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Troppi dubbi sulle condizioni di Star, pitbull ferito dalla polizia di New York

Abbiamo parlato negli scorsi giorni del caso di Star, femmina di pitbull ferita gravemente dalla polizia di New York per aver cercato di proteggere il suo padrone, un senzatetto.

Le notizie inizialmente diffuse segnalavano che il cane era stato ucciso da un singolo colpo di pistola sparato da uno degli agenti. Tuttavia, aggiornamenti successivi confermavano che il pitbull era in effetti sopravvissuto alle ferite e che si trovava all’ACC (Animal Care and Control) di New York City.

Nelle ultime ore si sono rincorse le voci più discordanti e l’unica cosa certa è che le condizioni di questo molosso sono tutt’altro che chiare.

A mettere in luce le gravi discrepanze in merito a quanto avvenuto è il quotidiano Examiner che sottolinea come, il giorno successivo alla sparatoria, il portavoce dell’ACC Richard Gentles abbia dichiarato: “Il cane è in cura presso l’ACC e, al momento, le sue condizioni sono stabili”.

Sasha Sabbeth, attivista per i diritti animali già divenuta famosa nel triste caso di Lennox e ora tra i supporter di Star, racconta però di essere molto preoccupata per le condizioni del cane e per il suo trattamento: “Sto lavorando intensamente assieme ad altre persone per cercare, per Star, un’associazione specializzata nel salvataggio di pitbull che possa assicurarsi della bontà delle cure prestate. Star ha almeno un proiettile in testa da cinque giorni”.

Il mistero si è ulteriormente infittito quando l’associazione animalista Smilin’ Pit Bull, che voleva prendersi carico di Star, ha contattato l’ACC per chiederne l’affido ed è stata “rimbalzata” con la seguente motivazione: “Star non si trova all’ACC, ma è stata trasferita in una clinica esterna secondo un apposito programma”.

Il timore di alcuni attivisti è che l’ACC stia raccogliendo fondi in nome di Star senza però fornirle le cure veterinarie adeguate, e che il cane sparisca misteriosamente come troppo spesso accade ai pitbull, vituperati e erroneamente considerati pericolosi pressoché ovunque.

“Se è vero che Star si trova in una clinica esterna, non significa necessariamente che stia ricevendo le giuste terapie e le cure di emergenza di cui chiaramente ha bisogno”.

Quello che lascia quantomeno perplessi è che, diversamente da altri episodi in cui un cane è rimasto vittima di incidenti o abusi, chiunque abbia in cura Star non sembra intenzionato a condividere nessuna informazione in merito alle sue condizioni.

Con Star, così come per Lennox e altri cani (stranamente quasi sempre pitbull) si sta assistendo ad una ben conosciuta mancanza di cooperazione, omertà, segretezza sospetta e assenza di informazioni certe.

Dichiara la Sabbeth: “Sono profondamente preoccupata, come tutti coloro che in questo Paese e all’estero che hanno visto, nel video, la drammatica agonia che questo cane è stato costretto a sopportare senza alcun aiuto da parte di nessuno”.

“Non sono un veterinario. Tuttavia la logica suggerisce che Star abbia bisogno di un intervento chirurgico delicato seguito da cure adeguate e da un ricovero in cui le sia garantita sicurezza, amore e tutti i servizi riabilitativi necessari. Parlo a nome di tanti altri attivisti per i diritti animali quando dico che Star morirà se resta in cura all’ACC. Ha bisogno di una struttura adatta alle sue condizioni. Questo cane è un eroe che ha semplicemente cercato di difendere il suo proprietario in difficoltà. Ha guardato mentre il suo padrone veniva preso a calci da un poliziotto e la sua reazione è completamente comprensibile. Non ha mai attaccato nessuno. Si è limitata ad avvisare nel tipico modo canino: con la postura e con l’abbaio. Non si meritava una pallottola. E non si merita di rimanere senza cure adeguate”.

“Ho passato ore ed ore a contattare associazioni, forze di polizia, organizzazioni come ASPCA e HSUS, e come me molti cercano di occuparsi di Star, di metterla nelle mani giuste, e di non lasciarla alla mercé della politica e dei suoi segreti. Mi sembra di camminare in un salone degli specchi messo in piedi dall’ACC, a spese del cane. Non voglio che Star diventi un altro martire, come Lennox a Belfast, in Irlanda”.

Come la Sabbeth, sono tanti gli attivisti per i diritti animali che ora chiedono a gran voce: “Dov’è Star? È davvero viva? In che condizioni si trova?”.

Ma la vera domanda a cui rispondere è piuttosto: riuscirà questo cane a sopravvivere ai maneggi politici, più pericolosi di una pallottola in testa?

Foto: la sparatoria ai danni di Star (fonte).

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3 Commenti

  1. ciao mari, oggi pomeriggio ci saranno ancora aggiornamenti su questo caso.

  2. Spero che sia ancora viva ma la storia di Lennox insegna che la vita di un cane vale ben poco in certi ambiti… Spero davvero che si possano avere notizie e far avere a Star, piccola vittima innocente della nostra ferocia, le cure giuste. Dovrebbero essere chieste a gran voce notizie chiare sul luogo in cui si trova e su quali siano le sue vere condizioni di salute… Non si può indire una petizione internazionale?
    Purtroppo contro i mezzi cruenti e scorretti degli assassini possiamo agire soltanto cercando di far sentire la nostra voce in modo pacifico ma con fermezza e senza mollare l’osso!

  3. per me è morta e non hanno il coraggio di dirlo per non sollevare un vespaio sui metodi della polizia americana( si veda il 48 disabile mentale freddato oggi con 45 proiettili da 5 poliziotti, una vera esecuzione e senza motivi validi)

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