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Green Hill: decisione sul dissequestro rinviata. Tre beagle ancora gravi

È stato deciso nella giornata di ieri il rinvio della decisione del Tribunale del Riesame in merito al dissequestro di Green Hill.

Il Tribunale avrebbe dovuto pronunciarsi ieri sul destino dei beagle attualmente in affido di famiglie e associazioni ma, come prevedibile, la richiesta di dissequestro avanzata dal team legale della fabbrica di cuccioli di Montichiari è stata posticipata di almeno qualche giorno. A deciderlo, la dottoressa Anna di Martino che presiedeva la seconda sezione del Tribunale del Riesame di Brescia.

“L’udienza è terminata con una prevedibile riserva che verrà sciolta probabilmente entro fine settimana”, ha dichiarato Aldo Benato, avvocato dell’associazione animalista Freccia45. “La difesa di Green Hill ha richiamato i precedenti provvedimenti favorevoli all’azienda, in primis il decreto di archiviazione dello scorso marzo, lamentandovi come non ci fossero i presupposti per il provvedimento di sequestro in atto. Non ci resta che aspettare”.

Va precisato che se il dissequestro venisse confermato, tutti i beagle prelevati dalla struttura dovrebbero essere immediatamente restituiti, anche se fossero già nelle cure delle famiglie affidatarie. Una cosa nient’affatto facile, neppure secondo l’avvocato Benato: “Ritengo sia poco probabile il dissequestro della struttura (…) per ragioni meramente pratiche: il dissequestro comporterebbe insormontabili difficoltà nel recupero dei beagle già consegnati”.

Anche LAV e Legambiente si dichiarano fiduciose in merito alla sentenza.

Tuttavia, c’è al momento grande preoccupazione per le condizioni assai precarie di numerosi beagle liberati dalla struttura.

Dopo la morte apparentemente immotivata di uno dei cuccioli, due giorni fa (ne avevamo parlato qui), vi sono ora altri tre esemplari che i veterinari giudicano in gravi condizioni.

È intanto stato reso noto che il piccolo deceduto era stato considerato non idoneo all’affido dai veterinari delle associazioni, che ne avevano intuito le precarie condizioni di salute. Si ritiene ora che la causa della morte sia imputabile ad una parvovirosi, malattia virale che colpisce soprattutto i cuccioli non vaccinati. Se arrivasse conferma della causa di morte, significherebbe che non tutti i cuccioli di Montichiari venivano vaccinati, come per legge. Forse per non interferire con gli esperimenti di vivisezione ai quali sarebbero stati successivamente sottoposti.

Secondo un appello di Legambiente, i tre cani ora ricoverati non sarebbero gli unici a presentare problemi di salute: “Il lavoro è appena iniziato. Alcuni cuccioli hanno bisogno di cure veterinarie urgenti prima di essere affidati a Legambiente”.

Il Comitato Occupy Green Hill, a sua volta, dichiara in uno status pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale: “Ricordiamo a tutti che i cani usciti da Green Hill vanno fatti visitare dai veterinari. Ogni sintomo va valutato. Ricordiamoci che [Green Hill] è stato messo sotto sequestro anche per via dei grandi problemi sanitari che aveva. Per la salute dei cani non sottovalutate nessun sintomo e almeno per i primi 40-50 giorni teneteli sempre sotto controllo. Abbiamo fatto di tutto per portarli fuori da lì, ora ci aspettiamo che chi li ha faccia di tutto per farli stare al meglio”.

Nella foto: uno dei cuccioli liberati dalla struttura (fonte).

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