” e “da qualche mese la malattia era diventata più pronunciata e il cane non riusciva più ad uscire”.

L’esposizione della nuova versione dei fatti arriva a seguito dell’incontro tra la Novi e la famiglia del cane deceduto, che cerca di scrollarsi di dosso ogni accusa.

I familiari di Millo dichiarano di non essere stati affatto in vacanza, al momento dell’intervento di Earth. Ma soprattutto, di non aver mai maltrattato il cane, che si trovava sulla terrazza (e non in giardino) perché non era più in grado di andare in passeggiata.

I proprietari ritengono di essere stati vittima dei vicini, che hanno fatto un esposto ai Carabinieri. Tant’è che la mattina della morte di Millo, i militari si erano presentati per controllarne le condizioni, stilando un verbale.

Dopo i Carabinieri, a casa di Millo è arrivata la veterinaria che, constatando lo stato di grave sofferenza in cui versava il cane, ha proceduto alla sua eutanasia.

La soppressione, dunque, non sarebbe stata praticata né da Earth (che non ne ha la facoltà) né dall’ASL, ma da un veterinario privato su autorizzazione degli stessi proprietari del cane.

La famiglia di Millo non vuole essere accusata di crudeltà verso gli animali, e si dichiara vittima di una vera e propria campagna d’odio, di una persecuzione, causata dalla cattiva gestione del caso da parte di Earth.

Valentina Coppola controbatte: “È chiaro che una persona accusata di maltrattamenti dirà che non è colpevole. Noi abbiamo ricevuto tre segnalazioni dai vicini di casa e ci siamo comportati di conseguenza. La nostra associazione entra in gioco quando chi chiama il centralino vuole denunciare legalmente un abuso sugli animali. Il nostro è un ufficio legale e non si occupa di procedure sanitarie, quindi è impossibile additarci come i colpevoli dell’abbattimento. I proprietari hanno detto di non aver mai maltrattato il cane, i vicini il contrario e sarà il giudice a decidere se le condizioni dell’animale erano così gravi da giustificarne l’abbattimento”.

Secondo la Cirinnà, Earth avrebbe “non solo dichiarato il falso, inventando una notizia inesistente, ma anche messo il Comune in grave imbarazzo” tanto che “il sindaco Alemanno dovrebbe valutare il danno che tutte queste falsità hanno provocato all’immagine della città”.

La consigliera chiede anche che il primo cittadino della capitale “invii una lettera di scuse alla famiglia addolorata per la scelta di dover praticare l’eutanasia al proprio amato cane, e che si vede minacciata e attaccata pubblicamente per atti che non ha commesso”.

Cirinnà quindi, sposa completamente la versione dei proprietari di Millo, mentre Earth resta ancorata alle sue posizioni e chiede che sia il Tribunale a fare chiarezza.

Foto: repertorio (fonte Flickr).


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