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Green Hill: cuccioli forse morti per aver ingerito segatura

Segatura non idonea usata come lettiera e ingurgitata dai cuccioli di beagle fino a causarne il soffocamento: è questa l’ipotesi che comincia a stagliarsi netta dai carteggi sequestrati nell’allevamento di Montichiari.

La notizia è stata riportata da Geapress nella giornata di ieri e sarebbe da ricondursi alla segatura ritrovata nell’esofago e nello stomaco dei piccoli.

Si ipotizza anche che le eutanasie dei cani (nei congelatori dell’allevamento, al momento del sequestro, erano stati ritrovati i corpi di circa cento animali) venissero decise sulla base di banali patologie curabili, come la dermatite o i disturbi comportamentali.

Tra gli atti esaminati dal Tribunale del Riesame di Brescia, che ha rigettato la richiesta di dissequestro dei cani alcuni giorni fa, compare inoltre il seguente appunto definito “inquietante” dagli inquirenti: “Denti-orecchie-unghie delle femmine sono finiti – manca orecchie dei maschi – ho fatto anche il vaccino che mancava di diario – i trattamenti li ho già inseriti al computer”.

Non si sa chi abbia redatto questa nota, scritta a mano, tuttavia si profila la possibilità che possa essere riferita ad esperimenti non consentiti ed effettuati all’interno dell’allevamento del bresciano che, teoricamente, doveva essere deputato esclusivamente alla “produzione” di cani.

Fino ad ora i ventitré dipendenti ascoltati dagli inquirenti hanno rilasciato deposizioni che non hanno convinto, soprattutto perché difformi – sia relativamente alla segatura di cui sopra, sia in merito al presunto sgambamento dei cani.

A seguito delle ispezioni effettuate all’interno di Green Hill successivamente al sequestro probatorio, i veterinari avrebbero riscontrati nei cani atteggiamenti ansiosi (andirivieni compulsivo, cammino in tondo, rincorse alla coda) riconducibili al reato di maltrattamento di animali e, in generale, ad una detenzione non compatibile con una situazione di benessere.

Si parla di circa una ventina di beagle ritrovati in stato catatonico, con digressione sensoria e sindrome depressiva, con alopecia sulle orecchie e sulla testa. Di cuccioli con dissenteria, sofferenti di disidratazione, e ancora sensorialmente deprivati.

È stata proprio la morte di uno dei cuccioli ricoverati che avrebbe provocato la denuncia al veterinario che gestiva Green Hill da parte di Legambiente e LAV.

La posizione di Green Hill si fa precaria, perché l’ipotesi accusatoria si basa ora sul reato di maltrattamento di animali con “comportamenti insopportabili per le loro caratteristiche etologiche” e messi in atto con dolo, ossia con precisa volontà nel compimento.

Come riferito agli atti del Tribunale di Brescia, un’accusa di questo tipo prefigura “uno scenario di programmata gestione degli animali, suscettivo di sofferenze psico-fisiche, con alta probabilità indotta da ragioni di risparmio dei costi”.

Nella foto: uno dei beagle sequestrati a Green Hill (fonte).

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